Ci sono alcuni luoghi che ti sorprendono proprio quando non te lo aspetti. E ce ne sono altri che, pur a pochi passi da casa, sembrano appartenere a un’altra dimensione: più lenta, più silenziosa, più vera. Santa Maria in Stelle, piccolo borgo sulle colline di Verona, rientra in questa seconda categoria.
A una manciata di chilometri dal centro storico scaligero, immerso nella rigogliosa Valpantena, si apre un mondo fatto di salite che tolgono il fiato (in tutti i sensi), di oliveti secolari che raccontano storie antiche, e di sentieri che sembrano scolpiti nella natura. Ma soprattutto, si apre un viaggio che parte dal presente e arriva indietro nel tempo, fino all’epoca romana e paleocristiana.
Dove si trova Santa Maria in Stelle e perché visitarla
Santa Maria in Stelle è una frazione del comune di Verona facilmente raggiungibile in auto, in bicicletta, o persino con i mezzi pubblici. Arrivarci è semplice, ma viverla è tutt’altro che banale. È uno di quei borghi dove il tempo ha deciso di rallentare: piazze tranquille, stradine acciottolate, campanili che svettano tra i tetti rossi e un silenzio che sa di casa.
Un paesaggio collinare dolce e agricolo, perfetto per chi cerca un’escursione fuori porta, una passeggiata rigenerante o semplicemente una boccata d’aria buona. Ed è qui che entra in gioco uno dei sentieri più affascinanti della zona: il Piccolo Stelvio che ti apre le porte ad altri sentieri molto belli della zona.
Uno dei motivi principali per cui molti visitano Santa Maria in Stelle è il celebre Ipogeo paleocristiano, noto anche come Pantheon della Valpantena. Si tratta di un ambiente sotterraneo unico nel suo genere, ricco di affreschi, simboli antichi e una storia che risale ai primi secoli dell’era cristiana. Purtroppo, però, non è sempre accessibile: è necessario prenotare in anticipo, e molti come nel nostro caso arrivano pieni di aspettative solo per trovarsi davanti a un cancello chiuso.
Ma anche questo fa parte del viaggio: non sempre le tappe si compiono tutte, e spesso sono proprio i luoghi non visti a lasciarci dentro una voglia di tornare. L’Ipogeo, per la sua rarità e per il valore storico-culturale che rappresenta, merita una visita dedicata e organizzata. E chissà, magari sarà proprio un secondo viaggio a riportarvi tra queste colline.





























Il Piccolo Stelvio, il sentieri facile per tutti
Il nome potrebbe trarre in inganno: no, non servono ramponi né fiato da scalatori per affrontare il Piccolo Stelvio, ma un po’ di gamba, voglia di natura e scarpe comode sì. Il sentiero, lungo poco più di 2 km, è un anello con partenza e ritorno dalla piazza principale del borgo. Si snoda tra tornanti regolari, piccoli dislivelli (162 metri), e una pendenza media dell’11%.
Ma il suo vero valore è ciò che lo circonda: orti coltivati a broccoli della Valpantena, filari di lavanda, uliveti secolari da cui si ricava uno degli oli più delicati della provincia veronese, e marogne i tipici muretti a secco che sorreggono i terrazzamenti che custodiscono una memoria agricola fatta di fatica e armonia con la terra.
Il tratto più impegnativo dell’intero itinerario è senza dubbio quello della Pontara, una salita che in dialetto veneto porta con sé il peso e la poesia dello sforzo. I ciclisti locali l’hanno ribattezzata con ironia “il muro del pianto”, e in effetti le gambe si fanno sentire. Ma bastano pochi passi in più per ritrovarsi su un prato panoramico che ripaga ogni fatica: davanti a voi una vista a 180° sulla Valpantena, sulle campagne circostanti e, se il cielo è limpido, persino sugli Appennini lontani.
Proseguendo, si raggiunge Contrada Maroni, una piccola manciata di case e terrazzamenti che sembrano usciti da una cartolina d’altri tempi. Le marogne, i profumi di erbe aromatiche, i campi di lavanda e i richiami lontani degli uccelli disegnano una scenografia che pare costruita per la pace interiore.
Una lentezza consapevole, una connessione autentica con il territorio, e un benessere che nasce dal silenzio. È un percorso adatto a tutti: famiglie, escursionisti della domenica, amanti della fotografia, ciclisti, e persino bambini curiosi.
I profumi di erba tagliata, le piccole fontane, i vigneti, i campi di lavanda, i fruscii del vento tra gli ulivi, il canto delle cicale in estate, e il senso di stupore quando il panorama si apre all’improvviso rendono questo cammino molto più di una semplice passeggiata.
Informazioni utili: Piccolo Stelvio – Ipogeo – Santa Maria in Stella
Piccolo Stelvio (anello completo)
- Lunghezza: 2.1 km
- Dislivello: 162 m
- Durata: circa 40 minuti
- Difficoltà: facile, adatto a tutti
- Altitudine massima: 298 m s.l.m.
- Pendenza media: 11%
Percorso con salita della Pontara fino a Maroni (noi l’abbiamo fatta in discesa)
- Pendenza media: 20%
- Lunghezza: 4.6 km
- Dislivello: 170 m
- Durata: 1h 15’ circa
- Difficoltà: media (salita iniziale impegnativa)
- Altitudine massima: 305 m s.l.m.
Cosa portare e quando andare
- Scarpe comode o da trekking
- Acqua e una merenda leggera
- Cappellino e occhiali da sole
- Macchina fotografica o smartphone
- Abbigliamento a strati, adatto alla stagione
- Una piccola guida del territorio (facoltativa)
Il periodo migliore per affrontare il Piccolo Stelvio è tra maggio e ottobre, quando la natura esplode di colori e profumi. Da evitare le ore centrali delle giornate troppo calde, soprattutto nei mesi di luglio e agosto. A giugno state attenti magari agli insetti golosi dell’impollinazione e partite presto, mi raccomando e non dimenticare di seguirmi su Instagram!
5 commenti
Bella camminata!
Fatemi sapere se ci andate!
Non sono mai stata da queste parti ma dato, se dovessi capitarci la facciamo 🙂
Bellissime le foto, sembra un bel sentiero. Farete anche gli altri?
Sì pensavamo di proseguire lungo la montagna!