Negli ultimi giorni mi è capitato di tornare su alcuni libri che avevo letto anni fa, quasi senza pensarci troppo. Alcune le ricordavo benissimo, altre solo a tratti, ma rileggerle è stata un’esperienza completamente diversa.
È strano come cambino le percezioni delle storie che una volta mi sembravano semplici oggi hanno un peso diverso, mentre altre mi hanno colpito molto più in profondità rispetto alla prima lettura. È come se, tra una rilettura e l’altra, fossi cambiata io negli anni.

5 libri che ho riletto dopo anni
L’amante giapponese – Isabel Allende
Rileggere “L’amante giapponese” è stato come ritrovare una storia che avevo già amato, ma con una consapevolezza completamente diversa. La storia di Alma e Ichimei mi è sembrata ancora più intensa. Da più giovane mi aveva colpito soprattutto il lato romantico, quel legame così forte e proibito.
Oggi, invece, ho percepito molto di più il peso del tempo, delle scelte e delle rinunce. Anche il personaggio di Irina mi ha colpito molto di più rispetto a prima. Il suo passato, il modo in cui si protegge dal mondo e la sua difficoltà nel lasciarsi andare rendono tutto più reale, più umano. Lark House, poi, è quasi un mondo a parte, è un luogo che sembra sospeso, dove la vecchiaia non è solo fine ma anche memoria, libertà e, in qualche modo, rinascita.
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Neanche il tempo di sognare – Yugi Yamada
Questa è stata una rilettura più emotiva di quanto mi aspettassi. La storia tra Kawamura e Yoshitake è semplice, ma proprio per questo arriva forte. La prima volta mi era sembrata una storia dolce, malinconica. Riletta oggi, invece, mi ha lasciato una sensazione più amara. Il modo in cui il tempo interrompe tutto, senza dare spiegazioni, è probabilmente la cosa che mi ha colpito di più. E quando si rincontrano, non è più come prima, anche se qualcosa rimane. Mi è piaciuto ancora il modo in cui Yugi Yamada riesce a bilanciare momenti leggeri e altri più pesanti, senza mai forzare troppo le emozioni.
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La meccanica del cuore – Mathias Malzieu
Questa è stata forse la rilettura più “diversa”. Ricordavo una storia molto più fiabesca. In realtà, rileggendola, mi è sembrata molto più crudele di quanto ricordassi. Jack e il suo cuore a cucù sono una metafora abbastanza evidente, ma quello che cambia è come la si percepisce e da una storia romantica a una riflessione molto più amara sull’amore. Le regole, il limite imposto al sentimento, la paura di provare troppo… tutto questo mi è arrivato molto più forte rispetto alla prima volta. Rimane comunque una storia particolare, con uno stile unico, ma sicuramente meno “leggera” di quanto possa sembrare all’inizio.
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Morbose fantasie – Junichiro Tanizaki
Questa rilettura è stata probabilmente la più disturbante. “Morbose fantasie” è una storia breve, ma riesce a creare un’atmosfera davvero pesante, quasi ipnotica. Il rapporto tra Takahashi e Sonomura, inizialmente quasi ironico, si trasforma lentamente in qualcosa di molto più inquietante. L’idea di assistere a un omicidio annunciato sembra assurda all’inizio, ma il modo in cui la tensione cresce è costruito molto bene. Non succede tutto subito, anzi, è proprio l’attesa a creare disagio.Quello che mi ha colpito di più, però, è la componente psicologica: il desiderio, l’ossessione, il modo in cui la realtà viene percepita e distorta. Rileggendolo oggi, mi è sembrato molto più intenso e, in alcuni momenti, anche più scomodo da leggere.
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Musica – Yukio Mishima
“Musica” è stata una rilettura completamente diversa rispetto alla prima volta. Se prima mi aveva colpito soprattutto per il lato “psicologico”, oggi mi ha preso molto di più per il modo in cui viene raccontata la relazione tra paziente e analista. Reiko è un personaggio difficile da inquadrare e tra verità e bugia, tra controllo e perdita di controllo. E proprio questa ambiguità rende tutto più interessante. Il tema della sessualità è trattato in modo diretto ma mai volgare, e la cosa più interessante è come venga collegato alla percezione della realtà e delle emozioni. È una lettura che ti lascia addosso una sensazione strana, quasi di disagio, ma allo stesso tempo ti spinge a continuare.
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