The Suicide of Rachel Foster – Recensione

The Suicide of Rachel Foster – Recensione

1993, CONTEA DI LEWIS AND CLARK, MONTANA, USA

Dieci anni fa, la piccola Nicole lasciò l’albergo di famiglia insieme a sua madre dopo aver scoperto che suo padre Leonard aveva una relazione con Rachel, una ragazza della sua età che, rimasta incinta, si suicidò.

Ora rimasta di entrambi i genitori orfana, Nicole cerca di esaudire le ultime volontà di sua madre, vendendo l’albergo e facendosi perdonare dai familiari di Rachel.

Insieme all’avvocato di famiglia, fa ritorno nell’albergo per controllare lo stato di quell’edificio fatiscente.

Tempismo perfetto per una tempesta di neve che porta Nicole a rimanere in quell’albergo inutilizzato da molti anni.

L’unica guida sarà la voce di un certo Irving, un agente della FEMA (Ente Federale per la Gestione delle Emergenze), che attraverso un telefono vecchio la guiderà in quel hotel.

The Suicide of Rachel Foster
Pensieri sulla modalità di gioco

Quello in cui ci stiamo imbattendo è un titolo story driven, dove scopriamo come sono andate in realtà le cose, cosa effettivamente è successo dieci anni prima.

Le prime ore di gioco abbiamo la possibilità di esplorare l’hotel con i vari dettagli, ma poi abbiamo un calo dell’interattività e esplorazione.

Per tutta la durata del gioco saremo “assistiti” dalla voce di Irving, quindi non abbiamo modo di trovare indizi o risolvere puzzle.

The Suicide of Rachel Foster non è un horror ma un thriller, non mancano sicuramente alcuni momenti e elementi inquietanti; sussurri, cigolii, pezzi morenti, strani rumori o di altra natura.

Quello forse più inquietante è quello dell’uso della Polaroid.
Siamo limitati a lunghissime passeggiate nei corridori e all’azionare alcuni interruttori, che vengono utilizzati da Nicole e altri oggetti.

La narrazione non è perfetta e il finale arriva in modo inaspettatamente brusco, senza la necessità di creare l’attesa desiderata.

The Suicide of Rachel Foster
Quindi di cosa stiamo parlando effettivamente?

Sappiamo che è la storia di una ragazza di sedici anni che si è suicidata, come ci viene accennato all’inizio del gioco, dopo una relazione avuta con il suo tutor e amico di famiglia, padre di Nicole, Leonard.

Qui si parla principalmente di Nicole, dei suoi genitori e di quella eredità non gradita, di Rachel Foster non sappiamo molto.

Abbiamo tutte le informazioni utili, ma senza sapere veramente chi era ma vittima di un abuso e di quello fatto Leonard non è stato solo tradire la moglie.

Non a caso all’inizio del gioco, The Suicide of Rachel Foster parla di temi delicati come il suicidio, e chi affronta questo titolo dovrebbe giocarlo in modo sereno.

Pareri finali

In conclusione il titolo è un walking simulator, con hotel che ricorda vagamente quello di Shining e con una storia da temi difficili, di cui uno andava trattato meglio.

Voto finale: 7

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Zelda

Sono Zeldaゼルダ,classe 1999, studentessa di Lingue e Culture Moderne. Amante di fumetti, manga, graphic novel. Gioco ad un po' di tutto, ma tendo a prediligere titoli retro e horror, psicologici e indie. Il due titoli del cuore sono The Legend of Zelda e FFVII. Dal 2016 mi occupo di Appunti di Zelda uno spazio dal punto di vista di una ragazza.

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