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Punto Panoramico Donna di Langa (2)

Donna di Langa, il belvedere che racconta l’anima delle Langhe

  • redazione
  • 18 Ottobre 2026

Il belvedere Donna di Langa, a Trezzo Tinella, si rinnova con un progetto che unisce valorizzazione del paesaggio, memoria storica e divulgazione naturalistica. Lungo la Strada Provinciale 265, tra le colline che collegano l’area di Alba all’Alta Langa, il punto panoramico diventa uno spazio dedicato anche alle donne che hanno segnato la storia del territorio e alla conoscenza dell’ecosistema del tartufo. L’inaugurazione è in programma sabato 24 ottobre 2026, alle ore 10.

Un panorama da vivere, non soltanto da fotografare

Le Langhe sono una destinazione che si presta particolarmente al viaggio lento. Si possono attraversare in bicicletta, percorrere a piedi lungo sentieri e strade secondarie, oppure esplorare senza fretta, lasciandosi guidare dalla curiosità. Eppure, dietro la bellezza delle colline, c’è molto più di un paesaggio da fotografare: ci sono comunità, tradizioni agricole, saperi tramandati e storie che hanno contribuito a costruire il carattere di questi luoghi.

Il belvedere Donna di Langa si inserisce proprio in questa prospettiva. La riqualificazione ha interessato gli spazi di sosta, gli arredi, le recinzioni, le superfici e le aree verdi, con la rimozione di parte dell’asfalto e la messa a dimora di nuovi alberi. Anche l’illuminazione è stata adeguata con soluzioni più efficienti dal punto di vista energetico.

A caratterizzare il luogo rimane la scultura Donna di Langa, realizzata dall’artista Marco Gallo, che richiama la forza e la dignità delle donne legate alla storia rurale di queste colline. È un’opera che offre una chiave di lettura per comprendere ciò che si trova intorno: un territorio modellato dal lavoro, dalla fatica e da un rapporto profondo con la terra. Il panorama, così, smette di essere soltanto uno sfondo e diventa parte di una storia più ampia.

Ghitin e Meghi: due donne, due storie di Langa

La novità più significativa del belvedere riguarda proprio la possibilità di avvicinarsi a questa storia attraverso le vite di due donne, raccontate in altrettanti pannelli realizzati con la collaborazione dell’Associazione Centro Studi di Letteratura, Storia, Arte e Cultura Beppe Fenoglio.

La prima è Ghitin del Paviglione, nata a Trezzo Tinella nel 1896. Contadina e madre di sette figli, ha conosciuto le difficoltà della vita nelle campagne del Novecento: il lavoro nei campi, la cura degli animali, la famiglia da sostenere e un marito tornato malato dalla Grande Guerra. La sua vicenda restituisce spazio a una moltitudine di donne che, spesso lontane dalla narrazione ufficiale, hanno sostenuto la vita delle cascine e delle comunità rurali.

La seconda è Margherita Mo, conosciuta come Meghi, nata a Lequio Berria nel 1923. Giovanissima sarta, dopo l’8 settembre 1943 scelse di partecipare alla Resistenza come staffetta partigiana. A piedi e in bicicletta attraversava le colline delle Langhe per trasportare messaggi e accompagnare ufficiali alleati. Dopo la guerra si dedicò anche alla trasmissione della memoria della Resistenza alle nuove generazioni.

Le loro vite appartengono a epoche e contesti differenti, ma condividono un elemento essenziale: il legame concreto con una terra nella quale le donne hanno avuto un ruolo determinante, tanto nel lavoro quotidiano quanto nei momenti più difficili della storia italiana.

Il percorso dedicato a queste figure, sintetizzato nell’espressione Donne ben piantate a terra, invita a guardare le Langhe anche attraverso prospettive meno consuete. Un modo per arricchire la visita con una dimensione letteraria e storica, in dialogo con quella tradizione narrativa che ha trovato nelle colline piemontesi uno dei suoi scenari più significativi, anche attraverso le pagine di Beppe Fenoglio.

Punto Panoramico Donna di Langa (2)

Nel mondo del tartufo bianco, tra boschi e biodiversità

C’è un altro elemento che racconta profondamente il territorio: il tartufo bianco d’Alba, protagonista della stagione autunnale e di una cultura che unisce ambiente, conoscenze tradizionali e ricerca.

I boschi delle Langhe custodiscono un ecosistema complesso, nel quale il tartufo vive in relazione con le radici di determinate piante. Comprendere questo legame significa andare oltre il prodotto gastronomico e avvicinarsi al paesaggio che ne rende possibile la crescita.

Per approfondire il tema, il nuovo belvedere ospita pannelli divulgativi realizzati con la collaborazione del Centro Nazionale Studi Tartufo di Alba. I contenuti, disponibili in italiano e in inglese, accompagnano i visitatori alla scoperta del ciclo biologico del tartufo e del lavoro dei trifulau, i cercatori, insieme ai loro inseparabili tabui, i cani addestrati alla ricerca.

Il percorso è completato dalla messa a dimora di due piante tartufigene micorrizate, accompagnate da pannelli esplicativi. Un piccolo spazio didattico all’aperto che permette di osservare più da vicino il rapporto tra piante, funghi e biodiversità.

È un aspetto interessante anche per chi viaggia in famiglia: la sosta può diventare un’occasione per avvicinare i bambini alla natura, spiegando come nascono alcuni dei prodotti più preziosi della gastronomia locale e perché la tutela degli ecosistemi sia fondamentale per conservarli.

Trezzo Tinella, una porta d’accesso alle Langhe

La posizione del belvedere, lungo una strada che collega diversi centri delle Langhe, lo rende una possibile tappa all’interno di un itinerario più ampio. Da qui si può proseguire alla scoperta dei borghi, dei paesaggi vitati e delle strade secondarie che invitano a esplorare il territorio senza necessariamente seguire i percorsi più frequentati.

Il progetto, promosso dal Comune di Trezzo Tinella con il sostegno della Regione Piemonte attraverso i Fondi per lo Sviluppo e la Coesione e della Fondazione CRC, è stato sviluppato con la collaborazione di Turismo in Langa APS, dell’associazione Centro Studi Fenoglio e del Centro Nazionale Studi Tartufo di Alba.

L’intenzione è rafforzare il collegamento con itinerari culturali e naturalistici come la Strada Romantica delle Langhe e del Roero e la Langa del Sole, attraverso iniziative che comprendono passeggiate narrative, visite tematiche e attività educative dedicate al paesaggio, alla memoria e alla natura.

Per chi ama il turismo lento, sono proprio questi luoghi a fare la differenza: spazi che non richiedono necessariamente una visita lunga, ma che possono aggiungere profondità a un viaggio, suggerendo nuove domande e offrendo motivi per rallentare.

Punto Panoramico Donna di Langa

Un nuovo motivo per fermarsi nelle Langhe in autunno

L’autunno è una stagione particolarmente suggestiva per esplorare le colline piemontesi. I colori dei vigneti cambiano, i boschi diventano protagonisti e la cultura del tartufo accompagna le giornate con profumi e tradizioni che appartengono profondamente alla cucina locale.

In questo scenario, il rinnovato belvedere Donna di Langa propone un’esperienza che unisce paesaggio, storia e natura. Non soltanto un luogo da cui osservare le colline, ma uno spazio nel quale scoprire le vicende di chi le ha abitate, comprendere il valore degli ecosistemi e riconoscere il patrimonio culturale che rende le Langhe un territorio così particolare.

La nuova area panoramica sarà inaugurata sabato 24 ottobre 2026 alle ore 10, a Trezzo Tinella, lungo la Strada Provinciale 265. L’incontro vedrà la partecipazione delle istituzioni e dei soggetti coinvolti nel progetto e sarà l’occasione per presentare gli interventi realizzati e i nuovi contenuti del percorso.

La partecipazione è libera e gratuita. Per chi sta programmando una visita nelle Langhe, può essere una buona occasione per inserire Trezzo Tinella nel proprio itinerario autunnale e scoprire un luogo in cui la bellezza del paesaggio si accompagna alla memoria di una comunità.

Informazioni utili

  • Luogo: Punto Panoramico Donna di Langa, Strada Provinciale 265, Trezzo Tinella (CN).
  • Inaugurazione: sabato 24 ottobre 2026, ore 10.
  • Ingresso: libero e gratuito.
  • Promosso da: Comune di Trezzo Tinella.
  • Collaborazioni: Turismo in Langa APS, Associazione Centro Studi di Letteratura, Storia, Arte e Cultura Beppe Fenoglio e Centro Nazionale Studi Tartufo di Alba.
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