La Cantina Do Spade è uno dei bacari storici di Venezia e affonda le proprie radici in una storia che sembra risalire addirittura alla fine del Quattrocento. A testimoniare l’antichità dell’osteria non sono soltanto i documenti storici, ma anche la toponomastica della zona: ancora oggi, infatti, il sottoportego e la calle delle Do Spade conservano il nome dell’antica insegna.
Secondo quanto racconta Giuseppe Tassini nel suo Curiosità veneziane, l’insegna delle Spade era già documentata nel 1448, quando viene citato un certo Carle de Zuane, hosto all’insegna delle Spade. Qualche decennio più tardi, nel 1488, lo stesso Carlo de Zuane ricopriva il ruolo di gastaldo della confraternita degli osti, che era solita riunirsi nella vicina chiesa di San Matteo.
Anche Marin Sanudo, nelle sue cronache, fa riferimento all’osteria della Spada, o delle Spade, situata a Rialto, sul rio delle Beccherie. Un’ulteriore testimonianza arriva dal catasto del 1566, dove viene citata l’osteria delle Do Spade a San Matteo, con due botteghe sottostanti, allora appartenente alla famiglia Foscari e data in affitto a un oste di nome Battista.
La storia del luogo si intreccia così con quella della Venezia mercantile e popolare, quando i bacari rappresentavano importanti punti di ritrovo per osti, mercanti e abitanti della città. Anche il vicino Ponte delle Spade, originariamente in legno e ricostruito in ferro nel 1886, conserva nella sua denominazione un richiamo diretto a questa antica presenza.






Perché la Cantina Do Spade è (ancora) uno dei migliori bacari storici di Venezia
La Cantina Do Spade conserva ancora l’atmosfera delle vecchie osterie veneziane, con un ingresso e arredi in legno che richiamano la tradizione. Un ambiente semplice e caratteristico, perfetto per fermarsi a bere un’ombra e assaggiare qualche cicchetto, ma anche per pranzare.
L’osteria è conosciuta soprattutto per i cicchetti, i fritti e i piccoli stuzzichini della tradizione veneziana. Noi abbiamo scelto di fermarci per un pranzo e abbiamo iniziato con due antipasti. Il primo è stato un carpaccio di manzo con crema di Parmigiano e rucola fresca, con ingredienti di buona qualità e un abbinamento semplice ma ben riuscito.
Abbiamo poi assaggiato le sarde in saor, uno dei piatti simbolo della cucina veneziana: sarde fritte condite con cipolle in agrodolce, pinoli e uvetta. Devo ammettere che mi hanno piacevolmente sorpresa, soprattutto perché non sono particolarmente amante dell’uvetta, che in questo caso risultava invece ben equilibrata nel piatto.
Come primo abbiamo scelto una pasta corta con pesce spada, olive taggiasche e filetti di pomodoro. Una combinazione di ingredienti che funziona bene, con il sapore deciso del pesce spada accompagnato dalla sapidità delle olive e dalla freschezza del pomodoro.
Infine, abbiamo provato il frittolin con calamari e verdure. È stato il piatto che ci ha convinti meno: la componente di verdure era decisamente più presente rispetto a quella di pesce e, nel complesso, abbiamo assaggiato fritti migliori. È comunque una questione di gusto personale e non ha compromesso l’esperienza generale.
A tavola abbiamo accompagnato il pranzo con il vino frizzantino della casa e dell’acqua, servita in una bottiglia che abbiamo trovato particolarmente carina.
Il servizio è stato veloce e cordiale, senza particolari aspetti negativi da segnalare. Considerando anche i prezzi, che abbiamo trovato piuttosto onesti per la zona, la Cantina Do Spade rappresenta una buona soluzione per chi vuole mangiare qualcosa di tipicamente veneziano senza imbattersi necessariamente nei prezzi elevati di molti locali del centro storico.
Il consiglio è quello di prenotare in anticipo: si tratta di un’osteria conosciuta e la zona di Rialto è sempre molto frequentata. Nel complesso, una realtà che ci sentiamo di consigliare e che conserva ancora quell’atmosfera da bacaro veneziano che, in una Venezia sempre più turistica e costosa, non è così scontato trovare.