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Una tazza di tè con Giulia Magagnini (Travel Blogger)

Benvenuti nella nuova rubrica del blog “Una tazza di tè con”, oggi abbiamo ospite Giulia Magagni, l’abbiamoRisultati immagini per tea gif png intervistata per il suo viaggio in Giappone e per voi lettori che mi seguite in questo meraviglioso blog♥.


Benvenuta in An Oriental Song! Prima di iniziare con l’intervista presentati ai nostri lettori brevemente.         

Santuario di Fushimi InariMi chiamo Giulia e gestisco il blog Tra nuvole e inchiostro, dove parlo in primis dei miei viaggi in Giappone dando un po’ di dritte a chi sogna di visitare il Sol Levante e in particolar modo Tokyo. Dal momento che sono un’appassionata lettrice mi piace anche consigliare libri che possano piacere ai viaggiatori che visitano il mio blog!

Come è nata la tua passione per il Giappone?

Come per tanti altri i veri responsabili sono anime e manga, i cartoni animati e fumetti giapponesi. Ho passato i pomeriggi delle elementari a fare i compiti,  guardare Solletico e divorare quintali di serie giapponesi, per poi passare anche ai fumetti in seconda media. Da allora il mio interesse per il Giappone è cresciuto sempre di più e tuttora non accenna a diminuire!

Dovendo riassumere in poche righe i posti visitati in Giappone cosa diresti?

Che Tokyo mi attrae puntualmente come una calamita, ma oltre a lei il Giappone ha molto altro da dare: la storia e l’incanto di Kyoto, l’allegria di Osaka, i cerbiatti e gli scorci quasi da fiaba di Nara… ho ancora tanto da vedere, penso che il Giappone abbia la capacità di afferrare un viaggiatore e non lasciarlo più andare.

Parlaci di un posto che hai amato durante il tuo soggiorno nel paese del Sol Levante

Suonerà banale, lo so, ma il luogo giapponese che amo di più è proprio Tokyo. La cosa paradossale è che io solitamente non amo le grandi città (in questo caso parliamo addirittura di una megalopoli!) ma Tokyo… Tokyo è speciale, almeno per me. Non mi stanca mai, ogni quartiere è un piccolo mondo a sé e ogni volte che torno a casa ho già una lista di cose da fare la prossima volta.

Utilizza tre aggettivi per definire il Giappone

Terme esterne dell'Oedo Onsen MonogatariUnico, tenue, doloroso (perché quando te ne innamori stare lontani può essere davvero difficile, proprio come accade con un amore a distanza).

Un piatto tradizionale da provare assolutamente?

 

I takoyaki! Polpettine fritte ripiene di polpo, verdure e patate (come minimo). Io li adoro, e il fatto che si tratti di street food li rende semplici da trovare e gustare – anche se si deve stare attenti alla temperatura, quando te li passano sono bollenti!

Quanto costa mangiare fuori in Giappone?

Dipende tutto da dove si mangia: lo street food può costare meno di cinque euro. Poi ci sono localini  dove con dieci euro euro fai un pasto abbondante, fino ad arrivare a ristoranti sempre più costosi. Volendo risparmiare si può anche approfittare del cibo scontato a fine giornata nei supermercati: pur essendo arrivato al mattino i venditori vogliono liberarsene prima della chiusura, e può essere un modo buono ed economico per risolvere il problema della cena.

Cosa ne pensi della vita frenetica delle città più grandi?

Dintorni del Palazzo Imperiale

 

Come dicevo di per sé non amo le grandi città, e uno dei motivi è proprio la frenesia e la fretta dei loro abitanti. Eppure, Tokyo è anche in questo caso la mia grande eccezione: non si può negare che vi dilaghi una certa frenesia, non ci piove, ma la sua atmosfera è talmente incredibile che nemmeno questo riesce a infastidirmi! Anzi, amo sentirmene circondata e ogni volta che metto piede sul suolo nipponico non vedo l’ora di percepirla intorno a me.

I servizi dei mezzi sono efficaci come viene spesso detto? Ci sono lati negativi o positivi?

Confermo, sono efficacissimi! In Europa non amo affatto i mezzi pubblici (girerei solo in macchina e motorino), eppure in Giappone prendere la metropolitana spesso è un modo perfetto per rilassarsi: i sedili sono veri e propri divanetti, il panorama fuori dalle vetrate è di per sé un’attrazione e non rischi furti (esistono i chikan, i molestatori, ma raramente si avvicinano a una straniera e se accade basta gridare per bloccarli e probabilmente farli portar via dalla polizia giapponese – fortunatamente però non ne ho mai incontrati).

Chiaramente se finisci in un vagone stipatissimo la situazione cambia, ma questo vale per ogni vagone pieno di gente di qualsiasi Paese.

Parliamo di organizzazione di un viaggio: Qual è la somma che bisogna, più o meno, destinare a un viaggio del genere?

Dipende molto dal tipo di viaggio: organizzarlo da soli o in agenzia è una grande discriminante. Comprando poco o niente in loco e prenotando diversi mesi prima, una mia grande amica ha visitato Tokyo, Kyoto e Osaka per un totale di dieci giorni spendendo poco più di mille euro.

Sottolineo l’importanza del prenotare in anticipo: cinque/sei mesi prima sono una buona tempistica, ma quando ho deciso di andare a Tokyo per capodanno ho prenotato il volo a maggio (e da un giorno all’altro l’offerta è aumentata di cento euro!).

In agenzia si parte dai quasi duemila euro in su.

Luminarie ad AkihabraEntrambe le scelte hanno pro e contro (in primis viaggio economico ma che richiede di cercare offerte e fare le prenotazioni da soli VS costo maggiore ma possibilità di delegare tutti i lati “noiosi” del viaggio a qualcuno che se ne occupa di mestiere).

Come si organizza un viaggio in Giappone?

Prima di tutto si cerca un volo nel periodo che desideriamo. Una volta trovato il più adatto alle proprie esigenze è bene mettersi alla ricerca dell’alloggio nella o nelle città che vogliamo visitare: anche in questo caso ci sono tante possibilità diverse, dal capsule hotel (vietato ai claustrofobici!) all’hotel extra lusso con tante vie di mezzo (ad esempio i piccoli ma funzionali business hotel). Sistemati volo e hotel, rimane solo da scegliere cosa vedere e comprare eventualmente i biglietti in anticipo. Nel caso di viaggi che porteranno fuori Tokyo in molti casi conviene comprare il Japan Rail Pass, che si acquista anticipatamente in Italia e permette di girare il Sol Levante spendendo una cifra fissa. Molto poi vogliono visitare il Museo Ghibli, e anche il quel caso il biglietto va comprato in anticipo.

Quale compagnia hai scelto per volare e per quante ore? Come ti sei trovato/a?

Il volo diretto per e dal Giappone dura 12/13 ore e io ho volato principalmente con Alitalia  e Japan Airlines. Con la prima devo ammettere che non mi sono trovata benissimo (nel 2016 l’aereo di ritorno aveva il condizionamento rotto e tra questo e i sedili scomodissimi il viaggio è stato davvero terribile), mentre con la JA ho trascorso ore decisamente più piacevoli. Nel 2010 durante il viaggio di ritorno finii in Business Class e fu un’esperienza fantastica.

Quanto tempo avete impiegato per l’organizzazione?

Nel 2010 e 2016 mi sono rivolta a gruppi organizzati ed è bastato leggere itinerario, regolamento e pagare. Nel 2012 e 2017 invece ho viaggiato con amiche e amici organizzando tutto per conto nostro e ci sono voluti diversi mesi per metterci d’accordo e cercare gli alloggi.

Ritornando a questo bellissimo viaggio, pensi di tornarci o preferisci cambiare meta?

Dopo quattro viaggi in Giappone me lo chiedono spesso e la mia risposta è sempre la stessa: tornerò sempre in Giappone. È un luogo che mi rigenera e mi fa stare bene in un modo che fatico a spiegare, motivo per cui vorrei farvi ritorno tutte le volte che ne ho la possibilità.

Nel mentre comunque mi piacere visitare anche altri luoghi, certo: l’Irlanda, la Danimarca, Seul (magari prima di volare a Tokyo), almeno una volta New York…

Il momento più bello?

È difficile sceglierne uno solo, ma certamente scoprire che Shibuya era reale e non un parto della mia immaginazione causato da tutti i manga che avevo letto è stata un’esperienza senza eguali!

Cosa ti ha insegnato al tuo ritorno dal Giappone?Il tramonto dalla Yurikamome

Che nel corso della vita, per quanto tu possa smettere di crederci c’è sempre qualcosa che riuscirà a sorprenderti e farti sentire più vivo che mai: prima di partire temevo moltissimo che le mie aspettative fossero troppo alte e che ne sarei uscita delusa, e invece il Giappone si è rivelato ancora più incredibile di quanto sognassi.

La nostra intervista si conclude qui, la ringrazio per avermi concesso questa intervista, ma ha qualcosa da rilevare/consigliare/sconsigliare ai lettori di “An oriental song”?                                    

Vorrei dir loro di non rinunciare MAI al viaggio dei loro sogni, qualsiasi cosa accada. Forse ci vorrà del tempo, ma è un’esperienza troppo immensa per rinunciarvi. Grazie anche a te e tutte coloro che leggeranno fin qui, è stato un piacere!

Pubblicato da Appunti di Zelda

Hi! I'm Zelda! Classe 99' Scrivo di letteratura e cucina orientale. Consiglio tè, tisane e infusi.Perennemente persa tra le nuvole, sognatrice di un paese chiamato Giappone e tipica sushi lover!

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