The shining
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Review Party: The Shining di Stanley Kubrick – un’analisi del film di Eleonora Della Gatta

Buon pomeriggio lettori, oggi sono lieta di potervi parlare di un saggio dedicato al film tratto dall’onimo romanzo di Steven King “Shining”.

The Shining di Stanley Kubrick – un’analisi del film di Eleonora Della Gatta

The shining
  • Titolo: The Shining di Stanley Kubrick – un’analisi del film di Eleonora Della Gatta
  • Autore: Eleonora Della Gatta
  • Uscita: 02/07/2020
  • E-book: € 3,99
  • Cartaceo: € 12,00
  • Pagine: 92
  • Editore: Little Black Dress
  • Genere: Saggio
  • Link di acquisto: Qui

Cosa lega la pellicola The Shining di Stanely Kubrick a uno dei più noti saggi freudiani sul perturbante?
Può un film, superficialmente catalogabile come di “genere”, essere invece un contenitore di significati
ben più complessi e articolati, che spaziano dalla tecnica registica pura ai risvolti psicologici più nascosti
e complessi?
In questo testo si cerca di affrontare con metodo un’analisi completa di un film iconico, abbracciando un
ventaglio di ipotesi e teorie che ci mostrano The Shining come una delle produzioni più complesse e
ricche di retroscena della storia del cinema.

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Recensione The Shining di Stanley Kubrick – un’analisi del film di Eleonora Della Gatta

Non mi capita spesso di parlare di saggi, ma in questa occasione ne valeva la pena di parlarvi di questa chicca.

Tutti avete presente uno dei film più interessanti e uscito dai romanzi del grande Stephen King Shining, no? Ebbene, la pellicola realizzata da Stanley Kubrick tratta dall’onimo romanzo di King, è collegato al saggio di uno dei padri della psicanalisi, ossia Sigmund Freud. Pazzesco vero?

Il romanzo in questione è Das Unheimliche (“Perturbante”)

Vi lascio in questione un mini approfondimento dall’articolo di Angelo Moroni:

Il concetto di “Perturbante” (introdotto in ambito psicologico per la prima volta dallo psichiatra tedesco Ernst Jentsch nel 1906) è sviluppato da Freud nel suo breve ma denso saggio del 1919 dal titolo omonimo (“Il Perturbante”, in tedesco: “Das Unheimlich”).

A questo concetto Freud aveva già fatto cenno in una breve nota a piè pagina di “Totem e Tabù”(1912-13, pag.92), parlando del “modo di pensare animistico”.

Il significato di tale termine ricade sotto l’ombrello semantico dello “spaventoso”, del “terrifico”, e tende a coincidere con tutto ciò che ci disgusta, ci offende, ci spaventa, dando così una forma ad un’esperienza emotiva che fa traballare momentaneamente le nostre certezze acquisite, le nostre consuete categorie di interpretazione del mondo.

L’interesse di Freud per quest’area dell’esperienza umana si focalizza, nel suo saggio del 1919, in particolare intorno a quelle produzioni artistiche e letterarie che maggiormente fanno leva sull’evocazione del “soprannaturale” e dello spaventoso per coinvolgere il lettore/fruitore e condurlo verso un’esperienza emotiva micro-traumatica nella quale l’affetto principalmente indotto è appunto quello della paura.

Vi rinfresco leggermente la mente con una sintesi della trama di Shining, in modo da spronarvi a recuperare libro, film e se volete anche la mini serie che si avvicina molto di più allo stesso romanzo.

The Shining narra la storia di una che diventa per la chiusura invernale custode del Overlook Hotel. Un posto isolato e sperduto in un punto morto sulle montagne. Durante questo isolamento, il personaggio principale della storia Jack Torrance perde la ragione sino a tentar di uccidere la stessa famiglia.

Il saggio realizzato da Eleonora Della Gatta, analizza nei dettagli la pellicola cinematografica attraverso la pellicola kubrikiana e il trattato sul perturbante di Freud.

La pellicola kubrikiana, infatti, disorienta continuamente lo spettatore il quale, non potendo far altro che fare affidamento sul suo bagaglio di conoscenze relative agli stereotipi del cinema horror, si trova a provare un senso di straniamento vedendo sfilare davanti ai suoi occhi tutti i capisaldi del genere completamente capovolti. Stravolgendo le coppie duali buio-male e luce-bene, Kubrick lega tutto il senso di orrore del film alla luce, che solitamente dovrebbe essere latrice di sicurezza.”

Per chi l’ha notato The Shining, è un film che pone lo spettatore a essere sottoposto alla psiche umana per spaventare il pubblico. Non abbiamo più elementi come mostri e fantasmi di cui siamo soliti aspettarci, ma qui entra in vigore un vero e proprio un crollo della ragione, giocando molto sulla mente della persona ma soprattutto sulle visioni irreali.

The Shining di Stanley Kubrick – un’analisi del film di Eleonora Della Gatta, permette attraverso questo saggio di vedere la pellicola in un’altra prospettiva, svelandoci dei punti che magari attraverso la visione del film non abbiamo avuto modo di notare.

Shining è un viaggio nella psiche e il labirinto è il suo centro: tutto sembra uguale, geometrico e ordinato, ma in realtà non si sa mai bene dove ci si trova e che cosa e quando succede. al tempo stesso è il luogo di un viaggio in cui nulla cambia.

Concludo con il dire che questo saggio è una perla per gli amanti e appassionati del romanzo, di facile lettura e comprensione. Eleonora Della Gatta nonostante possa scendere nel dettaglio, non utilizza mai un linguaggio complesso, anzi permette al lettore di poter assaporare e leggere queste pagine con curiosità e occhi diversi.


Un ringraziamento speciale a Little Black Dress per avermi omaggiata della copia digitale.

Sono Zeldaゼルダ,classe 1999, studentessa di Lingue e Culture Moderne. Amante di fumetti, manga, graphic novel. Gioco ad un po' di tutto, ma tendo a prediligere titoli retro e horror, psicologici e indie. I due titoli del cuore sono The Legend of Zelda e FFVII. Dal 2016 mi occupo di Appunti di Zelda uno spazio nerd dal punto di vista di una ragazza.