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Il gusto di Emma

Il gusto di Emma: il lato nascosto della Guida Michelin

  • Frederick
  • 15 Settembre 2026

Il gusto di Emma è un romanzo grafico in due volumi ispirato alla vicenda di Emmanuelle Maisonneuve, una delle prime donne a entrare nel mondo degli ispettori della Guida Michelin.

La storia nasce da una passione coltivata fin dall’infanzia. Emma è cresciuta in una famiglia in cui il cibo e la scoperta dei ristoranti facevano parte dei viaggi e delle esperienze quotidiane. Quello che potrebbe sembrare soltanto un buon palato si trasforma, con il tempo, in una vera sensibilità per la cucina e in un desiderio preciso: diventare un’ispettrice della Guida Michelin.

Quando decide di candidarsi come ispettrice, però, scopre rapidamente che trasformare quel sogno in un mestiere non sarà semplice. Dopo una lunga attesa arriva finalmente la convocazione, poi la selezione e, infine, l’inizio di una professione che richiede molto più della capacità di riconoscere un piatto ben eseguito.

Non è tutto l’oro quel che luccica

Emma deve attraversare la Francia, spesso in solitudine, spostandosi continuamente da un ristorante all’altro e da un albergo all’altro. Deve osservare, assaggiare, prendere appunti, mantenere l’anonimato e soprattutto imparare a separare il proprio gusto personale dai criteri con cui una guida così autorevole valuta l’esperienza gastronomica.

Cosa significa diventare un‘ispettrice Michelin? Dietro una cena apparentemente perfetta possono esserci ore di viaggio, stanchezza, pasti non memorabili, quantità di cibo difficili da gestire e la necessità di mantenere sempre alta l’attenzione. A tutto questo si aggiunge un ambiente prevalentemente maschile, nel quale Emma deve conquistarsi il proprio spazio senza rinunciare alla sua personalità.

Il suo percorso professionale diventa così anche un confronto continuo con la propria idea di libertà. Da una parte c’è il sogno finalmente realizzato, dall’altra un lavoro che finisce inevitabilmente per condizionare la sua vita privata, le relazioni e la possibilità di costruire una quotidianità più stabile.

Tra le esperienze di Emma trova spazio anche il Giappone, che rappresenta un momento particolarmente affascinante del racconto. Il confronto tra la cultura culinaria francese e quella giapponese permette infatti di osservare il cibo attraverso sensibilità completamente diverse: tecniche, equilibrio, ingredienti e modi di concepire l’esperienza gastronomica cambiano profondamente.

Non è difficile capire perché sia stata scelta Kan Takahama per accompagnare visivamente questa parte della storia. La mangaka, già autrice di opere come La Lanterna di Nyx e Memorie dell’isola Ventaglio, costruisce tavole eleganti, dettagliate e soprattutto molto attente al cibo. I primi piani sulle pietanze, sui volti e sui piccoli particolari interrompono talvolta la regolarità delle vignette e rendono le scene più vive.

I suoi disegni riescono soprattutto in una cosa: far percepire il cibo come esperienza sensoriale. Non si limitano a mostrarlo, ma cercano di restituirne l’atmosfera, la consistenza e il significato all’interno della storia.

Il gusto di Emma

Una storia che avrebbe potuto raccontare di più

Sul piano narrativo, invece, ho trovato Il gusto di Emma meno convincente.

L’aspetto documentaristico è senza dubbio quello che funziona meglio, mentre la componente più propriamente narrativa tende a rimanere in secondo piano. Avrei voluto conoscere Emma molto più a fondo: il suo passato, le sue esperienze e soprattutto le sue contraddizioni vengono raccontati rapidamente, senza lasciare abbastanza spazio alla sua evoluzione personale.

Sappiamo che è una donna determinata, curiosa e profondamente appassionata del proprio lavoro, ma alcuni aspetti della sua personalità rimangono inevitabilmente in superficie. Lo stesso vale per i personaggi che la circondano, che finiscono per essere soprattutto funzionali al suo percorso e raramente riescono a diventare figure davvero memorabili.

Questa impostazione rende il fumetto piacevole e interessante per chi è incuriosito dal mondo della Guida Michelin e dal mestiere dell’ispettore, perché permette di entrare dietro le quinte di una professione tanto affascinante quanto usurante. Allo stesso tempo, però, lascia la sensazione che ci fosse una storia molto più ricca da raccontare.

Il gusto di Emma non è per tutti

Il gusto di Emma è una lettura particolare, soprattutto per chi ama il connubio tra fumetto, gastronomia e viaggio. Più che conquistarmi per la profondità della trama, mi ha incuriosita per il mondo che racconta e per quella parte invisibile del lavoro degli ispettori che normalmente rimane fuori dalla sala del ristorante.

È un racconto che sa essere invitante proprio come i piatti che attraversano le sue pagine: elegante, curioso e ricco di spunti. Avrei soltanto desiderato fermarmi più a lungo accanto a Emma, invece di limitarmi ad accompagnarla da una tavola all’altra.

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