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Sleeping Beauties – Recensione

Buon lunedì lettori, oggi parliamo di Sleeping Beauties di Stephen e Owen King edito a cura di Sperling & Kupfer.

Recensione Sleeping Beauties

Nella calma cittadina Dooling del West Virgina, è baciata dalla catena montuosa degli Appalachi. Circa un anno fa la città di Dooling costruisce un carcere femminile destinato solo alle donne, che siano prostitute o spacciatrici, ladre o assassine, o entrambe le cose.

« Che cos’è successo a Kitty?»

« Ha urlato per metà della notte. Ora dorme»

« Le è uscito qualcosa di comprensibile?»

«Sì, che la Regina Nera sta arrivando»

Una di queste notti, una donna annuncia l’arrivo di una Regina Nera. Il dottor Norcross, psichiatra è abituato a queste tipologie di pazzia, risolve tali eventi con un sedativo per placare il tutto. Per sua moglie Lila, lo sceriffo di Dooling, poteva essere un presagio.

Nella stessa notte, da una collina lì vicina, arriva una chiamata al 911, ed è una ragazza sconvolta a urlare nel telefono che una donna mai vista ha ammazzato due dei suoi amici, con una forza sovrumana.

La falena fa il solletico a Evie. Le si posa sull’avambraccio nudo e lei strofina appena l’indice sulle ali colorate di onde grigie e marroni. «Ciao, bellezza», dice alla falena. L’insetto vola via. Su, su, su, fino a essere inghiottita da una lama di sole tra il fogliame verde lucido, sei metri sopra il nascondiglio di Evie in mezzo alle radici.

Il suo nome è Evie Black. Intorno a lei svolazzano strane falene marroni e sembra venire da un altro mondo. Quando le si addormentano accade qualcosa di inquietante: attorno al loro corpo si forma una specie di bozzolo. Se qualcuna le sveglia, se l’involucro viene spezzato, le donne diventano feroci e violente. Ma se non si svegliano, entrano in un nuovo mondo. Un mondo di cui non sappiamo nulla.

Sleeping Beauties è una favola nera ricca di storie, eventi e personaggi – un po’ troppi da rovinare leggermente la storia –, inizia con un “C’era una volta a Dooling” e termina con un finale di classe degno dei King. A grandi linee mi è sembrato dispersivo, una storia bella, potente, provocatoria ma tirata fin troppo per lunghe. Sicuramente a cogliere questa piccola incertezza sono i colpi di scena ben equilibrati e posti al momento giusto.

Il romanzo coglie qualche spunto di riflessione. La verità è che l’uomo e la donna devono coesistere, questo viene sottolineato dagli autori. Una cosa che ho apprezzato del romanzo è l’ambientazione, un mondo macabro e allo stesso tempo inquietante, si sposa bene con la storia che ci viene narrata.

In conclusione, è una storia consigliata per chi cerca qualcosa di interessante e particolare al contempo, ricca di colpi di scena e spunti interessanti.

Lo ripetè ancora e ancora, e loro due si abbracciarono con impeto addirittura maggiore, come se ad aggiustare la situazione bastasse la forza di volontà, e forse, forse, per un paio di secondi bastò.

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Un’altra caratteristica dell’invecchiare: ti dimentichi di quello che vuoi ricordare e ti ricordi di quello che vuoi dimenticare. 

Cosa ne pensate voi? Conoscete questo Stephen e Owen King?


Heinz Beck diceva che la cucina non è mangiare. È molto, molto di più. Cucina è poesia. Per me la cucina è ben oltre le apparenze, è un gesto d'amore e così nascono le mie ricette insieme a tutte le foto correlate. Sono Zelda e dal 2013 gestisco il blog chiamato Appunti di Zelda. Scrivo di ricette, libri e di viaggi con occhio principalmente legato ai piatti e tipici locali di ogni luogo che visito. Sono anche un'amante della birra e bevo troppi caffè e infusi, oltre a curiosare tra scatti e studiare diverse tipologie di cucine.

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