lettere a me stessa
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Recensione: Lettere a me stessa di Kabi Nagata

Buon mercoledì lettori, come state? Oggi vi parlo del “sequel” Lettere a me stessa de La Mia Prima volta di Kabi Nagata, edito da J-Pop Manga. Pronti a scoprire di cosa si tratta?

Lettere a me stessa di Kabi Nagata

lettere a me stessa
  • Titolo: Lettere a Me Stessa – Dopo la Mia Prima Volta
  • Autore: Kabi Nagata
  • Numero volumi: Volume unico
  • Pagine: 344
  • Editore: J-Pop
  • Prezzo: 16,00 € 
  • Data di uscita: 20 maggio 2020
  • Link di acquisto: Qui

Kabi prova a dare una svolta alla sua vita, cercando di andare a vivere da sola e di recuperare il rapporto complicato con i suoi genitori, protagonisti inconsapevoli del suo report autobiografico.

Le sfide sono difficili e l’esito reso incerto dalle patologiche insicurezze della protagonista. In un momento del genere, una soluzione può essere quella di cercare aiuto dall’unica persona che può capire veramente in un dialogo serrato con se stesso.

L’autrice ci racconta le sue battaglie quotidiane con disarmante sincerità: la depressione, gli effetti della fama, le sfumature della solitudine e, soprattutto, l’importanza di accettarsi.

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Recensione Lettere a me stessa

Abbiamo conosciuto Kabi Nagata con La mia prima volta, un volume o meglio un autobiografia in cui l’autrice mette a nudo la sua sessualità, le sue difficoltà e colmare i vuoti che prova nella sua vita, Kabi Nagat riceve una nuova proposta dal suo editore giapponese e di puntare su lei stessa come protagonista. Indecisa su cosa proporre, decide di riprendere i suoi diari scritti da piccina e pone la sua storia proprio come i suoi diari da piccola.

«Cara Kabi Nagata, buongiorno. Da quanto tempo! Sono Kabi Nagata!».

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Lettere a me stessa è un’opera particolare, si parla di temi particolari come la famiglia, la solitudine, i sentimenti, l’aggravarsi la sua salute mentale e la sua prima storia d’amore il tutto mescolato a un tono auto-ironico accompagnato dai colori rosa pastello e dai disegni stilizzati, il tutto in modo delicato e pulito.

Kabi in questo volume scrive prima a se stessa e poi alla Kabi del futuro e a tutte le battaglie quotidiane che deve affrontare, partendo dall’approvazione dei suoi genitori, dei nonni e della famiglia. I, sogno di potersi realizzare finalmente e quello di diventare un’artista di fama internazionale o semplicemente di amare senza troppi compressi o dilemmi. Questa volta la Kabi conosciuta non si mette più a nudo, ma metto a nudo la sua vulnerabilità e tutti i problemi che si trascina da tutta la vita.

Alla soglia dei trent’anni decide di diventare indipendente emotivamente e economicamente, infatti va a vivere da sola e finalmente ha un primo vero, appuntamento con una ragazza. Quando tutto sembra andar tutto bene, ecco che i suoi dilemmi ritornano, la solitudine e la sensazione di colpa ritornano nuovamente e invece di riuscire nel compiere passi da gigante, ritorna sui suoi passi perdendo quell’equilibro che forse aveva acquisito.

Quello di Kabi è un percorso tormentato e ripetitivo, che spesso si trasforma in esasperazione. L’autrice ad un certo punto si rende conto che la malattia mentale prende il suo posto, e quindi il risultato è quello di non riuscire ad affrontare la sua vita quotidiana, le sue attività, il suo piacere o il suo lavoro tale da non riuscire nemmeno ad alzarsi dal letto, prendersi cura di sé fisicamente e mentalmente.

La vita dell’autrice è cambiata dal primo volume, non ha più motivo di far tantissimi lavoretti per cercare di guadagnare qualcosa. Ora la sua passione è diventata un vero e proprio lavoro a tempo pieno. Ma questo non basta perché nonostante questo, deve fare i conti con i suoi dilemmi e soprattutto alla reazione dei suoi genitori quando leggeranno la sua opera e si è affidata a una escort per riuscire a provare qualcosa.

Nel volume l’autrice ci fa notare come il suo primo volume abbia anche influenzato molto sulla sua vita, sopratutto i commenti dei suoi lettori ma in modo particolare la risposta data dalla madre quando scopre dello stesso volume: «Invece di diventare famosa, preferirei mi aiutassi in casa».

Una risposta che in Kabi è risultato come un pugno in faccia e i suoi problemi e la sua depressione vengono inghiottiti dalla perenne ansia che non la lascia mai. C’è una cosa inaspettata quando Kabi finisce in ospedale, i suoi genitori le sono vicini e disponibili, il terrore temuto da parte dei noni si trasformando in qualcosa di positivo e le fanno le congratulazioni per tutto l’impegno messo e di non mollare, una rivelazione inaspettata per l’autrice.

«La vita è fatta così, quindi sono sicura che comprenderete»

Penso che l’autrice non avrà mai pace e rimarrà sempre complicata. Gli alti e bassi ci saranno sempre, ma attorno a lei ci sono delle persone che le vogliono bene e dovrebbe volersi più di quanto immagina.

Questo volume dovrebbe insegnarci a volersi più bene e non il contrario.


Un ringraziamento speciale a J-POP Manga per avermi omaggiata della copia cartacea Lettere a me stessa.

Sono Zeldaゼルダ,classe 1999, studentessa di Lingue e Culture Moderne. Amante di fumetti, manga, graphic novel. Gioco ad un po' di tutto, ma tendo a prediligere titoli retro e horror, psicologici e indie. I due titoli del cuore sono The Legend of Zelda e FFVII. Dal 2016 mi occupo di Appunti di Zelda uno spazio nerd dal punto di vista di una ragazza.