Marco Benedet

Intervista: Marco Benedet autore e editore di Verbaqua Edizioni

Per lo spazio dedicato alle interviste, oggi ospitiamo Marco Benedet autore e editore di Verbaqua Edizioni. Scopriamo cosa si cela dietro questo doppio ruolo.

Intervista: Marco Benedet autore e editore di Verbaqua Edizioni

Chi è Marco Benedet e cosa puoi dirci del suo essere autore e editore?

Salve, io sono un veterinario che ha fatto la libera professione a tutela della salute degli animali per molti anni. Ad un certo punto della mia vita, seguendo la passione per il mare, mi sono ritrovato sulle rive del Mar Rosso a Sharm El Sheikh a fare l’istruttore sub.

Un desiderio divenuto realtà. In quegli anni, sempre impegnato nella cura degli animali, scrissi un manuale sul Primo Soccorso per cani e gatti pubblicato da una nota casa editrice. Presa “la penna in mano” le emozioni provate e gli incontri subacquei e non mi hanno spinto a scrivere quel che stavo provando.

Scrissi così il mio primo romanzo “Ma chi me lo ha fatto fare?” Una storia autobiografica che per il pubblico a cui era rivolto in qualche modo mi costrinse ad organizzarmi ad auto pubblicarlo. È così che imparai cosa è l’impaginazione, la grafica di copertina, le correzioni, la suddivisione in capitoli e tutto quel che serve per mettere su carta un’idea.

Ora posso dire che il risultato non fu perfetto, complice la tipografia locale che tra le varie cose “dimenticò” anche di mettere il mio nome in copertina, ma ancora adesso sono orgoglioso di quella prima pubblicazione che mi insegnò tante cose sull’editoria.

Marco Benedet
Marco Benedet foto di riferimento Verbaqua edizioni Letture di mare

Di cosa parlano i suoi libri?

Dopo aver iniziato a scrivere con un saggio sulla salute degli animali parlando prima di Primo Soccorso e poi un altro sulla gestione dei gatti, sono poi stato preso dai romanzi. Il tema non poteva che essere il mare. Il mio mare è sempre stato pieno di squali in ogni sua eccezione. Ho scritto un saggio sulla biologia degli squali del Mar Rosso fino ad arrivare ad un romanzo sci-fi “Lo squalo luce Z” pubblicato dalla casa editrice GPM passando per un paio di romanzi sempre a tema squali.  


Che tipo di autore si ritiene?

Oramai ho pubblicato una decina di testi (onestamente non so quanti sono per le complicate vicissitudini di alcuni di questi), ma non mi ritengo uno scrittore. Posso dire che guidato dalla passione ho sentito la necessità di scrivere quel che provavo, quel che so e che stavo vivendo e quel che la fantasia mi ha reso vivido come se certe cose le avessi avute davanti agli occhi. Frutto della mia fantasia sono ad esempio il mio romanzo di fantascienza “La trattativa” e alcuni racconti pubblicati in diverse raccolte. Quindi si può dire che ho dovuto imparare a fare lo scrittore per assecondare un’innata pulsione. 


Ora passiamo al suo essere Editore: Come nasce la Verbaqua Edizioni? 

Rispondere a questa domanda è tanto semplice quanto complicato. Dico subito che l’ultimo motivo è stato l’aspetto economico. Anzi. In parole semplici sono stato costretto ad diventare editore per me stesso non perché non trovavo chi mi pubblicasse, ma per l’esatto contrario. Durante la mia carriera di scrittore ho firmato ben 4 contratti con differenti case editrici.

Di questi 4 contratti ben 3 hanno avuto la necessità di intervento di un avvocato per salvaguardare i miei diritti. Il quarto ancora non ha visto l’intervento di un avvocato solo perché oramai stanco e rassegnato ad un mondo dell’editoria dove l’incompetenza e la cupidigia oramai sono le regole di base.

Vista la situazione mi sono chiesto cosa mi mancava per pubblicare autonomamente, e cosa importante con serenità, un testo. Dopo un’analisi la risposta fu: un’etichetta. Le altre competenze le avevo (almeno secondo me). Con un po’ di coraggio è nata la mia etichetta Verbaqua di cui sono orgoglioso. Non è una vera casa editrice, ma da anni da un marchio e distingue le mie auto pubblicazioni.

Quali sono i primi step e ostacoli per distinguersi da tante altre ce indipendenti italiane?

Come detto Verbaqua non ha la pretesa di essere definita Casa editrice, ma per esperienza diretta posso dire che grazie a collaborazioni esterne di tante persone, che qui sarebbe lungo elencare, molte delle pubblicazioni di Verbaqua hanno una maggiore qualità nei testi e nella fattura di tante pubblicazioni di CE anche famose.

Qual è il modo giusto per interfacciarsi all’editoria, secondo Lei?

Mi dispiace, a questa domanda non so rispondere. Io ho superato il problema creando la mia etichetta, ma confesso che non è stato facile. Pubblicare un libro cartaceo e anche la versione digitale ebook non è facile. Le competenze necessarie sono molte e nulla deve essere lasciato al caso. Purtroppo però questo pare che non lo sappiano neanche alcune CE e l’autore questo lo può scoprire solo dopo aver firmato un contratto e visto il risultato.  


Per quanto riguarda il panorama letterario italiano, cosa pensa che manchi al momento?

Credo che nel panorama letterario italiano attuale manchi la voglia di fare vera editoria. Oramai molte CE vengono gestite come slot machine: vengono buttati dentro testi a caso e poi se la fortuna arriva si racimola qualche migliaio di euro. Se poi con qualche scusa non vengono pagati i miseri diritti agli autori è anche meglio. Questa non è la via giusta.

Si dice che in Italia si legge poco ma non è vero, anzi. Il potenziale sarebbe enorme. Il problema è che il lettore ha grandi difficoltà a trovare il libro giusto e quando lo deve acquistare teme per quel che potrebbe trovarsi in mano. Credo che sia per questo che in Italia vendano molto le pubblicazioni dei cosiddetti vip. In quei casi hai poco perché ti aspetti poco, quindi non c’è delusione che purtroppo assilla molti lettori dopo aver speso cifre anche significative.

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Marco Benedet foto di riferimento Verbaqua edizioni Letture di mare


Quali sono le maggiori difficoltà che le piccole case editrici devono affrontare per emergere?

Non so se quel che devo affrontare con Verbaqua sia quel che quel che devono affrontare le piccole CE, ma entrambe devono farsi conoscere e vendere il che ci accomuna. Il nodo è farsi conoscere. Far arrivare sotto gli occhi del lettore una pubblicazione che deve apparire nell’aspetto e nei contenuti esattamente come il lettore desidera e poi, cosa più importante, mantenere tutte le promesse offrendo un testo ottimo e una versione cartacea o digitale di qualità, senza sconti.

Non è facile e il percorso per arrivare a questo non è breve. La cosa “bella” è che avere un buon prodotto è solo il primo passo, poi serve un progetto marketing ben fatto tale da illustrare e far desiderare al lettore quel romanzo. A chi volesse avviarsi verso l’auto pubblicazione può essere utile sapere due cose: primo, per avere le competenze in marketing si devono studiare molte cose e imparare a fare molte cose. Per esperienza posso garantirvi che non è sufficiente fare qualche post su Facebook.

Per Verbaqua io ho fatto un corso di Digital Marketing, Marketing per Social media, email marketing e tanto altro ed anche imparare a fare lavori di grafica e creare siti capaci di vendere. La seconda cosa è la questione temporale. Se per scrivere un romanzo serve un tempo 100, poi farlo diventare un libro e un ebook serve almeno un tempo 50, ma altro tempo 100, ma anche 200, serve per promuoverlo e venderlo. Quando si firma un contratto con una casa editrice ricordatevi di questo rapporto.


Quali sono, secondo lei, gli aspetti più forti dell’essere editore e autore?

A fronte della necessità di tante competenze e di collaborazione di amici capaci quando si pubblica per proprio conto si ha l’onere e l’onore di creare e vedere un libro da zero. Stesso onere e onore si ha/deve avere nel controllare ogni singolo passaggio che portano l’idea di un autore ad essere letta da un lettore. Non avere/fare il controllo di anche solo un passaggio si rischia di vedersi annullato tutto il lavoro fatto. Un esempio è quel che mi è capitato con Amazon che fino a poco tempo fa era il canale preferenziale di vendita dei miei libri cartacei.

Un giorno, dopo aver pubblicato una versione aggiornata di uno dei miei primi romanzi, mi sono visto accusare di plagio di me stesso. Avendo a che fare su quella piattaforma solo con robot non sono mai riuscito a dimostrare dell’assoluta regolarità della cosa. Dopo anche decine di email e documenti allegati io Marco Benedet sono stato bannato per plagio dei romanzi di Marco Benedet. Quella è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ora pubblico e vendo direttamente anche grazie al mio sito https://verbaqua.grwebsite.it/


Quali novità dobbiamo aspettarci dalla Verbaqua Edizioni? 

Onestamente non ho grosse novità all’orizzonte. Preso da altri impegni dedico solo un po’ di tempo alla quotidiana attività di marketing. Nel cassetto ho un romanzo completo che però ha bisogno di una completa rivisitazione per quanto riguarda la location. E’ uno sci-fi che avevo ambientato genericamente negli USA, ma credo che una realtà italiana di provincia lo potrebbe solo migliorare. Devo solo trovare il tempo. 

Mentre nel suo operando da autore? 

Oramai per me le due attività lavorano sullo stesso binario quindi credo di aver già risposto.

Per chi vuole collaborare con voi quali saranno le modalità?

Io già collaboro con altri autori e con CE che mi invitano a concorsi e a collaborare a pubblicazioni di raccolte di racconti. Collaboro anche con tante altre persone come scambio di competenze e pareri. L’auto pubblicazione sarebbe impossibile senza l’aiuto di altri. Quindi chi volesse avere un parere sulle mie competenze o un suggerimento per le mie esperienze o offrirsi per una collaborazione può contattarmi sui social o scrivermi una email a marcob9999@gmail.com.

E tu conoscevi Marco Benedet e Verbaqua Edizioni? Fammelo sapere nei commenti. Se ti piace scrivere o raccontare un libro, una ricetta o un viaggio che vuoi fare scoprire, scrivi a appuntidizelda.info@gmail.com.

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Heinz Beck diceva che la cucina non è mangiare. È molto, molto di più. Cucina è poesia. Per me la cucina è ben oltre le apparenze, è un gesto d'amore e così nascono le mie ricette insieme a tutte le foto correlate. Sono Zelda e dal 2013 gestisco il blog chiamato Appunti di Zelda. Scrivo di ricette, libri e di viaggi con occhio principalmente legato ai piatti e tipici locali di ogni luogo che visito. Sono anche un'amante della birra e bevo troppi caffè e infusi, oltre a curiosare tra scatti e studiare diverse tipologie di cucine.

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