Tante care cose di chiara alessi

Recensione: Tante care cose di Chiara Alessi 

Oggi Daniela di Daniela Carletti – Autrice per l’appuntamento del libro, ci parla de Tante care cose di Chiara Alessi nell’edizione di Longanesi.

Recensione di Daniela Carletti de Tante care cose di Chiara Alessi 

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Tante care cose
Tante care cose di Chiara Alessi

“Tante care cose” si apre con un’introduzione in cui l’autrice ci racconta il senso di quanto segue: una serie di capitoli, 74 per l’esattezza, in cui illustra altrettanti oggetti e la loro storia.

Un’operazione simile per certi versi a “La misteriosa fiamma della regina Loana” di Umberto Eco, in cui però l’esposizione diventa narrazione, rimembranza, lirismo.

Qui invece, le care cose sono quelle a cui non bisogna dare troppa importanza “Perché se il passato serve per crescere e per crescere serve un passato, quando è troppo ingombrante o ci tiene eccessivamente invischiati, non si riesce a procedere.” (pag. 10).

Si tratta perciò di una lettura semplice (ma non semplicistica); di certo accattivante per coloro che amano il design e, più ancora la sua storia.

Leggendo le pagine della Alessi, non si può fare a meno di notare infatti, un certo entusiasmo, una certa passione nei confronti di coloro che scommettendo sulla propria creatività, seppero realizzare oggetti del quotidiano che ebbero la loro valenza nel costume di un’epoca.

E se il libro “difetta” di un certo lirismo (legato cioè agli oggetti in sé), ciò accade perché le cose descritte sono quasi un pretesto per poter parlare delle idee di uomini e donne che riuscirono a dar vita alle loro invenzioni. In questo senso le care cose di Chiara Alessi, sono un esempio da seguire per aprirci alla scoperta e al futuro.

 Tante care cose di Chiara Alessi 
Tante care cose di Chiara Alessi

Ma anche senza essere esperti del settore, ci strappa un sorriso il ricordo di una macchina da scrivere della Olivetti o di una bici “Graziella” (in quale casa o cantina non ce n’erano?). Chiara Alessi, evidentemente appassionata del suo lavoro (si occupa di design), fa rivivere il nostro vissuto, e anche se il suo intento non è quello di creare un ponte tra noi e il passato, ci fa ricordare piccoli scorci di vita quotidiana che ormai appartengono ad un altro tempo, ma che inevitabilmente, rinnovano i ricordi.

Il variare della forma di scrittura poi, si giustifica con la necessità di diversificare lo schema del libro o di descrivere in un altro modo, un oggetto di cui è stato già scritto molto: tra le pagine troviamo così un’ode, un’esposizione in forma di test e quant’altro. Troviamo anche tutta una serie di marchi tuttora esistenti.

I disegni di Paolo D’Altan sono un ulteriore diversivo nel testo, piacevole ausilio alla memoria.

Daniela Carletti

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Daniela Carletti è nata nel 1963 a Roma dove vive con suo marito. Musicista professionista è insegnante di Canto e Jazz. Appassionata di arte, cultura e scienza ha scritto per diletto Il suono del silenzio, 2013; Le memorie dell’acqua, 2014; La magia del XVIII secolo, 2014; Secundum ordinem Melchisedek, 2018. Dal 2023 contribuisce con le sue meravigliose recensioni su Appunti di Zelda

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