Interviste

Parliamo di disegno con Sabuchan’s Art

Ben ritornati sul blog lettori, oggi abbiamo un ospite speciale Sabuchan’s Art. L’abbiamo intervistata per farci sapere di più sul mondo del disegno.

Presentati brevemente ai nostri lettori e parlaci di te.

Sono un’artista del torinese a pochi passi dai trent’anni, con una buona dose di follia. Principalmente pittrice ad olio, poi passata al digitale. La mia più grande passione è sempre stata il mondo del fumetto e per questo sto cercando di usare tutto il tempo a disposizione per portare avanti un progetto rimasto sopito negli anni… vita casalinga permettendo!

Per iniziare quando è iniziata la passione per i manga e il disegno ?

Di tanto in tanto, i miei genitori tirano fuori vecchissimi disegni di cammelli con tredici zampe e altrettante gobbe, o strane creature dagli arti allungati, risalenti alla tenera età di 3-4 anni.

Posso quindi affermare che il disegno abbia fatto parte del mio cervello sin dalla tenera età senza mai abbandonarmi.

Questa passione ha avuto sin da subito sintomi ossessivo-compulsivi, per esempio cercando di rientrare sempre nei margini colorando immagini stampate all’asilo o passando ogni giornata scolastica a riempire il banco di disegni.

Guai se gli operatori li cancellavano! Successivamente ai Topolino e annessi, alle medie ho scoperto il vasto mondo dei manga a partire da Dragon Ball, per passare ai titoli trasmessi su MTV.

Da lì a poco, la mia collezione si è ingigantita cercando cose sempre nuove, sempre sorprendenti.

Sabuchan's Art

Cosa ti ha spinto verso questo mondo? A che età è nata questa passione ?

Come sopra, la passione è nata da subito senza lasciarmi il tempo di rendermene conto.

È stato così naturale che, a pensare una risposta soddisfacente, non mi esce nulla di eclatante. Quel che mi ha poi spinto a proseguire la ricerca e il miglioramento costante è stata una semplice consapevolezza: “se sono brava in questo, è la mia strada”.

Così ho iniziato a ideare storie e personaggi, che mi trascino tutt’ora nei miei progetti più maturamento e approfondendo determinate sfaccettature che non avrei immaginato anni fa.

Individuando il percorso, da lì basta lasciare aperta la porta dell’immaginazione e far fluire dentro tutto, proprio tutto.

Sei autodidatta o hai fatto studi appropriati?

Per la classica motivazione del “pensa al futuro e trovarti un lavoro sicuro”, non ho immediatamente improntato il mio percorso di studi sull’arte.

Ho avuto l’occasione solo dopo le scuole superiori, scegliendo il corso di pittura all’accademia di belle arti.

È stato non poco devastante all’inizio: mi sono scontrata sin da subito con il muro del “essere già imparato” dall’artistico, step che mi mancava, e molte cose basilari venivano date per scontate. .

Ad oggi, comunque, ripeterei l’esperienza per svariati motivi. Quindi sono un po’ autodidatta e un po’ “studiata”!
Per quel che riguarda l’arte digitale, invece, provavo quel senso di estraniazione, il non accettare che l’arte diventasse facilitata attraverso un computer, che l’arte vera con la A maiuscola si dovesse eseguire esclusivamente su carta e tela.

Col tempo e la necessità, questa convinzione a mio parere assolutamente sbagliata si è rovesciata. Ho provato con molto malincuore, ho insistito e non posso dire di essere diventata un’esperta, ma attualmente un buon ottanta per cento dei miei lavori sono eseguiti in digitale.

Non ho avuto la fortuna di seguire corsi appositi, tutto quel che conosco l’ho provato di mia spontanea volontà usando moltissimi tutorial e osservando i lavori altrui.

Posso ritenermi piuttosto soddisfatta della mia scelta di dare un’opportunità a queste corbellerie moderne!

Quali strumenti usi solitamente ?

Attualmente uso Paint Tool SAI e Photoshop, disegnando su un monitor interattivo di Ugee montato su un supporto da scrivania per lavorare comodamente.

Il mal di schiena è una brutta bestia per i disegnatori! Per il tradizionale non ho grandi pretese, qualsiasi matita va bene purché faccia il suo lavoro.

Tanto, anche prendessi quella più leggera al mondo, la mia mano rimane pesantissima ed è già un miracolo che non abbia ancora bucato un foglio da anni!

Hai una persona che ti ha affiancato nel tuo percorso ?

Una persona in particolare c’è, che continua a supportarmi e sopportarmi tra gli alti e bassi di questo mondo: la mia compagna, nonché modella “in nero” che ripago con tantissima visibilità indiretta! (ahahahah)
Sono comunque affiancata da molti artisti e amici che, anche solo occasionalmente, mi danno il coraggio di proseguire. Spero di riuscire a ricambiare sempre tutto il loro supporto!

Che tipo di manga disegni ?

Non so se si possano inserire nell’ambito manga che, tolte le molte sciocche polemiche, ha una vastità di caratteristiche strabilianti.

Forse per l’influenza della pittura tradizionale, prediligo uno stile molto realistico e soffice, senza contorni definiti come si può vedere in un manga o un comic americano. Soprattutto, deve esserci molto, tantissimo nero.

Sabuchan's Art

Che tipo di genere ti piace ? Perché?

Mi piace molto il genere horror, sia esso grafico o psicologico.

Trovo affascinante tutto ciò che scaturisce paura, anche solo un piccolo fremito. Credo sia una delle sensazioni con più sfaccettature, in grado di salire da zero a mille in poche scene e trasportare inconsciamente il lettore su un piano diverso, non ancora esplorato.

Qualsiasi cosa, anche la più innocente, può rivelarsi terrificante e amo particolarmente quando autori di fumetti, libri o film, riescono a trasformare situazioni ordinarie nel peggior incubo.

Dove pubblichi i tuoi lavori?

E’ possibile visionare i miei lavori in… troppi posti! Sono iscritta a molte piattaforme, sia social che specifiche, anche se recentemente mi sono concentrata sulla mia pagina Facebook per qualsiasi genere di lavoro, mentre uso Tapastic e LINE Webtoons per i fumetti.

Da buona esploratrice ho anche account su DeviantArt, Tumblr, Instagram… la lista sarebbe davvero lunga!

Hai mai pensato di lavorare con un mangaka o del calibro fumettistico o illustrativo?

Nessun mangaka, a dire la verità. I disegnatori che mi ispirano non lavorano in questo ambito, hanno influenze più occidentali per dirla terra terra.

Qualche nome italiano e straniero ce l’ho, vedremo cosa ci riserverà il futuro! Il mio sogno, ormai irrealizzabile, è sempre stato di poter collaborare anche solo con una pennellata impercettibile con il grande H.R. Giger, che purtroppo ci ha lasciati, però mi immagino al suo fianco a dialogare delle peggiori illustrazioni che avremmo potuto creare assieme.

Sei più per il modo digitale o tradizionale? Perché?

Al momento, digitale. È il metodo che mi è più congeniale per la vastità di opzioni che regala, e nulla da togliere alla buona vecchia matita su carta. Ho voluto investire su un’attrezzatura durevole e comoda appena le finanze me l’hanno permesso; diciamo che il costo del materiale tradizionale, se si cerca quello migliore in rapporto qualità-prezzo-risultato, mi ha sempre scoraggiato molto rispetto a un unico grosso investimento.

Certo, non dimentichiamo che la corrente elettrica va pagata! Ma per i conti in tasca che mi sono fatta, e considerando che sprecherei davvero moltissimo materiale tra l’eterna indecisione e l’incapacità di alleggerire la mano, il digitale mi offre molto a un prezzo “irrisorio”.

Le persone che ti sono accanto ti sostengono ? Hai qualcuno che ti ostacola?

Chi mi è accanto sa bene quanto impegno metto in ogni singolo tratto e quante poche ore dormo a causa della creatività compulsiva, quindi mi sostengono costantemente anche non essendo nel nostro settore.

Ne approfitto per ringraziarle, se leggeranno sapranno che parlo di loro! Il più grande ostacolo è da sempre la vita, quella che vediamo al telegiornale e osserviamo per le strade, impostata su una società che blocca i creativi a meno di determinati requisiti sempre direzionati al vendere, vendere e ancora vendere, rendendoti una macchina senza aspirazioni.

Questo ha influenzato anche la famiglia, che di conseguenza ha cercato spesso di sviare il percorso verso le sicurezze, cercando di convincermi a sopprimere la voglia di creare e accantonarla come attività ludica. I tempi cambiano e per fortuna con essi anche le convinzioni più radicate.

Hai mai perso l’ispirazione? Se si , come l’hai recuperata ?

Oh si, molto spesso. Ho passato grandi periodi in cui disegnavo tanto per tracciare qualche forma, senza dargli uno scopo preciso. Per tenere allenata la mano ma priva di desiderio creativo. Entrando poi in un mondo lavorativo lontano dalla mia aspirazione, ho davvero sofferto fisicamente di quanto mi stesse portando via ogni sprazzo di immaginazione e il tempo per mettermi in gioco. Nei momenti meno aggressivi, comunque, sono riuscita a recuperare la strada disegnando fanarts dei miei personaggi preferiti o lasciandomi trascinare da musica e film. Qualcosa prima o poi esce fuori, e se non esce e ci arrabbiamo con lo schermo vuol dire che non è ancora il momento giusto.

Hai mai pensato di proporre i tuoi lavori a qualche mangaka/casa editrice giapponese?

Osservando l’andamento del mio progetto principale, A Sinless World, sui siti di online reading orientali, noto che sono in molti ad interessarsi al genere che propongo.

Sinceramente, non ho mai pensato di approdare con i miei lavori in Giappone. Credo, forse erroneamente, che là siano già colmi dei più disparati argomenti, cosa che invece non avviene a casa nostra. Sarebbe piuttosto interessante ampliare la visione del fumetto in Italia.

Hai dei futuri progetti ?

In primis, riordinare tutte le idee che mi frullano in testa e dar loro un senso per la continuità della storia su cui sto lavorando.

Voglio inserire troppe cose! Poi partecipare a eventi del fumetto sempre più importanti a livello nazionale, partendo dalle prime regionali minori che inizieranno a giugno di quest’anno.

E migliorare continuamente, soprattutto velocizzarmi nel disegnare tutti i piccoli dettagli per cui letteralmente impazzisco!

La nostra intervista termina qui, ma hai ancora qualcosa da dirci/consigli/sconsigli per i lettori della sala ?

Accettate sempre i consigli, accogliete sempre le critiche. Anche quelle più scomode e, se vi va male, poste in malo modo, possono essere una ricca fonte per scalare la via del successo.

E con “successo” non intendo per forza diventare famosi, vendere un sacco di copie, interagire con importanti personalità del settore, produrre un film basato sulla vostra idea.

Il successo è prima di ogni cosa la soddisfazione personale. Se seguirete sicuri la vostra intenzione, sempre dritti e convinti, e riuscirete a realizzarvi spiritualmente, sarà semplice e spontaneo trasmettere la vostra passione all’esterno attraverso i vostri lavori e trovare un seguito sincero. Non sarà così facile e immediato, anche se vi auguro il contrario.

Vi chiederete cosa vi manca e cosa non è chiaro in ciò che fate; crederete che se aveste scelto un altro genere o personaggio vi sarebbe andata meglio; vi abbatterete e avrete il desiderio di mandare tutto al diavolo.

Esercitatevi, mostrate fieri le vostre creazioni, accogliete tutto ciò che riceverete e se non avrete nulla in cambio non importa, sarà la prossima volta. E sarà migliore, più appagante, più coinvolgente, ancora più vostro.

Un ringraziamento speciale a Sabuchan’s Art
Foto all'interno dell'articolo by Sabuchan's Art, riproduzione riservata  ©2017

Sono Zeldaゼルダ,classe 1999, studentessa di Lingue e Culture Moderne. Amante di fumetti, manga, graphic novel. Gioco ad un po' di tutto, ma tendo a prediligere titoli retro e horror, psicologici e indie. I due titoli del cuore sono The Legend of Zelda e FFVII. Dal 2016 mi occupo di Appunti di Zelda uno spazio nerd dal punto di vista di una ragazza.