The Town of Light –Recensione

The Town of Light è stato sviluppato dallo studio fiorentino LKA Studios.

L’idea nasce da alcuni ragazzi in visita per la prima volta all’ex manicomio dove è stato ambientato il titolo stesso.

The Town of Light

Questa è la storia di Renèe T, una sedicenne problematica, viene rinchiusa nell’ospedale psichiatrico di Volterra, ritenuta “Pericolosa per se stessa e per gli altri e di pubblico scandalo”, come scrive la questura.

La follia e la mattia negli anni trenta

Sappiamo che gli istituti psichiatrici in quegli anni la pratica attuata era quella della violenza,

dell’abuso sia psichico che fisico, nei confronti dei malati all’epoca era tutto “normale”.

La cosa più brutale secondo me era il difendere queste persone con “stanno facendo il loro lavoro”, piuttosto che denunciare le stesse strutture.

La storia di Reneè si fonde con quella del manicomio e ripercorre tutti i momenti vissuti in quelle stanze.

E’ una storia dove non tralascia nessun dettaglio, ma mette a nudo tutti gli orrori che la vittima subiva tutti i giorni.

Questo per molti potrebbe non essere un gioco, ma possiamo considerarlo come un “walking simulator”, un adventure in cui l’interazione è quasi assente, ma ci racconta una storia che è anche “la nostra storia”, in quanto la chiusura dei manicomi è recente e risale alla fine degli anni ’80 con la “Legge Besaglia”.

The Town of Light

Pensieri sulla modalità di gioco

Quello in cui ci stiamo imbattendo è un titolo story driven, dove scopriamo come sono andate in realtà le cose, cosa effettivamente è successo a Reneè.

Le prime ore di gioco abbiamo la possibilità di esplorare l’esterno del manicomio con i vari dettagli, prima di iniziare la storia di Reneè.

Avremo modo di cercare indizi e ricordi per poter avanzare, non avremo interazioni con altre persone, nessuno tenterà di farci del male.

Saremo accompagnati dalla voce di Reneè che ci mostra tra ricordi e luoghi volte chiari e precisi, a volte confusi da ciò che la circonda, ci si rende conto che effettivamente la ragazza era malata.

Un manicomio non era quello che le serviva, dove la regola era distruggere ogni traccia di quell’essere umano.

Non ci riesce anche il giovane dottore arrivato da poco, ma anche lui cade in un abisso di tristezza.

Il manicomio è stato riprodotto alla perfezione, grazie alla visita degli stessi sviluppatori.

Avremo modo di visitare tutti i locali, le camere, gli uffici del personale, le cucine, le docce, oggetti del tempo e alcuni murales presenti realmente nell’edificio.

Ottima la realizzazione delle immagini 2D che riescono a farci sentire sulla pelle le situazioni che ci vengono raccontate.

La voce italiana di Reneè non sempre riesce a trasmettere l’angoscia che va riservata a una ragazzina, lasciata in mano all’onda dello sbaraglio; sicuramente non certamente facile per certi argomenti.

Mentre per le musiche sono state collocate bene nei momenti giusti.

Pareri finali

The Town of Light mette a nudo gli orrori di quelle strutture del tempo, senza tener conto che quelle persone dopotutto erano essere umani e non errori.

In conclusione sul piano narrativo è perfetto, riesce a creare sentimenti di angoscia e rabbia. magari

Sul piano tecnico qualcosa va migliorato come la voce di Reneè, ma nel complesso The Town of Light è un titolo che consiglio.

Voto finale: 7,5

Zelda

Sono Zeldaゼルダ,classe 1999, studentessa di Lingue e Culture Moderne. Amante di fumetti, manga, graphic novel. Gioco ad un po' di tutto, ma tendo a prediligere titoli retro e horror, psicologici e indie. Il due titoli del cuore sono The Legend of Zelda e FFVII. Dal 2016 mi occupo di Appunti di Zelda uno spazio dal punto di vista di una ragazza.

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