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Pavia: Cosa mangiare, dove mangiare e cosa vedere

Oggi vi parlo per la guida dedicata a Dove mangiare, in cui parliamo dei prodotti locali e tipici di una città, vi parlo di Pavia. Questa perla fu fondata da Liguri e Celti, successivamente divenne municipium romano da cui deriva il fiume e il borgo Ticinium.

Data la sua posizione, viene assediata e saccheggiata da molti popoli: Attila, Odoacre, il popolo gotico con creazione e sede del re goto Teodorico e poi dei Longobardi, che ne fanno di Pavia una città nel suo massimo splendore. In seguito troviamo Carlo Magno che raggiunge la città nel 772 e ne fa capitale del Regnim Italicum. Dal 1359 fa parte del Ducato di Milano, sotto i Visconti-Sforza e infine dopo il dominio straniero, verrà annessa dal Regno di Sardegna nel 1859. Scopriamo quali sono i prodotti locali, cosa mangiare e qualche tappa extra?

Cosa mangiare a Pavia e dintorni?

L’Oltrepò Pavese è sinonimo di vini pregiati DOC rossi, bianchi e rosati. La Lomellina che fa da guardiana e terra di riso, con più di migliaia di quadrati di risaie che si espandono tra la pianura del Po e del Ticino; è un territorio vario e ricco di prodotti deliziosi da provare in tutte le sfumature.

Partiamo dalle cose sfiziose da provare come il Salame d’Oca di Mortara; Salame di Varzi, pregiato perché prodotto da tutte le parti nobili del maiale; ‘Salam ad lula’ salamino cosparso di grasso del lardo; La Giardiniera, mix di verdure sottaceto come per la zucca; La Schita, proposta da salumi locali; Insalata di tonno con fagioli e cipolla di Breme; Grissini dolci realizzati da farina, zucchero, lievito, burro e sale che si accompagnano a vini e salumi locali; Nisso di Menconico, formaggio tipico e classici latticini come caprini, crescenze, taleggi e gorgonzola.

Quale frutta, verdura e chicche puoi trovare in queste zone?

Trovi l’asparago rosa a Cilavegna, a Breme trovi la cipolla rossa, cipolla dorata e i peperoni di Voghera e nella zona dell’Oltrepò trovi il tartufo a Dorno e la zucca di Bertagnina. Ne riparleremo in un post diverso, ma non oggi.

Passiamo a qualche piatto da provare nei ristoranti locali come il risotto come la ricetta del Bonarda e salsiccia; Gnocchi con zucca di Bertagnina di Dorno; ‘Bata Lavar’ un agnolotto stufato; Panada, una zuppa di pane tagliato a fette con brodo caldo; Riso e latte, Zuppa alla Pavese; Pasta e fagioli arrosto, ricette che viene tramandata dalle nonne pavesi; Malfatti o Malfat, sono degli gnocchi di erbette e ricotta o il Risotto alle Rane.

Per i secondi troviamo i Munighili, le polpette di carne avanzata del lesso; Luganiga e gabarò a base di salsiccia e funghi chiodini; le Rane fritte; le Alborelle fritte o in carpione, un pesce di fiume che viene cucinato fritto o conservato sott’aceto; Uova e asparagi in ‘cereghin’; Merluzzo con le cipolle accompagnata dalla polenta con formaggio locale; Ragò; Zuppa di ceci con costine: il piatto del giorno dei morti; Bollito misto con salsa verde; l’ossobuco in umido con i piselli; l’anguilla alla borghigiana

Arriviamo con dei dolci come la Torta Paradiso, Offelle di Parona, biscottino forma ovale e si preparano con farina, burro, zucchero, uova, olio d’oliva e un po’ di lievito; Patona, nella versione castagnaccio; Torta di mandorle di Varzi; San Sirini dolce tipico della festa del patrono di Pavia; Pangialdine o/e pan meini o oss di mort, sono un dolce tipico della Lomellina; Pazientini, dolci che somigliano alle lingue di gatto piemontesi e si realizzano durante la Quaresima. La ricetta prevede farina, zucchero, albumi d’uovo, burro a temperatura ambiente, lievito e un pizzico di sale. Il Nusat, la torta di zucca dell’Oltrepo Pavese.

Se sei un amante di prodotti locali come souvenir, allora dovresti prendere il Miccone e le ciambelle di Staghiglione. Presi da AgriPavia, una Gastrobottega con prodotti tipici Pavesi.

Miccone

Il Miccone nasce a Stradella, in provincia di Pavia e fa parte dei pani bianchi. L’impasto di questo pane viene preparato 48 ore prima, utilizzando il ”carsént”, ovvero quella parte di impasto che viene messo da parte per determinati lievitati e prevede due lievitazioni. E’ un pane che dura più giorni e se conservato per bene può durare una settimana, concepito principalmente dai contadini che doveva sfamare tutta la famiglia. Se fatto come bruschetta con olio extra vergine di oliva, sale, origano e pomodorini; potrà essere un ottimo alleato per un fantastico aperitivo o antipasto.

AgriPavia – Miccone – Pavia

Ciambelle di Staghiglione

Risalgono agli inizi del 1800 e sono delle ciambelline dal diametro di 5-6 centimetri composte da farina, zucchero, strutto, burro, un pizzico di lievito e con una doppia cottura prima in acqua bollente e poi raffreddate e cotte in forno a legna. Vengono confezionate in una collana chiamata Brasade, formata da undici ciambelline che danno la funzione da fermaglio dello spago. Si chiamano Ciambelle di Staghiglione perché venivano realizzate dalle donne locali e venivano tramandate da madre a figlia.

Dove mangiare a Pavia?

Partiamo da una buona colazione, che ne pensate? Inizia con Caffè Janko in Strada Nuova 19. Storica torrefazione, oltre cinquant’anni di attività, potrai scegliere miscele di caffè per tutti i gusti. Vigoni, invece è la pasticceria più antica del paese e infine Barbieri, conosciuta per il suo lattemiele, bignè ricoperta di granella di zucchero e farcito di crema Chantilly. Per una colazione veloce ma dolce, se vi trovate vicino al Duomo di Pavia provate Cioccolatitaliani, prezzi leggermente alti ma vale la pena di provare. E’ un locale moderno e giovanile che unisce la gelateria, alla pasticceria e alla caffetteria.

Mentre a pranzo passate da Miccone, un locale dove vi servono questo pane con formaggi e salumi locali. Ve ne parlerò presto in un articolo recensione nei prossimi giorni. Mentre se siete appassionati di bubble tea, vi consiglio QQ Tea Taiwan Bubble Tea, in Corso Str. Nuova, 11/B. Mentre per i più classici, potete passare da Frankly Bubble Tea & Coffee o provare la Perté, posticino molto interessante.

Bonus: Cosa vedere a Pavia in un giorno

  • Chiese da visitare: la Basilica di San Michele Maggiore; La Chiesa di Santa Maria del Carmine, Basilica di San Teodoro e  Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. In questo periodo vi sconsiglio di far visita a queste chiese in quanto sono in fase di restauro.
  • In Piazza della Vittoria trovate ristoranti, negozi, bar ecc. Possiamo scorgere Il Broletto, sede storica delle riunioni municipali (dall’XI al XVI sec.), ampliato per esigenze della città; Il Palazzo dei Diversi, elegante dimora medievale del 1374. L’edificio fu fatto edificare per volere di Nicolino dei Diversi, conosciuta anche casa rossa per la sua facciata in terracotta e intonaco a finto mattone e tappa al Castello Visconte.
  • Il Duomo di Pavia è dedicato a Santo Stefano Martire e Santa Maria Assunta, edificata grazie al cardinale Ascanio Sforza, fratello di Ludovico il Moro. I lavori cominciarono nel 1488 e terminarono solo nel 1887. Prima del Duomo attuale sorgeva inizialmente un tempio dedicato a Cebile, poi distrutto per far spazio a due chiese paleocristiane; anch’esse distrutte per costruire due chiese romaniche e infine il Duomo di Pavia che nonostante rimasta incompiuta. La sua cupola è riconoscibile da lontano e con si suoi 97 metri, è la quarta cupola più grande in italia per le sue dimensioni. Accanto si possono vedere i resti della torre civica medievale, crollata nel 1989.
  • La Cupola Arnaboldi sorge sulla Strada Nuova, ideata verso la fine del XIX secolo dall’Architetto Ercole Balossi per la famiglia Arnaboldi. Ideata come centro di incontro sociale e commerciale, oggi è ancora utilizzata e all’ultimo piano sorge un lussuoso hotel con delle suite panoramiche.
  • Ponte Coperto e Borgo Ticino. In via Milazzo trovate le bellissime casette colorate che si estendono lunga riva sinistra del ponte, qui un tempo abitavano le lavandaie. La loro attività era importante tanto da dedicare una statua, chiamata appunto Statua della Lavandaia. Mentre più avanti trovate la casa della Linguacciona. Chiamata così perché è posta la scultura del volto di una donna con linguaccia, che simboleggia la pernacchia rivolta a chi spettegolava sulla lavandaia dell’imprenditore del borgo. Prima di arrivare a Borgo Ticino, c’è ancora una traccia di ciò che rimane del ponte costruito in epoca romana. Mentre per il Ponte Coperto secondo la leggenda, si narra che fosse costruito dal diavolo, nella vigilia di natale dell’anno 999. Per far diventare il ponte di pietra si doveva sacrificare un’anima. In alcuni giorni di nebbia sembra che la leggenda sia reale.

La nostra mini guida sul cibo su Pavia, termina qui. Non perderti l’articolo su Miccone nei prossimi giorni e scopri la rubrica Dove Mangiare, non perdere gli aggiornamenti anche su Instagram.

Heinz Beck diceva che la cucina non è mangiare. È molto, molto di più. Cucina è poesia. Per me la cucina è ben oltre le apparenze, è un gesto d'amore e così nascono le mie ricette insieme a tutte le foto correlate. Zelda's Kitchen è un blog che sposa tre passioni: l'amore per la cucina, i viaggi, l'arte e i libri.

10 Comments

  • Il ViaggiaCore

    È inutile, in qualsiasi angolo d’Italia si vada, ci sarà sempre qualche prelibatezza da assaggiare. Grazie per questo articolo così ben dettagliato, lo salvo nel caso dovessi capitare da quelle parti (intanto mi è venuta fame! :) )

  • Cristina Petrini

    Mi manca molto vivere il piacere della gastronomia, una passione che ho da anni. Inutile dire che mi hai messo molta curiosità ed una grande aquolina in bocca, così che quando tornerà la libertà della normalità saprò da dove iniziare a godermela!

  • Hang Around The World

    A breve dovrei partire per una zona vicina a Pavia di un paio di ore e se mi resta del tempo vorrei davvero passarci. Sicuro il miccone e le ciambelle me le porto con me, sebrano buoni. Grazie. – Paolo

  • Elena Resta

    Da Miccone mi ci ha portata da poco un’amica! Che paradiso, aspetto l’articolo! Eravamo di passaggio per un convegno, ma dopo questo articolo è chiarò che dovrò tornarci! Quante prelibatezze

  • M.Claudia

    Mi piace scoprire locali tipici di altre regioni, queste tue proposte sono tutte molto interessanti. Se mai capitassi da quelle parti non mancherò di andarci.

  • Veronica

    Da quanto tempo non torno a Pavia! Della zona amo certamente formaggi e salumi quindi un salto da Miccone devo certamente farlo.

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