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Una tazza di tè “La ragazza dall’animo giapponese”

La ragazza dall’animo giapponese 
Le foto contenute nell’intervista appartengono al blog personale

Benvenuta in Appunti di Zelda! Prima di iniziare con l’intervista presentati ai nostri lettori brevemente.

Ciao a tutti, sono Giorgia, sono quasi alla soglia dei 26 anni ed ho una sfrenata passione per il Giappone e tutto ciò che lo riguarda. Amo leggere libri di autori giapponesi, partecipare a mostre di artisti giapponesi (ad esempio Hokusai e Kuniyoshi) e soprattutto.. adoro il cibo giapponese, sia che si parli di sushi che di okonomiyaki, takoyaki, udon e chi più ne ha più ne metta! Fisicamente mi trovo a Milano, il mio cuore invece si trova a Tokyo!

Come è nata la tua passione per il Giappone?

Credo che tutto abbia avuto inizio all’età di 6 anni quando ho iniziato a guardare i primi cartoni animati/anime giapponesi. Ricordo che tornavo da scuola e non vedevo l’ora di immergermi nel mondo dei Pokemon, di Sailor Moon, di Holly&Benji.. Per non parlare di Lady Oscar, Doraemon, Lupin e Dragon Ball! Ho sviluppato questo amore per il Giappone senza nemmeno accorgermene, in quinta elementare la mia tesina riportava come titolo “Il Giappone”. Nel corso del tempo è aumentata la mia curiosità nei confronti della lingua giapponese, di quell’alfabeto “incomprensibile” che volevo cercare di capire a tutti i costi; così a 19 anni decisi di iscrivermi al corso di laurea Mediazione Linguistica e Culturale per poter finalmente apprendere qualcosa in più del Paese che tanto amavo!

Dovendo riassumere in poche righe i posti visitati in Giappone cosa diresti?

Sono posti unici, che ti tolgono il fiato. Un connubio di modernità e tradizione, non succede ovunque di poter vedere un tempio gigantesco accanto ad un grattacielo. In ogni quartiere in cui mi recavo, trovavo un piccolo tempietto nascosto tra hotel, ristoranti, vie dedicate allo shopping. Questo è il motivo per cui amo il Giappone, perché non ti stanchi mai di poter rimanere stupito dalle meraviglie che offre.

Parlaci di un posto che hai amato durante il tuo soggiorno nel paese del Sol Levante

Miyajima o Itsukushima: si tratta di un’isola vicino a Hiroshima, facilmente raggiungibile con tram e treni della JR. E’ uno di quei posti che non si può non vedere quando si fa un viaggio in Giappone. La curiosità iniziale era legata al Torii gigante che sembrava “galleggiare” nelle acque circostanti all’isola: più vedevo fotografie della Porta O-torii, più desideravo vederla. Devo ammettere che è stata un’emozione trovarmela davanti! Quando sono scesa dal traghetto che mi ha portato all’isola, ho subito amato il silenzio e la natura circostante: c’erano cervi che passeggiavano tra la gente senza nessun timore, si sentiva il suono degli uccelli che svolazzavano sopra l’isola. Il profumo del cibo era inebriante, i vari baracchini preparavano ostriche, spiedini di pesce (anche fritti), pannocchie, e vari tipi di dolci.

Foto La ragazza dall’animo giapponese

Utilizza tre aggettivi per definire il Giappone

Mi verrebbe da dire:

1) Incredibile: potrebbe essere scontato ma non credo ci siano altri posti come il Giappone, così frenetici e silenziosi allo stesso tempo.

2) Forte: per tutto quello che ha subito nel corso degli anni e per come si è sempre rimboccato le maniche riuscendo ad emergere da ogni difficoltà (mi riferisco sia alla storia che alle catastrofi naturali)

3) Elegante: mi piace il modo in cui i giapponesi si inchinano per salutarsi e per mostrare rispetto, inoltre mi affascinano moltissimo le donne vestite in yukata e kimono, sono di un’eleganza pazzesca.

Un piatto tradizionale da provare assolutamente?

Adoro l’okonomiyaki, letteralmente “Okonomi” = tutto ciò che vuoi/ciò che ti piace mentre “Yaki” = alla griglia. E’ come se fosse una frittata giapponese contenente “ciò che ci piace: potrebbe avere al suo interno del pesce oppure delle verdure, alcuni ci mettono sopra il bacon mentre molti altri solamente delle scaglie di bonito. La prima volta che l’ho assaggiato a Tokyo, mi trovavo al ristorante Chibo: delizioso!! E’ il piatto più popolare dello street food di Osaka e consiglio davvero di assaggiarlo! Non ve ne pentirete J

Quanto costa mangiare fuori in Giappone?

Non c’è un costo fisso, dipende da cosa si vuole mangiare. Quando andavo nei ristoranti di sushi spendevo all’incirca 35 euro, se invece andavo a mangiare il ramen il prezzo si aggirava intorno ai 6/7 euro. Mi è capitato di andare in alcuni posti in cui una ciotola di udon costava 2/3 euro! Dipende un po’ da cosa vogliamo assaggiare: l’okonomiyaki solitamente si aggira intorno ai 10euro mentre i takoyaki presi alle bancarelle ad Osaka costano sui 6 euro. Mediamente credo che a pranzo si spenda sui 10euro mentre a cena magari si arriva ai 15euro.

Cosa ne pensi della vita frenetica delle città più grandi?

Per “città più grandi” prendo in considerazione Tokyo: non è assolutamente facile vivere in una metropoli del genere. Nonostante l’abbia vissuta da turista e non da cittadino, mi sono accorta che negli orari di punta è veramente difficile salire su un treno, trovare posto al ristorante della stazione (a volte bisogna fare la fila) oppure fare un giro nei centri commerciali. Dal punto di vista di un viaggiatore, però, posso dire che la “frenesia” viene gestita molto bene, nonostante sia necessario fare file un po’ ovunque, tutti la rispettano ed è molto più veloce di quanto sembri. Non è sicuramente semplice abitare in una città di 37 milioni di abitanti ma credetemi, la situazione sulla metro di Milano alle 7 di mattina credo sia più o meno la stessa J

I servizi dei mezzi sono efficaci come viene spesso detto? Ci sono lati negativi o positivi?

Foto La ragazza dall’animo giapponese

Sì assolutamente, i mezzi sono efficientissimi. Sono stata due volte in Giappone, ogni volta per un periodo di due settimane e mi è capitata solamente una volta di dover aspettare 20 minuti per un treno a causa di un incidente. Tutte le altre volte treni/autobus/metro sono stati puntuali. Un altro lato positivo è il fatto che sono veramente pulitissimi! Lati negativi, come detto anche prima, negli orari di punta sono molto affollati.

Parliamo di organizzazione di un viaggio: Qual è la somma che bisogna, più o meno, destinare a un viaggio del genere?

Partiamo dal volo: se il biglietto viene preso con largo anticipo, si può spendere circa 500 euro A/R. Ovviamente dipende dai periodi in cui si vuole andare in Giappone: solitamente in estate i prezzi sono più alti (700/800euro) mentre a dicembre li ho trovati più economici. Per gli hotel, dipende sempre da quanto ci si accontenta: i Ryokan costano molto di più rispetto agli ostelli/hotel. Personalmente per due settimane ho speso circa 500 euro per gli hotel – catena APA HOTEL (Tokyo/Kyoto). Secondo me per un viaggio del genere, in media, si spendono 1200 euro tra volo e hotel più 350 euro di Japan Rail Pass (che consiglio di fare!) Ovviamente rimangono fuori le spese personali J

Come si organizza un viaggio in Giappone?

Ci sono molti modi per organizzarlo: si può prendere una semplice guida e crearsi un itinerario, oppure utilizzare siti web. Per organizzare i miei viaggi ho messo insieme un bel po’ di cose:

  • Siti web: ho preso moltissime informazioni da siti come Japan Guide, Japan National Tourism Organization e Giapponepertutti.
  • Guide turistiche: mi sono basata prevalentemente sui suggerimenti della lonely Plant.
  • Gruppi facebook: ci sono moltissimi gruppi in cui chiedere informazioni e in cui confrontarsi con altre persone per scoprire nuovi posti.
Foto La ragazza dall’animo giapponese

Prima di tutto si fa il passaporto, nessun visto, basta solo il passaporto. Si monitorano i prezzi dei voli e degli hotel. Si decidono i posti che si vuole visitare (rimanere solo a Tokyo oppure fare Tokyo-Kyoto oppure fare Tokyo-Kanazawa). Tenere in considerazione che i mezzi hanno un prezzo mooolto elevato, quindi consiglio di fare il Japan Rail Pass che si acquista dall’Italia. E poi.. consiglio di buttarsi un po’ all’avventura!

Quale compagnia hai scelto per volare e per quante ore? Come ti sei trovato/a?

La prima volta ho volato con Emirates, mi sono trovata BENISSIMO! Sono partita da Roma, ho fatto scalo a Dubai e dopo 9 ore sono atterrata a Narita. Ottimo il cibo, comode le sedie, film in italiano/inglese e super disponibili le hostess.

La seconda volta ho volato con Lufthansa, facendo scalo a Francoforte all’andata ed a Dusseldorf al ritorno. Al ritorno abbiamo volato con ANA: mi sono trovata bene ma ho trovato qualche note negative, ad esempio i sedili troppo piccoli, il cibo non molto buono ed i film solo in inglese/giapponese.

Ovviamente il prezzo del volo con Emirates era decisamente maggiore rispetto a quello di Lufthansa (dovuto sia al fatto che le stagioni erano differenti, sia alle comodità offerte).

Quanto tempo avete impiegato per l’organizzazione?

Abbiamo impiegato circa 3 mesi: abbiamo cercato gli hotel con scrupolosità, abbiamo scelto quelli “più economici” valutando diverse offerte. Per quanto riguarda l’itinerario ci è voluto circa un mese perché volevo organizzare il viaggio nei minimi dettagli e capire quali vie/quartieri percorrere. Tutto dipende da quanto si vuole il “viaggio organizzato”: conosco alcune persone che sono partite all’avventura e non hanno prenotato degli hotel dall’Italia, si fermavano nel luogo che più gli piaceva di giorno in giorno.

Ritornando a questo bellissimo viaggio, pensi di tornarci o preferisci cambiare meta?

Assolutamente, non vedo l’ora di tornarci! Sicuramente ci saranno altri viaggi che farò prima di ritornare in Giappone perché è giusto visitare altri Paesi, scoprire nuove culture e vedere “qualcosa di diverso”. Ovviamente il Giappone rimanere il Paese che mi ha rubato il cuore e per cui nutro una passione sfrenata. Ho in mente di tornarci nel 2019/2020 e di visitare posti come Kanazawa, Shirakawa-go e Takayama. Mi piacerebbe anche vedere la zona di Nagano ed il Castello di Matsumoto.

Il momento più bello?

Quando sono arrivata in Giappone, l’emozione di scendere dall’aereo e trovarmi davanti la scritta “Welcome to Japan”. Dopo 12 ore di volo avevo ancora l’energia e la voglia di scoprire per la prima volta il Paese che tanto mi affascina; è un momento unico, non mi sono resa conto di essere dall’altra parte del mondo e mi sentivo davvero entusiasta. E’ un’emozione unica, la felicità di scrivere ai genitori “Sono finalmente arrivata a Tokyo”, di recarsi in un Konbini a prendere un onigiri al salmone e del tè verde, di continuare a guardarsi in giro e scattare fotografia per la felicità.

Cosa ti ha insegnato al tuo ritorno dal Giappone?

Foto La ragazza dall’animo giapponese

Il Giappone mi ha insegnato ad essere più rispettosa nei confronti della natura che mi circonda; mi ha insegnato che la vita non è facile così come sembra, che bisogna tenere duro e bisogna stringere i denti per ottenere quello che vogliamo realmente. Mi ha fatto capire che forse non è la città in cui vorrei vivere perché per me sarebbe troppo “stressante” e che non riuscirei a stare dietro al loro stile di vita. Stare con i giapponesi e confrontarmi con loro, mi ha insegnato ad apprezzare di più i rapporti familiari: loro non hanno questo amore incondizionato come noi nei confronti dei loro genitori, non sono “mammoni” come noi e a volte ne soffrono. Ho conosciuto persone che scrivono messaggi alla loro madre nel loro tono “formale”, sia per una questione di rispetto che per la “distanza” che c’è tra di loro. E’ un Paese che ha tanto da insegnare anche dal punto di vista delle tradizioni: sono rimasta davvero affascinata nel vedere così tante donne indossare il kimono con semplicità ed eleganza.

La ragazza dall’animo giapponese Facebook

Riproduzione riservata Appunti di Zelda

Le foto contenute nell’intervista appartengono a La ragazza dall’animo giapponese.

Pubblicato da Appunti di Zelda

Nata alla fine degli anni novanta nel mese dove la primavera è nel suo massimo splendore. Mi nutro di letteratura orientale e adoro leggere graphic novel e manga. Mi piace viaggiare, cucinare con spezie e amo la cultura orientale. Aspiro a diventare una brava fotografa e una giornalista. Scrivo per Appunti di Zelda, il mio piccolo angolo dove parlo di viaggi, eventi e letteratura.

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