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Un tè con Mo Yan e altri scrittori | Marco Del Corona

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Un tè con Mo Yan e altri scrittori

Oggi il libro di cui voglio parlare è “Un tè con Mo Yan e altri scrittori cinesi” di Marco Del Corona edito da O barra O edizioni. E’ raccolta di interviste a diciotto scrittori contemporanei cinesi, dove scopriamo una Cina contemporanea ma allo stesso tempo piena di contraddizione. Un Paese dove la censura è sempre stata molto evidente – oggi meno rispetto al passato – , gli scrittori cinesi si raccontano di romanzi, poesie e racconti per bambini attraverso le interviste di Marco Del Corona.

  • TITOLO: Un tè con Mo Yan e altri scrittori cinesi
  • AUTORE: Marco del Corona
  • COLLANA: O barra O edizioni
  • PREZZO (CARTACEO): 12,00€
  • TRAMA: Una galleria di incontri con i maggiori scrittori della Repubblica Popolare cinese che racconta, attraverso le loro voci e con un taglio giornalistico, un Paese in trasformazione: un mosaico inedito nel panorama editoriale italiano.
    Il premio Nobel Mo Yan, seduto in una casa da tè, confida che la censura in Cina esiste, ma si può aggirare, professa il suo ottimismo per il futuro del suo Paese e infine rivela la sua passione per i film d’azione hollywoodiani.
    Un autore come Acheng, che dopo anni di silenzio apre la sua dimora e racconta del romanzo che non può pubblicare.
    E ancora: Su Tong che parla della condizione femminile; Hu Yua che vede la Cina come una suora che si è fatta prostituta; la “Rowling cinese” Yang Hongying, star della letteratura per l’infanzia; Liao Yiwu, fuggito dal regime e ora memoria poetica di chi vede i propri diritti violati. E molti altri protagonisti della scena letteraria cinese, sia dalle città che dal mondo rurale.

L’autore Marco Del Corona

Nato a Milano nel 1968, è vicecaporedattore del Corriere della Sera, per il quale ha visitato la Corea del Nord nel 2001. Ha pubblicato, tra l’altro, due diari di viaggio, Strade di bambù su Cina, Laos e Birmania (1999) e Cattedrali di cenere sulla Cambogia(2005). Corrispondente a Pechino dal 2008 al 2012, è attualmente vicecaporedattore delle pagine culturali del «Corriere della sera».

Gli scrittori possono anche avere nazionalità diverse ma la letteratura è senza confini. La buona letteratura appartiene a tutto il genere umano.  Mo Yan – citazione intervista pagina 27 –

All’apertura del romanzo troviamo Mo Yan, vincitore del premio Nobel per la Letteratura nel 2012, è uno scrittore che scrive tradizionalmente, nei suoi romanzi lo sfondo principale sono le campagne e il mondo contadino e troviamo sempre come punto di ferimento è sempre Gaomi il villaggio nello Shangdong dov’è cresciuto

A seguito troviamo Acheng, autore di diversi romanzi e sceneggiature per il teatro, il romanzo fantasma giace nel suo computer e non può essere pubblicato a causa della censura; L’intenzione è sempre stato di pubblicarlo a Taiwan, illegalmente ma per non crearsi problemi , rinuncia completamente. Ma spera un giorno di poterlo pubblicare senza nessuna limitazione.

Siamo sempre a Taiwan, ho l’onore di leggere Bo Yang, a seguito l’ascesa di Mao Zedong nel 49 , prende la decisione di esiliarsi a Taiwan chiamata “L’isola verde”, il Generalissimo Chiang Kai-Shek lo imprigionò accusato di essere una spia comunista al servizio di Mao. Scrittore popolare di Taiwan e letto illegalmente in Cina , in Italia fu pubblicato Brutti Cinesi

Abbiamo lo scrittore di libri di fantasy Guo Jingming, vende milioni di copie non solo in Cina ma nel resto del mondo. Feng Jicai a causa di un terribile terremoto che ha distrutto completamente la casa in campagna, ritrova i fogli segreti nascosti dalla cesura.Su Tong che parla della condizione femminile; Hu Yua la Cina  vista come una suora che si è fatta prostituta; Yang Hongying, scrive libri per l’infanzia basati sui principi del confucianesimo; Liao Yiwu, fuggito dal regime e ora memoria poetica di chi vede i propri diritti violati. Lo scrittore Han Dong, che nei suoi libri racconta della deportazione voluta da Mao dei cittadini alle campagne, durante la Rivoluzione culturale cinese.

Leggere “Un tè con Mo Yan e altri scrittori cinesi” è uno spunto a nuovi titoli tutti da leggere e scoprire, difficile da dire che non è particolarmente facile riuscir a tradurre testi cinesi, soprattutto per chi scrive con ideogrammi complessi. Punto d’incontro è anche il fatto che molti scrittori si sono fatti influenzare da scrittori del calibro di Italo Calvino. L’unica cosa che mi chiedo ancora.. dal momento che il maoismo è passato, come fanno molti giovani cinesi a informarsi per ogni tipologia di notizia? Per chi ne parla in pochi giorni spariscono articoli o interi blog , perché è un’Internet ancora controllato dalla censura. che vieta tutto quello che vi riguardi.

E’ un libro sicuramente da consigliare per chi desidera conoscere a fondo questa cultura che ahimè si sa sempre poco o persino nulla.

Un tè con Mo Yan e altri scrittori
  • Trama
  • Stile scrittura
  • Aspetto estetico
  • Rapporto qualità / prezzo
  • Valutazione complessiva
  • Copertina
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Pubblicato da Appunti di Zelda

Hi! I'm Zelda! Classe 99' Scrivo di letteratura e cucina orientale. Consiglio tè, tisane e infusi.Perennemente persa tra le nuvole, sognatrice di un paese chiamato Giappone e tipica sushi lover!