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Recensione – Musica di Yukio Mishima

Musica - Yukio Mishima
Un giorno d'autunno, alla porta del dottor Shiomi Kazunori, uno psicananlista che da cinque anni ha aperto uno studio a Hibiya, si presenta un'affascinante ragazza di nome Reiko, che lo informa di non riusire a sentire la musica. Da qui si sviluppa un'intricata vicenda in cui i molteplici tentativi di risalire alla causa del problema (la musica è una metafora dell'orgasmo) vengono descritti con una suspence da romanzo giallo.

“La società del progresso è strutturata in modo tale per cui agli individui non è concessa altra possibilità che diventare ruote dentate di un enorme ingranaggio” Musica – Y. Mishima

Shiomi Kazunori è uno psicanalista che lavora nella grande Tokyo. Il suo studio è un continuo via vai di pazienti strani quando un giorno si presenta una ragazza affascinate,Reiko.

Nella prima seduta Reiko informa al dottore che ha un grosso problema: non riesce a sentire la musica. Inizia così l'analisi della donna, menzogne e bugie, un'isteria rilevata da un tic facciale che si manifesta nei momenti di tensione e di malsani piacevoli, spesso spezzati da una frigidità che lo metterà in crisi.

L’intensificarsi di un tic dovuto proprio al tentativo di opporvisi è un classico dispetto della volontà isterica, che agisce in senso contrario. Poi Reiko cominciò a dire una cosa molto strana: «Dottore, perché non sento la musica?»

Nonostante sia una narrazione indirizzata sul campo medico, si ha lettura scorrevole,piacevole e piena di suspance cosa comunemente non troviamo in una sezione del genere.

Veniamo catapultati a condividere dubbi, perplessità, stranezze e frustrazioni del dottor Shiomi che sarà voce narrante e stesso protagonista. A inizio storia ci viene spiegato che la storia si basa su un caso reale e specifico,

probabilmente su certi versi ci potremmo perdere o meglio rimanere scioccati, increduli e perplessi a fine libro.

 “La psicoanalisi, è inutile dirlo, è un mezzo per arrivare alla verità, ma nel suo procedimento bisogna dare sia alle bugie che alla verità la stessa importanza. Perché più una persona è abituata a mentire e più non si accorge se quello che sta dicendo è vero o falso.”

Il romanzo è ricco di nozioni psicologiche che aiutano al lettore a entrar nello specifico senza perdersi. Dal caso si fa voce al desiderio e al piacere sessuale, Mishima su questi temi rimane ordinario senza essere volgare.

Due validi motivi per leggere questo volume di Mishima, lo stile di scrittura dell'autore che non annoia mai e la parte psicologica pulito e interessante.

Pubblicato da Appunti di Zelda

Ciao, sono Federica, fin da bambina ho sempre amato viaggiare, il cibo speziato e la letteratura. Ho deciso di aprire "Appunti di Zelda" per condividere e conservare tutti i miei viaggi,recensioni di letteratura e ricette con passione.