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Recensione: Storia di una Geisha

Una Gru Infreddolita – Storia di Una Geisha

Kazuo Kamimura
Per la prima volta in Italia e in esclusiva assoluta al di fuori del Giappone, la versione integrale di un capolavoro dell’autore di “Lady Snowblood”! Venduta dalla sua famiglia, Tsuru entra a far parte di una casa di piacere, dove apprende la via della geisha. Per nulla cullata da un ambiente difficile, tra lezioni e vessazioni, Tsuru cresce in una delle donne più desiderabili della sua epoca, ma anche delle più umane. Una storia intensa e affascinante, che racconta la parabola del Giappone dagli anni prima della guerra in Manciuria, quando i quartieri a luci rosse sono ancora favoriti dalla prosperità economica, fino al momento di difficoltà che seguì la seconda guerra mondiale.

Introduzione

Ambientati nei primi anni dell’epoca showa, il manga di Kazuo Kamimura racconta la storia di Tsuru, una bambina venduta a una casa di geisha.

La bambina da questo momento entrerà a far parte del cosiddetto “mondo dei fiori e dei salici” come shikomikko (apprendista tutto fare).

Il romanzo si basa su una forma femminile, è lei la protagonista di questa storia , dove incontriamo diverse donne da quelle gentile e cuor d’animo a donne cattive e meschine.

Il lettore viene catapultato in un mondo ormai lontano da quello nostro, dove l’eleganza si mescola con il talento, la bellezza alla tristezza, dolore con la solitudine e passioni e amori.

Recensione

Il soprannome Tsuru
La gru nei mesi invernali, non sopporta il freddo e la gru nasconde la sua testa tra le ali, rimanendo immobile su una zampa.
Preso spunto da queste caratteristiche dell’animale, rivediamo la stessa Tsuru come una gru:
come quando si prendeva cura dei piccolo del suo villaggio, rimanendo immobile su una gamba nel speranza di riscaldare i piedi scalzi.

Lo stile e la scrittura
Durante la lettura del manga abbiamo un’evoluzione dello stile del disegno e della stessa scrittura, lasciando in disparte il tema seinen con temi forti, particolari e complessi.

Così abbiamo dei capitoli più leggeri di quelli antecedenti, dando un risultato meno pesanti e meno melodrammatico della stessa opera.

Realizzato in un arco di tempo abbastanza lungo, è possibile riconoscere l’evoluzione sia dello stile di disegno, che di scrittura dell’autore.
Spesso, infatti, Kamimura abbandona lo stereotipo del seinen caratterizzato da temi forti e complessi,consegnando al lettore anche tavole più “leggere” le quali, rompono in parte l’idea del melodrammatico che l’intera opera vuol trasmettere.

Conclusioni

L’edizione italiana della J-Pop è l’unica al mondo a presentare tutti e sedici i capitoli originari, fa onore alla stessa casa editrice aver tradotto una vera chicca che conferma uno dei mangaka più interessanti e particolare del genere senin.

Voto

5/5

Citazioni

 “Il cuore muore di morte lenta, perdendo ogni speranza come foglie, finché un giorno non ce ne sono più. Nessuna speranza. Non rimane nulla. Lei dipinge il viso per nascondere il viso, i suoi occhi sono acqua profonda. Non è per una geisha desiderare, non è per una geisha provare sentimenti. La geisha è un’artista del mondo che fluttua, danza, canta, intrattiene tutto quello che vorremmo. Il resto è ombra, il resto è segreto.” — Memorie di una Geisha

Pubblicato da Appunti di Zelda

Nata alla fine degli anni novanta nel mese dove la primavera è nel suo massimo splendore. Mi nutro di letteratura orientale e adoro leggere graphic novel e manga. Mi piace viaggiare, cucinare con spezie e amo la cultura orientale. Aspiro a diventare una brava fotografa e una giornalista. Scrivo per Appunti di Zelda, il mio piccolo angolo dove parlo di viaggi, eventi e letteratura.

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