• Home
  • Territori
  • Cultura Pop
  • Ricette
  • La dispensa dei calici
  • Indirizzi di gusto
  • Gruppo Libri
    • Appunti di Zelda cerca nuove voci: collabora con il magazine
  • Mediakit
  • Instagram
  • Chi siamo
Appunti di Zelda Appunti di Zelda
Appunti di Zelda Appunti di Zelda
  • Home
  • Territori
  • Cultura Pop
  • Ricette
  • La dispensa dei calici
  • Indirizzi di gusto
  • Gruppo Libri
    • Appunti di Zelda cerca nuove voci: collabora con il magazine
  • Mediakit
  • Instagram
  • Chi siamo
ArtVerona

ArtVerona 2026: l’arte come spazio di dialogo e ricerca

  • Frederick
  • 12 Ottobre 2026

Indice

Toggle
  • Una manifestazione, molte prospettive
  • “Tra parentesi”: il valore delle intersezioni
  • Nuovi sguardi, nuove geografie artistiche
  • I premi come sostegno alla ricerca artistica
    • Acquisire, conservare, rendere accessibile
    • La fotografia come strumento di osservazione del presente
    • Dalla fiera alla mostra personale
    • Arte e impresa: condividere processi e competenze
  • Verona come parte del percorso espositivo
  • Rallentare per incontrare l’arte
  • Oltre la parentesi

Con il tema “Tra parentesi”, la ventunesima edizione di ArtVerona mette in relazione linguaggi artistici, generazioni e istituzioni. Tra le sezioni espositive, i progetti diffusi in città e un articolato programma di premi, la manifestazione riflette sulle possibilità di sostenere la ricerca contemporanea oltre i confini della fiera.

Una manifestazione, molte prospettive

L’arte contemporanea si sviluppa attraverso incontri, contaminazioni e percorsi che spesso sfuggono alle categorie tradizionali. È in questo spazio di confronto che si inserisce ArtVerona 2026, tornata a Veronafiere dal 9 all’11 ottobre per la sua ventunesima edizione, con la direzione artistica di Laura Lamonea per il secondo anno consecutivo.

La manifestazione riunisce gallerie, artisti e realtà culturali differenti, costruendo un percorso che attraversa la pittura, la fotografia e le sperimentazioni tra linguaggi, senza trascurare il rapporto con l’editoria e i servizi dedicati al mondo dell’arte. Alla proposta espositiva si affiancano iniziative che coinvolgono istituzioni, fondazioni e imprese, delineando una rete di collaborazioni che supera la dimensione dei padiglioni.

Il risultato è un programma nel quale la fiera non si presenta soltanto come luogo di esposizione, ma come occasione per interrogarsi sulle modalità attraverso cui l’arte viene prodotta, raccontata e sostenuta. La presenza di gallerie storicamente legate alla manifestazione accanto a nuove realtà italiane e internazionali contribuisce a costruire un confronto tra esperienze consolidate e percorsi ancora in evoluzione.

In questo contesto, il dialogo tra generazioni assume un ruolo centrale. Le opere di artisti storicizzati convivono con ricerche emergenti, offrendo al pubblico la possibilità di osservare come temi, tecniche e sensibilità attraversino epoche differenti, trasformandosi senza perdere necessariamente il legame con le proprie origini.

“Tra parentesi”: il valore delle intersezioni

Il tema scelto per questa edizione, Tra parentesi, trova il proprio riferimento teorico in Intermedia, testo elaborato da Dick Higgins alla fine degli anni Sessanta per descrivere pratiche artistiche nate nelle zone di intersezione tra i media tradizionali.

Applicata al contesto fieristico, questa prospettiva invita a spostare lo sguardo dalle singole discipline alle relazioni che si instaurano tra esse. La parentesi diventa uno spazio nel quale le classificazioni possono essere temporaneamente sospese, permettendo a forme espressive differenti di incontrarsi e di generare nuove interpretazioni.

Non si tratta, dunque, di individuare un territorio marginale rispetto alle pratiche artistiche più consolidate, ma di riconoscere il potenziale creativo che emerge quando linguaggi e prospettive entrano in contatto. È una lettura che riguarda tanto le opere quanto il sistema culturale nel quale vengono presentate: il rapporto tra artisti e gallerie, tra ricerca e istituzioni, tra produzione contemporanea e pubblico.

La struttura espositiva di ArtVerona riflette questa pluralità attraverso diverse sezioni. Accanto alla Main Section, cuore della manifestazione, si sviluppa Effetto Sauna (Fuori dalle parentesi), curata da Thomas Ba, che mette in dialogo artisti affermati ed emergenti.

Pittura (Ora), a cura di Leonardo Regano, concentra invece l’attenzione sulla pittura contemporanea, osservandone le trasformazioni e la capacità di confrontarsi con il presente. Con Still [per(formare) lo sguardo], curata da Giovanna Manzotti, la fotografia diventa il terreno per indagare le modalità attraverso cui le immagini costruiscono significati e influenzano la percezione. Completano il percorso le proposte dedicate all’editoria e ai servizi per l’arte, componenti che contribuiscono alla circolazione delle opere e alla costruzione delle relazioni professionali e culturali.

La pluralità delle sezioni non restituisce un discorso necessariamente unitario. Al contrario, lascia emergere prospettive diverse, invitando il visitatore a costruire un proprio itinerario tra le opere e le questioni che sollevano.

ArtVerona 2026 4
ArtVerona 2026 2
ArtVerona 2026 3
ArtVerona 2026 14
ArtVerona 2026 12
ArtVerona 2026 11
ArtVerona 2026 17
ArtVerona 2026 16
ArtVerona 2026 43

Nuovi sguardi, nuove geografie artistiche

L’apertura internazionale rappresenta un altro elemento significativo di ArtVerona 2026. Tra i progetti presenti in fiera figura Asian Wave, curato da Gianluca Calza, che porta a Verona diciotto gallerie coreane e introduce un confronto con una scena artistica che presenta linguaggi e riferimenti culturali differenti da quelli più familiari al pubblico italiano.

A questa presenza si aggiunge Art Explore, galleria di New Delhi al suo debutto in Italia e in Europa, con artisti conosciuti nel contesto indiano ma ancora poco rappresentati nel panorama italiano. La partecipazione offre l’occasione di ampliare lo sguardo su percorsi artistici che rischiano di rimanere distanti dai principali circuiti espositivi europei.

Un’altra realtà al suo esordio è Hui.red, orientata alla ricerca sul rapporto tra arte, tecnologia e intelligenza artificiale, con uno sguardo rivolto anche alla scena cinese. Il suo approccio introduce questioni che attraversano sempre più frequentemente la produzione contemporanea: il ruolo degli strumenti digitali, la trasformazione dei processi creativi e il confronto tra tradizione e innovazione.

Sono presenze che arricchiscono la manifestazione non soltanto per la provenienza geografica, ma per la possibilità di mettere in relazione differenti contesti culturali. L’incontro tra pratiche artistiche lontane può infatti aprire nuove prospettive di lettura, mostrando come le questioni del presente assumano forme diverse a seconda delle storie, delle tecniche e degli ambienti nei quali si sviluppano.

I premi come sostegno alla ricerca artistica

All’interno di ArtVerona, il programma dei premi costituisce una parte importante del progetto culturale. Le iniziative coinvolgono collezioni pubbliche e private, fondazioni, imprese e istituzioni, con l’obiettivo di sostenere gli artisti e favorire la diffusione delle pratiche contemporanee.

I riconoscimenti non rispondono tutti alla stessa finalità. Alcuni prevedono l’acquisizione delle opere, altri offrono la possibilità di realizzare mostre personali o di sviluppare progetti attraverso residenze artistiche. Altri ancora promuovono il confronto tra la ricerca creativa e il mondo produttivo, mettendo a disposizione competenze e strumenti che possono entrare direttamente nel processo di realizzazione di un’opera.

Acquisire, conservare, rendere accessibile

Tra le iniziative storiche della manifestazione figura il Premio A Disposizione. Veronafiere per l’arte, istituito nel 2018. Il fondo sostiene il collezionismo attivo e favorisce l’ingresso delle opere contemporanee nelle collezioni museali. Per l’edizione 2026 sono stati selezionati quattro artisti: Giorgio Griffa, con un’opera senza titolo del 1975 presentata da FerrarinArte; Pax Paloscia, con Quino (2026), proposto da Raw Messina; Alessandro Sambini, con Cigno (2026), presentato da MLZ Art Dep; e Andrea Mirabelli, con It’s not so much fun to pick up the pieces (2026), della galleria A+B Gallery.

Le opere saranno destinate alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti di Verona attraverso un comodato d’uso della durata di due anni. Il riconoscimento mette così in relazione il lavoro degli artisti e delle gallerie con una collezione pubblica, offrendo alle opere un ulteriore contesto di fruizione e interpretazione. Il progetto si inserisce in un percorso già avviato da Veronafiere: alcune opere acquisite negli anni precedenti sono infatti esposte alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, a Palazzo della Ragione, in dialogo con il patrimonio della collezione museale.

L’acquisizione assume in questo modo una funzione che va oltre il riconoscimento individuale. L’opera entra in un contesto istituzionale nel quale può essere conservata, studiata e messa in relazione con altre produzioni artistiche, contribuendo alla costruzione di una memoria culturale condivisa. Un’attenzione specifica alle nuove generazioni caratterizza il Premio Gruppo Euromobil Under 35, nato dalla collaborazione con il main sponsor della manifestazione, e il Premio MC Collection di Marco Curina, che sostiene la ricerca contemporanea attraverso l’ingresso di un’opera nella collezione privata MC Collection.

A questi si affianca il Premio MZ Costruzioni, dedicato ad artisti under 40 senza vincoli di linguaggio e orientato alla valorizzazione di opere capaci di esprimere trasformazione, crescita e innovazione. La pittura e il disegno trovano una particolare attenzione nel Premio Casarini Due Torri Hotel per la Pittura Under 40 e nel Premio Massimiliano Galliani per il Disegno Under 40. Quest’ultimo, promosso dall’associazione culturale artMacs e dal Comune di Montecchio Emilia, prevede l’acquisizione di due opere: una destinata alla collezione dedicata al disegno contemporaneo di artMacs e l’altra al Comune, che organizzerà nel 2027 una mostra personale del vincitore a Casa Cavezzi.Per il Premio Massimiliano Galliani, il riconoscimento è stato assegnato a Giuseppe Sciortino, presentato da Candy Snake Gallery.

ArtVerona

La fotografia come strumento di osservazione del presente

Il Premio Fondazione Nadia Zenato è rivolto agli artisti che utilizzano il linguaggio fotografico. Il riconoscimento è stato assegnato a Simone Bergantini, rappresentato dalla Galleria Giampaolo Abbondio, per Addiction [#6]. L’opera porta l’attenzione su un gesto ormai familiare: il movimento delle dita sugli schermi digitali. Un’azione ripetuta, apparentemente ordinaria, diventa occasione per interrogarsi sulle abitudini individuali e sui comportamenti collettivi legati alla tecnologia.

La fotografia si presta qui a osservare il presente attraverso un dettaglio della quotidianità, trasformando un gesto comune in un’immagine che invita a riflettere sulla relazione tra persone e dispositivi digitali. Il premio comprende anche un periodo di ospitalità presso l’azienda vitivinicola della famiglia Zenato, dove l’artista potrà approfondire la ricerca connessa all’opera. Il riconoscimento unisce così l’acquisizione a un’opportunità di sviluppo, confermando l’interesse verso pratiche fotografiche sperimentali e percorsi di ricerca continuativi.

Dalla fiera alla mostra personale

Il Premio Fondazione Bonollo, dedicato alla sezione Effetto Sauna, è stato assegnato a Marco Cavallo Secondin, presentato da Habitat83, realtà veronese fondata da Zeno Massignan. Il riconoscimento offre all’artista la possibilità di realizzare una mostra personale all’Ex Farmacia Pretto di Thiene, spazio nel quale la Fondazione Sandra e Giancarlo Bonollo per l’arte contemporanea promuove progetti espositivi e iniziative dedicate alle nuove ricerche.

Il lavoro di Secondin si confronta con il rapporto tra materia e vuoto e affronta questioni sociali legate al disagio psichico e ai trattamenti farmacologici. La sua ricerca si muove tra costruzione formale e temi che spesso faticano a trovare spazio nel dibattito pubblico. In questo caso, il premio non si limita a segnalare un’opera, ma apre una prospettiva successiva alla fiera: una mostra nella quale il lavoro dell’artista potrà essere approfondito e incontrare nuovi pubblici.

Arte e impresa: condividere processi e competenze

Il rapporto tra pratica artistica e mondo produttivo costituisce un altro asse del programma. Il Premio Dowedo–Namec – Nuove arti e mestieri dell’epoca contemporanea propone una forma di collaborazione nella quale l’artista è chiamato a confrontarsi direttamente con processi di progettazione e produzione. Il progetto prevede una residenza presso l’azienda, durante la quale l’artista selezionato potrà sviluppare un’opera attraverso la condivisione di competenze con le maestranze artigiane. Le possibilità tecniche comprendono la lavorazione dei metalli, la modellazione tridimensionale e la renderizzazione realistica.

Il premio è rivolto ad artisti under 40 che lavorano con i metalli o intendono esplorarne le potenzialità attraverso nuove tecniche. Il valore dell’iniziativa risiede nella possibilità di avvicinare due ambiti che, pur seguendo modalità operative differenti, condividono una dimensione progettuale e sperimentale. La residenza diventa un luogo nel quale il processo creativo può incontrare conoscenze tecniche, materiali e strumenti produttivi. L’opera nasce così da un confronto concreto tra ricerca individuale e competenze condivise.

Anche il Premio Villa Filanda Antonini, sostenuto da Arper Feltrin Foundation, offre un tempo dedicato allo sviluppo della ricerca. L’artista selezionato potrà trascorrere due settimane nella residenza di Lancenigo, in un contesto che favorisce la realizzazione di progetti site-specific e il dialogo con il territorio, le tradizioni produttive e il patrimonio culturale locale. A completare il programma interviene il Sustainable Art Prize, promosso in collaborazione con l’Ufficio Sostenibilità dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il premio invita a utilizzare la ricerca visiva contemporanea per affrontare questioni legate agli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Dal 2022 l’iniziativa coinvolge gli atenei veneti di Venezia, Padova e Verona, favorendo la collaborazione tra università e istituzioni culturali e il coinvolgimento delle studentesse e degli studenti. La sostenibilità diventa così un campo di indagine nel quale l’arte può contribuire a rendere visibili questioni ambientali e sociali, stimolando nuove forme di consapevolezza.

Nel loro insieme, questi riconoscimenti mostrano come il sostegno all’arte possa assumere forme differenti. Un’acquisizione garantisce all’opera una nuova collocazione; una mostra personale permette di approfondire un percorso; una residenza offre tempo e strumenti per sperimentare. La collaborazione con le imprese, infine, introduce competenze che possono modificare il processo creativo stesso.

ArtVerona 2026 45
ArtVerona 2026 47
ArtVerona 2026 46
ArtVerona 2026 29
ArtVerona 2026 33
ArtVerona 2026 34
ArtVerona 2026 44
ArtVerona 2026 48
ArtVerona 2026 49
ArtVerona 2026 2 1
ArtVerona 2026 3 1
ArtVerona 2026 26
ArtVerona 2026 25
ArtVerona 2026 5
ArtVerona 2026 6
ArtVerona 2026 7
ArtVerona 2026 8
ArtVerona 2026 9
ArtVerona 2026 18
ArtVerona 2026 22
ArtVerona 2026 19
ArtVerona 2026 20
ArtVerona 2026 21

Verona come parte del percorso espositivo

Il programma di ArtVerona si estende oltre Veronafiere attraverso iniziative che coinvolgono musei, fondazioni e luoghi culturali della città. Questa dimensione diffusa contribuisce a mettere in relazione la produzione contemporanea con il patrimonio storico e architettonico di Verona, offrendo occasioni di incontro al di fuori del contesto fieristico.

Tra gli appuntamenti figura Cittadini!, performance dell’artista spagnola Dora García presentata a Palazzo Forti. Il progetto entra in relazione con la storia del luogo e con questioni legate al razzismo, alle vicende belliche e alla memoria coloniale, portando l’attenzione sul rapporto tra cittadinanza, storia e spazio pubblico.

Alla Sala Morone del Convento di San Bernardino è stata presentata Rosa di Luca Trevisani, a cura di Luca Cerizza. Il lavoro di Marinella Senatore è stato invece protagonista di un progetto articolato nelle sedi di Fondazione Cariverona e UniCredit, realizzato in collaborazione con il Museo del Contemporaneo dell’Università di Verona, ArtVerona e Urbs Picta, con la curatela di Jessica Bianchera, Luca Bochicchio e Monica Molteni.

La fotografia trova spazio anche in Innesti Contemporanei, mostra curata da Luca Panaro alla Biblioteca Capitolare e sostenuta dalla Fondazione Nadia Zenato, con opere di Rebecca Moccia, Annalaura Tamburrini e Zana Masombuka.

La distribuzione degli appuntamenti in luoghi differenti invita a considerare la città non come una semplice cornice dell’evento, ma come parte integrante del percorso. Il contesto architettonico, la storia degli spazi e la loro funzione culturale contribuiscono a modificare la percezione delle opere, creando relazioni che non sarebbero possibili all’interno di un unico ambiente espositivo.

ArtVerona 2026

Rallentare per incontrare l’arte

In una manifestazione attraversata da numerose proposte, la possibilità di fermarsi e dedicare tempo a una singola esperienza assume un valore particolare. La Sala Cinema è stata pensata come uno spazio ad accesso libero, nel quale il pubblico può entrare e uscire senza seguire un itinerario obbligato. Il ciclo di incontri CONVER_SIAMO, promosso da Apice, apre invece un luogo di confronto, mentre PORTALUCE, progetto curato da Edizioni Brigantino con Valentina Lucchetti e Canedicoda, introduce nella Galleria dei Signori un dispositivo dedicato alla sosta.

Sono interventi differenti, accomunati dalla volontà di ampliare le modalità di fruizione. La visita non deve necessariamente tradursi in una successione continua di opere da osservare: può includere momenti di ascolto, conversazione e pausa. Anche il programma musicale e performativo del venerdì sera ha proposto un’estensione dell’esperienza attraverso il dj set di Path Festival e la ricerca sonora di AWave con Nziria, in un confronto tra tradizione coreana e linguaggi contemporanei.

Queste iniziative mostrano come una fiera possa aprirsi a forme di partecipazione che non si esauriscono nella visione delle opere. Il pubblico diventa parte di un contesto nel quale arte, musica e dialogo contribuiscono a costruire un’esperienza culturale più ampia.

Oltre la parentesi

ArtVerona 2026 propone un percorso nel quale esposizione, ricerca e collaborazione istituzionale si intrecciano. Il tema Tra parentesi trova una possibile traduzione nella varietà dei linguaggi presentati, nell’incontro tra artisti di generazioni differenti e nella presenza di iniziative che mettono in relazione la fiera con la città. Il programma dei premi contribuisce a dare continuità a questo progetto, offrendo agli artisti occasioni che possono proseguire oltre i giorni della manifestazione. Acquisizioni, mostre, residenze e collaborazioni con il mondo produttivo rappresentano strumenti diversi, accomunati dalla possibilità di accompagnare la ricerca e favorirne la circolazione.

Resta centrale il rapporto tra la dimensione espositiva e ciò che accade al di fuori di essa. Un’opera può trovare una nuova collocazione museale, diventare parte di una mostra personale o svilupparsi attraverso il confronto con competenze tecniche e materiali. In ogni caso, il riconoscimento acquista significato quando apre prospettive ulteriori per il lavoro dell’artista. Forse è proprio qui che la parentesi suggerita da ArtVerona assume il suo valore più interessante: non come interruzione del discorso, ma come spazio in cui rallentare, osservare e mettere in relazione ciò che normalmente viene considerato separato.

L’arte contemporanea si alimenta anche di questi passaggi. E una fiera può diventare un luogo significativo quando non si limita a riunire opere e gallerie, ma crea le condizioni per far nascere nuove domande, collaborazioni e possibilità di ricerca.

FacebookXPinterestLinkedInWhatsApp
Pubblicità
Related Topics
  • arte contemporanea
  • arte contemporanea a Verona
  • artisti contemporanei
  • ArtVerona 2026
  • cultura a Verona
  • eventi culturali Verona
  • fiere d’arte
  • fotografia contemporanea
  • gallerie d’arte
  • Laura Lamonea
  • mostre d’arte
  • premi ArtVerona 2026
  • Tra parentesi
  • Veronafiere
You May Also Like
ArtVerona
Visualizza Post
  • Sguardi contemporanei

ArtVerona 2026: incontri sorprendenti con l’arte

  • Frederick
  • 12 Ottobre 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Iscriviti alla newsletter e resta aggiornato!
Cosa sto leggendo in questo periodo

Zelda's bookshelf: currently-reading

Serpenti e piercing
Serpenti e piercing
by Hitomi Kanehara
tagged: currently-reading

goodreads.com
Hai un progetto da raccontare?

Collaboriamo con aziende, produttori, ristoranti, strutture ricettive, eventi e realtà culturali attraverso contenuti editoriali e digitali.

Scrivici →
appuntidizelda.info@gmail.com

Appunti di Zelda Appunti di Zelda
Appunti di Zelda racconta luoghi, sapori, persone e storie, dal Veneto all’Italia, con uno sguardo sul mondo.

Inserisci la chiave di ricerca e premi invio.

Apri un sito e guadagna con Altervista - Disclaimer - Segnala abuso - Privacy Policy - Gestisci preferenze di tracciamento