Focaccia di mele
Ricette tratte da Letteratura - Cinema e Videogiochi,  Libri,  Ricette

Focaccia di mele da Lo schiavo di Pompei

Per la rubrica ricette e libri, oggi vi parlo de “Lo Schiavo di Pompei” di Stefania De Prai Sidoretti. Un romance storico che parla dell’eruzione del Vesuvio e di una bellissima storia d’amore. La ricetta che vi lascio è la focaccia di mele. Scopriamo insieme l’intervista, la recensione e infine la ricetta. Spero che vi possa piacere. ♡

Ricetta della Focaccia di mele

  • Difficoltà: semplice – Costo: economico – Tempo di preparazione: 20 minuti
  • Tempo di riposo: 6 ore – Tempo di cottura: 30 minuti

Ingredienti:

Focaccia di mele | © Zelda’s Kitchen
  • 250 gr farina Manitoba
  • 190 gr farina 00
  • 60 gr farina 0
  • 380 gr acqua a temperatura ambiente
  • Q.b cannella
  • 2 gr di lievito di birra secco (oppure 5 gr fresco)
  • 60 gr di zucchero
  • 25 ml di olio extravergine d’oliva
  • 10 gr di sale
  • q.b di zucchero di canna
  • 3 mele

Procedimento:

  1. In una ciotola versate l’acqua a temperatura ambiente, il lievito di birra e due cucchiaini di zucchero. Mescolateli per bene e poi versate le farine, mescola per bene prima con un cucchiaio e poi versate lo zucchero rimanente, la cannella a vostro piacimento e il sale.
  2. Dopodiché amalgamate per bene sino a realizzare un panetto liscio ed elastico che lascerete lievitare per sei ore. Trascorso il tempo di riposo, l’impasto sarà triplicato di volume. Ora oliate una teglia da forno con olio extravergine d’oliva e stendete la base, ora occupatevi delle mele e realizzate dei spicchi di mela che saranno messe sulla superficie della focaccia. Poi spolverate di zucchero e nuovamente di cannella.
  3. Cuocete la focaccia di mele in forno già preriscaldato a 200°, poi abbassate il forno a 190° e infornate per circa 25-30 minuti.

Lo schiavo di Pompei

Titolo: Lo schiavo di Pompei
Autore: Stefania De Prai Sidoretti
Genere: Romance storico
Disponibile in ebook a € 0,99E in formato cartaceo a € 12,00
Contatto FacebookStefania De Prai

TRAMA:
“Io, la nobile romana. Lui, lo schiavo in catene. Tutto ci divide, perfino la legge. La nostra è una passione proibita. Io rischio la reputazione, ma lui la vita.”
Sono giunta a Pompei per sposarmi, non dovrei avere occhi che per Aurelio.Ma Elio, suo schiavo e fratellastro, mi ha salvata dalla morte. Nel mio viaggio ho incontrato gladiatori, cristiani, studiosi e mercanti. Persino la Sibilla cumana. Ma terribili visioni mi dicono che non c’è più tempo: Pompei ha le ore contate, io lo so. Sono nipote della vestale Cinzia, anche io ho il dono della profezia. Vampe di fuoco stanno per travolgerci e io dovrò lottare. Per sopravvivere e difendere il mio amore.
“Una straordinaria ricostruzione storica dell’eruzione del Vesuvio che vi farà emozionare e commuovere”

Recensione Lo Schiavo di Pompei

Un romance storico avvincente, coinvolgente e passionale. Stefania De Prai Sidoretti fa sognare il suo lettore, riesce a coinvolgere nonostante ci siano termini latini o comunque molti personaggi ed eventi per chi non è appassionato di storia, non potrà collocare gli eventi.

Ma il fulcro di questa storia è un amore quasi proibito e impossibile ma che avviene nonostante le circostanze, delicato, umile e piacevole; l’amore di Elio e Fausta secondo il mio modesto parare appare in questa versione.

L’autrice riesce a coinvolgere il lettore in tutte le fasi del loro amore, scopriamo una Pompei, le tradizioni, la cucina locale di cui vi ho fornito la ricetta di questa focaccia di mele, il tutto scritto in modo preciso e nel complesso non troppo difficile. Una scrittura piacevole e facile, merita una vostra lettura se amata il romanzo storico e io ringrazio Stefania De Prai Sidoretti per avermi concesso di scoprire la storia di Elio e Fausta, due personaggi che saranno sempre nel mio cuore, non vedo l’ora di leggere un nuovo racconto. A seguire troverete l’intervista fatta all’autrice, buona lettura.


Intervista a Stefania De Prai Sidoretti autrice di Lo schiavo di Pompei

Benvenuta Stefania De Prai Sidoretti su Zelda’s Kitchen, presentati brevemente ai nostri lettori.

Salve Zelda e buongiorno a tutti voi di Zelda’s Kitchen.

Sono nata a Roma e mi sono laureata in Storia dell’Arte Medievale e Moderna. Sono stata Curatore Storico dell’Arte presso la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma e responsabile di un Archivio storico fotografico. Adesso sono pensionata, e questo vi può dare un’idea della mia attuale età anagrafica.

Sul fronte della vita privata, posso accennare che travolta dagli occhi chiari di un giovane biondo, sono andata a vivere con lui sulle pendici boscose di un monte da cui si vede il lago di Bracciano. Qui abbiamo costruito la casa dei nostri sogni, davanti a una quercia plurisecolare. Ho due figli, una femmina e un maschio, che hanno vissuto un’infanzia sfrenata tra la natura, circondati da cani, gatti e galline.

Quando è nata in te la passione per la scrittura?

Dalla gran passione per la lettura. Sono una forte lettrice sin dalla mia infanzia. Ho letto di tutto, compresa la letteratura a fumetti. Poi un giorno ho deciso di scrivere. Sentivo che delle storie volevano uscire fuori da me.

Quali sono gli ingredienti che servono in una storia?

Non ho ricette in merito. Personalmente adoro i romanzi storici e avventurosi e, siccome infondo sono una romanticona, con una storia d’amore, a lieto fine ovviamente.

Ora parliamo del tuo ultimo romanzo. Come nasce l’idea di Lo Schiavo di Pompei?

L’ispirazione che portò al mio romanzo fu la visita con i miei figli alla mostra del 2003 al Museo Archeologico di Napoli di “Storie da un eruzione”. (e che poi mi ha fornito molto della base sulle vite delle vittime di quella tragedia.)

Fu una forte emozione, tanto da arrivare a sognare quella notte di essere davvero a Pompei durante l’eruzione. Di provare l’angoscia e l’incertezza che provarono quei poveretti mentre cercavano di fuggire tra la pioggia di cenere. L’idea del romanzo nacque così.

Su cosa ricade la scelta di scrivere un romanzo storico dalle sfumature romance? Sei un’amante del genere?

Si amo i romance, soprattutto quelli storici. Adoro Georgette Heyer, Constance Heaven, Lisa Kleypas, Julia Queen e tante altre. Anche le italiane come la Camocardi e la Ciuffi, ad esempio. Ma sono appassionata anche di autori di romanzi più avventurosi come Ken Follett.

Come nascono i personaggi principali di questa storia? Perché scegliere di ambientare il romanzo a Pompei?

L’idea dell’amore proibito tra una nobile e uno schiavo, me la diede la vicenda di Onoria, sorella dell’imperatore bizantino Valentiniano III e del suo amore per Eugenio, schiavo e custode della sua villa a Ravenna. Storia purtroppo finita male; scoperti, (pare perfino a letto…) Eugenio venne giustiziato e Onoria mandata in esilio. Incinta, il suo bambino le fu tolto e non lo vide mai più. Ma si vendicò. Scrisse una lettera di aiuto ad Attila, re degli Unni, il quale colse il pretesto per invadere l’impero romano.

Ovviamente, anche quello di Fausta ed Elio sembra essere un amore irrealizzabile. Una passione destinata a rimanere sepolta infondo ai loro cuori. Tutto sembra scritto, ma il Vesuvio e la distruzione incombono e sarà questo a dare una svolta al loro destino….

Non credete che siccome è esistita Messalina e altre come lei, le restanti matrone romane si dessero tutte al buon tempo e che, pertanto, il loro non fosse un amore “proibito”.

Le donne erano legate alla Lex Iulia de adulteriis coercendis di Augusto. I congiunti potevano perciò punire, anche duramente, una parente per condotta immorale o quanto altro ledesse l’onore della famiglia. Gli schiavi non erano persone, ma “cose” perciò non si trattava legalmente di adulterio, ma dubito che un marito o un fidanzato lo potesse considerare alla stessa stregua di un sexy toy! E su gli schiavi si aveva un diritto di vita e di morte, spesso a completo arbitrio.

Definisci in tre aggettivi Lo Schiavo di Pompei

Emozionante, travolgente, commovente. Non lo dico io ma, bontà loro, alcuni lettori nelle recensioni su Amazon del libro.

Definisci in tre aggettivi Fausta ed Elio:

Lei caparbia, istintiva ed empatica

Lui generoso, altruista e protettivo

Scegli una scena preferita de Lo Schiavo di Pompei:

Lo schiavo di Pompei
Lo schiavo di Pompei © Zelda’s Kitchen

Quali sono i tuoi prossimi progetti per il futuro, se puoi rivelarci qualcosa!

È in corso di revisione con Michela Piazza e Pamela Boiocchi (le stesse de “Lo schiavo di Pompei” – Editing Amori al Peperoncino – Grafica Peppers Graphics) un romanzo ambientato in epoca georgiana nella Londra del 1740. Altro di preciso non posso dire.

Ciao e un abbraccio a tutte.


Conoscete questa autrice? Amate i romanzi storici? Fatemelo sapere nei commenti e non perdere gli aggiornamenti anche su Instagram

Heinz Beck diceva che la cucina non è mangiare. È molto, molto di più. Cucina è poesia. Per me la cucina è ben oltre le apparenze, è un gesto d'amore e così nascono le mie ricette insieme a tutte le foto correlate. Zelda's Kitchen è il blog di cucina attraverso libri, ricette e viaggi dal 2013.

9 Comments

  • Alice

    Ammetto di non essere un’amante dei romanzi storici. Contrariamente, sono un’amante del buon cibo! Devo assolutamente consigliare questa ricetta a mia mamma che fa la migliore torta di mele del mondo. Anche questa focaccia è da provare!

  • Elena Resta

    Che sorpresa trovare un’intervista! Me la sono proprio goduta, bellissima! Ammetto che la storia d’amore sulle scene della tragedia di Pompei era una mia fantasia di ragazza. Quindi questo libro mi ha subito intrigata. Non leggo un romanzo amoroso da oltre 20 anni, credo. Non so nemmeno il perchè. Credo proprio questo sarà un ritorno al genere. Grazie!

  • Veronica

    Apprezzo molto quest’associazione tra ricette e libri, due passioni a cui non si può restare indifferenti. La ricetta della focaccia di mele te la rubo!

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