Museo d’Arte Orientale E. Chiossone

Chi ama la cultura orientale e il Giappone dovrebbe visitare il Museo d’Arte Orienatel E. Chiassone di Genova.

Museo d’Arte Orientale E. Chiossone

Nel Museo d’Arte Orientale E. Chiossone sono esposte opere giapponesi di varie epoche, tra cui armi e armature, smalti, lacche, ceramiche e porcellane, oggetti di vita quotidiana e maschere teatrali.

Al piano terra possiamo sono esposte grandi sculture in bronzo provenienti da Giappone, Cina e Thailandia.

Samurai e moda maschile giapponese nei diversi periodi

La prima parte del museo è dedicata al mondo dei samurai, dove si possono ammirare le diverse armature, tra cui anche una versione per bambini samurai.

La via del bushidō 

L’esposizione ci spiega come si è evoluto il vestiaro dell’uomo nei vari secoli e di come ci fu l’ascesa e il declino dei samurai.

Le corazze inizialmente erano composte da piastre smaltate unite da lacci colorati.

Nei periodi di guerra vennero poi sostituite con corazze formate da due larghe piastre di ferro rivettate, più veloci da realizzare, mentre a partire dal Periodo Edo, con l’ascesa dei samurai l’armatura divenne molto ornamentale e diverse da ogni clan.

Gli elmi e le maschere avevano lo scopo di distinguere i singoli guerrieri, in modo da essere riconoscibili sui campi di battaglia.

Mentre sotto l’amartura veniva indossato lo  yukata sprovvisto di tasche , utilizzavano un accessorio chiamato inrô ,un borsello di lacca o avorio dove solitamente conteneva tabacco o medicinali.

Perché il nome Edoardo Chiossone

Nel 1870 Edoardo Chiossone fu invitato come oyatoi gaikokujin a ricoprire il ruolo di direttore dell’Officina Carte e Valori del Ministero delle Finaneze giapponesi.

Arrivò a Tokyo nel 1875 e prestò servizione sino al 1891. In Giapponese incise più di 500 lastre di francobolli, banconote, titoli di stato e bolli di monopolio.

Edoardo Chiossone continuò comunque a risiedere in Giappone anche dopo il ritiro dell’attività pubblica,si appassionò pure all’arte giapponese e iniziò a collezionare opere di tutti i tipi, dai piatti alle armature dei samurai.

Alla sua morte, avvenuta a Tokyo a sessantacinque anni, quando era già in pensione, la sua grande collezione fu lasciata interamente all’Accademia Linguistica di Belle Arti di Genova, dove aveva studiato, perché venissero esposte al pubblico in un museo a lui intitolato.

Come nasce il museo l’attuale museo

La collezione di Chiossone fu inviata a Genova nel 1905, qualche anno dopo la sua morte, e fu esposta in un museo a lui intitolato, secondo quanto richiesto dal testamento, nel palazzo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti. Come successe a molti altri musei genovesi allo scoppio della seconda guerra mondiale tutte le opere furono imballate e sfollate dal Comune di Genova che le recuperò alla fine della guerra.

Visto che dopo i bombardamenti navali americani non era rimasto nulla del Villla Di Negro, il Comune di Genova fece costruire al suo posto l’attuale Museo d’Arte Orientale E. Chiossone.

Il nuovo Museo d’Arte Orientale E. Chiossone fu inaugurato nel 1971 e da allora ebbe poche modifiche nell’esposizione.

 Museo d’Arte Orientale E. Chiossone
Piazzale Giuseppe Mazzini, 4
16122 Genova

Pubblicato da Appunti di Zelda

Nata alla fine degli anni novanta nel mese dove la primavera è nel suo massimo splendore. Mi nutro di letteratura orientale e adoro leggere graphic novel. Amo passare il mio tempo nei musei,librerie e mostre. Aspiro a diventare una brava fotografa e una giornalista. Scrivo per Appunti di Zelda, il mio piccolo angolo dove parlo di viaggi, eventi e cultura.