Momo
Libri e Fumetti

Review Party: Momo di Jonathan Garnier e Rony Hotin

Ben ritornati lettori, in questa nuova recensione vi parlo della graphi novel di Jonathan Garnier e Rony Hotin “Momo”, in uscita oggi a cura della Tunuè. Un delicato romanzo di formazione. Una storia ispirata alle foto di una bambina giapponese. 

Momo

Titolo: Momo

Autore: Jonathan Garnier e Rony Hotin

Editore: Tunuè

Pagine: 176

Prezzo: Cartaceo 16,90

Data di pubblicazione: 25 Giugno 2020

Link di acquisto: Qui

Trama: Momo è una bambina di 5 anni, vive con la nonna in un piccolo villaggio portuale della Normandia. Di tanto in tanto la bambina va sul ponte per riuscire a vedere la barca del padre, marinaio d’altura obbligato dal lavoro a passare lunghi periodi in mare. Alla morte della nonna il pescivendolo del paese si rifiuta di affidare la piccola ai servizi sociali e si offre di ospitarla a casa sua fino al ritorno del padre. Questa esperienza la porterà a misurarsi con il mondo esterno.

Recensione Momo:

La protagonista di questa graphic novel si chiama Momo, una bambina di cinque anni che vive con la nonna in Normandia; la sua infanzia non è la classica, la madre li ha abbandonati e il papà è sempre quasi lontano per lavoro. Momo è una piccola bambina dai capelli ribelli, un bel caratterino che ama esplorare, divertirsi e curiosare e che, alla sua età, fa già tantissime commissioni per la nonnina.

Momo

Momo è una bambina con animo puro e amorevole, con un’immensa fantasia e una forte curiosità a tutto quello che le circonda, scoprendo anche i valori dell’amicizia e dell’amore, seppur in modo ancora infantile.

Alcuni modi ammetto che non sono tollerabili, ma a causa della mancanza dei suoi genitori sin dalla sua tenera età, si rivela una leggera profonda tristezza, rabbia e delusione; ma fortunatamente c’è la nonnina non le fa mancare nulla, si tratta egualmente di una bella responsabilità.

Momo comunque è una bambina sveglia, caparbia e senza alcuna difficoltà nel socializzare con grandi e piccini, si ritrova a scombussolare l’equilibrio anche di un gruppetto di adolescenti del paesino.

Nel fumetto conosceremo anche dei personaggi fondamentali e caratteristici che andranno oltre le apparenze e saranno vicini alla nostra piccola protagonista: il pescivendolo scorbutico, un gruppo di teppistelli pericolosi o una ragazza solitaria che fuma e gira tutto il tempo sui suoi pattini. 

Si tratta di una graphic novel di formazione in cui ogni valore si incastra perfettamente negli spetti più importanti del percorso infantile. Siamo comunque a una storia fittizia, ma come tale non mi sembra consono far girare una bambina di cinque anni da sola senza che venga controllata da un adulto, ma è lo stesso Garnier che vuole mettere in evidenzia per quanto fosse abbandonata a sé stessa, indipendentemente dalle attenzioni deboli della stessa nonnina.

Non ho niente contro i gatti, fintanto che non mi rubano il pesce

Non sapremo mai nulla di madre di Momo, sappiamo giusto l’essenziale sul suo conto; questo aspetto di non sapere nulla porta al lettore a concentrarsi sull’assenza del padre, il quale deve allontanarsi per cercare di mantenere la stessa piccolina.

Da questo lato abbiamo spesso situazioni simili e reali, purtroppo, che si presentano spesso ad oggi giorno: nonni che devono accudire i propri genitori, genitori che vengono abbandonati dal proprio partener, situazioni economiche non del tutto stabili. La nonnina di Momo da questo punto di vista è una grande supereroina, che nonostante abbia una vita alle spalle si prende cura della stessa Momo come se fosse una seconda figlia.

Momo

Le pagine di Momo vengono accolte da scenari pittoreschi che rende piacevole la lettura. Viaggiare in Normandia attraverso i disegni? 

E’ possibile e come, qui la Normandia viene rappresentata come un villaggio portuale dalle innumerevoli sfumature, con le sue tonalità calde tipiche di un paesino di mare e che si alternano con toni freddi delle scogliere dal colore bianco gesso.

Il lettore può immergersi nella storia, scorrendo le vignette con piacere e curiosità. La lettura va ben oltre ai dialoghi in quanto spesso si rimane a osservare da più vicino ogni singolo dettaglio della graphic novel: il colore del cielo, i dettagli delle abitazioni, la fronte corrucciata di un personaggio; si può notare il dolce viso di Momo dopo aver scorto suo padre in lontananza, provando un forte senso di malinconia.

Momo ci insegna molto, qualunque sia la nostra età, è difficile affrontare la perdita di una persona amata. Ci insegna anche che se le persone vanno via, le stesse persone non andranno mai via se le ricordiamo per sempre. Tra l’altro Momo mi ricorda i momenti in cui mio padre partiva per lavoro: dormivo con mia madre nel lettone per farle compagnia ma soprattutto sempre dalla parte del babbo.

Momo

Jonathan Garnier fonda la sua storia sulle fotografie di Mirai-chan scattate da Kotori Kawashima, ricordandogli la sua infanzia nelle campagne della Normandia: la bambina giapponese è la fusione simbolica dell’autore e di Momo, col suo sguardo ribelle e l’aria selvaggia e sbarazzina.

Diversi sono gli spunti che hanno plasmato il romanzo, dando vita a una storia spensierata ma estremamente emotiva, ambientata in un villaggio portuale all’inizio degli anni ’90 e non solo questo ma ricorda moltissimo il tratto del film Ponyo sulla scogliera dello Studio Ghibli e chicca carina per concludere qui la recensione è quella della piccola dedica a Dragonball.


Un ringraziamento speciale a Tunué per avermi omaggiata della copia cartacea.

Sono Zeldaゼルダ,classe 1999, studentessa di Lingue e Culture Moderne. Amante di fumetti, manga, graphic novel. Gioco ad un po' di tutto, ma tendo a prediligere titoli retro e horror, psicologici e indie. I due titoli del cuore sono The Legend of Zelda e FFVII. Dal 2016 mi occupo di Appunti di Zelda uno spazio nerd dal punto di vista di una ragazza.