La nuova edizione di Amarone Opera Prima 2026 ha scelto di celebrare l’annata 2021 della Valpolicella in una cornice d’eccezione: le Gallerie Mercatali di Verona, luogo inedito per un’anteprima che ha subito catturato l’attenzione degli addetti ai lavori. Il millesimo è stato definito «equilibrato, tipico ed elegante» dal panel di degustazione del Consorzio Vini Valpolicella, composto da enologi ed esperti assaggiatori.
«La nuova vendemmia ha donato un vino che sarà sicuramente longevo e paragonabile agli ottimi frutti delle annate 2015 e 2016, tra le migliori del Nuovo Millennio», ha dichiarato il presidente Christian Marchesini. L’evento è stato anche l’occasione per tracciare un bilancio dei traguardi raggiunti dalla denominazione tra cui la certificazione bio e sostenibile che oggi copre oltre il 53% dei vigneti e per confrontarsi sulle sfide di un mercato internazionale sempre più complesso e imprevedibile.
«La Valpolicella sta puntando forte sulla sostenibilità», ha proseguito Marchesini, «un asset identitario del territorio ma anche una leva commerciale concreta in mercati chiave come il Nord Europa e il Nordamerica, dove la certificazione è percepita come un autentico valore aggiunto».
La certificazione ministeriale Sqnpi ha trovato terreno fertile tra i produttori locali, registrando una crescita del +47% nel solo 2025 e del +110% negli ultimi tre anni. Ad oggi, gli ettari certificati biologici e sostenibili ammontano a 4.666 su un totale denominazionale di circa 8.600 ettari: di questi, 1.100 sono condotti in biologico con una lieve contrazione del 9% mentre quasi 3.500 portano il marchio ministeriale della sostenibilità.
Sul fronte del mercato come si è comportato l’Amarone e le vendite?
Il 2025 si è chiuso in chiaroscuro: un anno segnato da pressioni esterne, ma con segnali di ripresa nell’ultimo trimestre che lasciano spazio a un cauto ottimismo. L’Amarone imbottigliato archivia l’anno a -2,4% (circa 102 mila ettolitri), il Valpolicella a -2,7% (123,8 mila ettolitri), il Ripasso a -3,7% (oltre 205 mila ettolitri). Sul versante export, i rossi Dop veneti dove la Valpolicella gioca un ruolo quasi esclusivo registrano nei primi dieci mesi del 2025 una flessione in valore del -2,1%, a fronte di una sostanziale tenuta dei volumi (+0,4%). A incidere in modo determinante, i dazi statunitensi entrati in scena nella seconda metà dell’anno.
Come è andata questa stagione?
Il 2021 è stato un anno complesso per l’Amarone, caratterizzato da una prima fase fredda con gelate primaverili pesanti e da una seconda segnata da siccità e caldo estivo. In particolare, la stagione viticola è iniziata in ritardo, a causa di un clima più freddo del solito previsto durante l’anno. Il germogliamento è stato omogeno, con le gelate primaverili solo in alcune aree circoscritte e danni limitati.
Un maggio molto piovoso ha causato problemi per la peronospora, mentre la fioritura a giugno si è svolta regolarmente grazie a condizioni calde e secche e a un’ottima disponibilità idrica.
In questa fase l’oidio ha richiesto maggiore attenzione. Agosto è stato contrassegnato da piogge scarse e stress idrico in alcuni vigneti. Un settembre caldo e asciutto ha permesso alla vendemmia di recuperare. La maturazione è stata complessivamente più lenta ma di elevata qualità, con una buona integrità aromatica, un’ottima maturazione fenolica e dotazioni antocianiche superiori al 2020. Un autunno più fresco della media ha favorito il lento appassimento, portando allo sviluppo dei precursori aromatici tipici.



I nostri assaggi dell’Amarone Opera Prima 2026
Cinque etichette che ci hanno convinto tra gli Amarone della Valpolicella DOCG 2021 in anteprima.
Amarone La Collina dei Ciliegi — Il naso si apre su delicate sfumature floreali, per poi evolversi verso la marasca, la confettura di frutti rossi e un intreccio raffinato di spezie ed echi di cuoio. Al sorso è strutturato e avvolgente, con un equilibrio centrato e un finale di bella persistenza.
Amarone Le Guaite di Noemi — Naso fresco e vivace, dove erbe aromatiche e frutta croccante dialogano con la liquirizia e la cannella. In bocca è intenso ma sorprendentemente fresco, con un tannino presente ma in elegante fase di integrazione; il finale regala una lunga scia di polvere di caffè.
Amarone Pasqua Vini — Naso ampio, armonico e ben definito: bastoncino di liquirizia, tabacco e note di torrefazione si fondono con precisione. Il sorso è potente ma non privo di grazia, sostenuto da un tannino fine e da un’acidità puntuale. Il finale, lungo e persistente, si chiude su caffè e cioccolato fondente.
Amarone Gerardo Cesari — Sentori di spezie e mineralità aprono il naso con carattere deciso, anticipando un sorso fresco, sapido e avvolgente. Elegante nella struttura, potente nell’anima: un Amarone che racconta con autorevolezza le grandi potenzialità della denominazione di questa annata.
Amarone Ca’ dei Frati — Carattere e profondità si impongono fin dal primo sorso, mentre eleganza, sapidità e freschezza completano un profilo organolettico equilibrato e di grande personalità.