La ragazza del Kyushu

Recensione: La ragazza del Kyūshū di Seichō Matsumoto

Oggi Daniela di Daniela Carletti – Autrice per l’appuntamento del libro, ci parla di La ragazza del Kyūshū di Seichō Matsumoto nell’edizione di Adelphi

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Recensione di La ragazza del Kyūshū di Seichō Matsumoto a cura di Daniela Carletti

«Un caso di coscienza»

Kiriko è una giovane donna che, pur non avendo disponibilità economica, chiede udienza ad uno dei più famosi avvocati di Tokyo, perché assuma la difesa di suo fratello accusato di omicidio. Ma Ōtsuka Kinzō rifiuta l’incarico, a suo dire “per mancanza di tempo”, mostrando il più totale disinteresse nei confronti della richiesta di aiuto della ragazza; ciò non gli impedirà di subire suo malgrado, una sorta di travaglio psicologico in relazione alla sua condotta sul piano umano, prima ancora che su quello professionale “… non sono più un avvocato. Non sono nessuno.” (pag. 195).

La ragazza del Kyūshū
La ragazza del Kyūshū

Matsumoto è stato definito il Simenon giapponese e, in effetti, in base ai primi capitoli il romanzo può apparire un “Giallo Classico” in cui le indagini sono affidate a un dilettante molto arguto e dalle spiccate capacità deduttive.
In realtà nello sviluppo dell’intreccio diventa chiaro il taglio del “Thriller Legale” poiché per lo più, il caso è esposto in maniera molto dettagliata, secondo una procedura propria delle aule giudiziarie. Con un’arguta trovata l’autore capovolge le ragioni dell’accusa e quelle stesse argomentazioni che un attimo prima risultavano schiaccianti per l’imputato, diventano la prova incontrovertibile del loro contrario (pp. 95/97).

A parte l’inquadramento del sottogenere che, alla luce dell’attuale diversificazione fin troppo variegata dei vari tipi di Giallo, lascia il tempo che trova, è molto interessante il fatto che Matsumoto sposti l’attenzione del lettore, dall’individuazione dell’assassino ad altre problematiche.
Kiriko parlando di suo fratello ingiustamente imputato, dice “Non m’importa niente di sapere chi è l’assassino. Io volevo salvare mio fratello.” (pag. 189). E infatti il colpevole come persona fisica, è del tutto irrilevante, anche se infine se ne parla, più per tradizione che per altro.

Una delle peculiarità nei romanzi di questo autore, è la denuncia dei problemi legati al sociale. La questione vera ne “La ragazza del Kyūshū” (isola del Giappone), è di carattere morale, cosicché i riflettori sono orientati sul sistema giudiziario e sull’etica professionale.

Kiriko punta il dito sulle differenze di ceto, per cui chi non è facoltoso non può aspirare ad avere un trattamento che rispetti il suo diritto civile ad essere adeguatamente difeso in tribunale “Negli interstizi fra [una pietra e l’altra del selciato, ndr], vide un mozzicone di sigaretta annerito e imbrattato di fango. E questo le fece venire in mente suo fratello.” (pag. 24); “Tutto il sistema penale è colpevole, se i poveri non possono ottenere giustizia.” (pag. 189).

L’altro aspetto che costituisce il nodo centrale del romanzo, è la contrapposizione tra la realtà e ciò che, emergendo dalle indagini, approda nelle aule giudiziarie. La domanda perciò è la seguente: nel momento in cui la verità processuale non coincide con la realtà, si crea un problema di coscienza?

Nella vita reale che ci piaccia o meno, nei palazzi della Legge non esistono verità in senso assoluto, ma soltanto verità processuali alle quali ogni avvocato, secondo l’etica professionale, deve rispondere.
Su questo tema Matsumoto ci fornisce il suo verdetto che, naturalmente in questa sede si tace per non rovinare la lettura, anche se nel finale dal punto di vista della scrittura, la carica tensiva così ben congegnata in senso crescente, perde un po’ del suo phatos.
Daniela Carletti

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Daniela Carletti è nata nel 1963 a Roma dove vive con suo marito. Musicista professionista è insegnante di Canto e Jazz. Appassionata di arte, cultura e scienza ha scritto per diletto Il suono del silenzio, 2013; Le memorie dell’acqua, 2014; La magia del XVIII secolo, 2014; Secundum ordinem Melchisedek, 2018. Dal 2023 contribuisce con le sue meravigliose recensioni su Appunti di Zelda

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