La ragazza del dipinto di Amma Asante – Recensione

La ragazza del dipinto di Amma Asante – Recensione

1785, Inghilterra. La piccola Elizabeth Belle Lindsay, figlia del capitano Sir John Lindsay e di una schiava di colore nelle indie orientali,

alla morte della madre viene affidata alle cure dello zio William Murray, conte di Mansfield nonché presidente della Suprema Corte del King’s Bench.

La bambina cresce con la cugina Elizabeth, e alla scomparsa di Sir John riceve un’ingente eredità.

La ragazza del dipinto

Ormai cresciuta, Belle rimane vittima dei pregiudizi sociali in un’epoca in cui il razzismo e la schiavitù erano ancora diffusi, ma riesce comunque a far innamorare il secondogenito della nobile famiglia Ashford;

nonostante ciò le sue attenzioni sembrano rivolgersi a John Davinier, figlio del vicario locale, il quale sta conducendo le indagini

su un equipaggio accusato di aver gettato in mare decine di schiavi per intascare una cospicua assicurazione.

Tra le ragioni del cuore e quella dell’etichetta, ne La ragazza del dipinto Belle cercherà di conquistare il suo posto nella società.

Quando l’arte ispira un film

Come già per La ragazza con l’orecchino di perla (2003) anche in quest’occasione ci troviamo a un film ispirato da un famoso dipinto ad ambientazione storica.

Un ritratto considerato importante in quanto tra i primi a mettere al centro della scena una ragazza di colore in un’epoca in cui la piaga della schiavitù era ancora ampiamente diffusa.

La ragazza del dipinto
Dido Elizabeth Belle & Elizabeth Murray

La ragazza del dipinto è una protagonista che deve affrontare diverse difficoltà,

derivanti sia dal suo essere di carnagione scura e oggetto di facili giudizi che dalla regole non scritte alle quali le donne erano al tempo sottoposte, un continuo etichette e usanze, il continuo desidero di ricerca del vero amore.

Il film trasmette le giuste emozioni non solo nel lato romantico ma

anche nella sfida in cui la protagonista si rileva un osso duro, ribellandosi alle convinzioni pur di ottenere giustizia e diritti per il suo popolo d’origine.

Curiosità su La ragazza del dipinto

Il film trae ispirazione dal ritratto del 1779 di Dido Elizabeth Belle accanto a sua cugina Lady Elizabeth Murray, a Kenwood House,

La ragazza del dipinto

Dido Elizabeth Belle

che fu commissionato dal loro prozio, William Murray, I conte di Mansfield allora Lord Chief Justice of England.

Non abbiamo molto della vita di Dido Belle, che nacque nelle Indie Occidentali ed era la figlia meticcia illegittima del nipote di Mansfield. 

l padre la trova che vive in povertà e la affida alle cure di Mansfield e di sua moglie.

Il caso del massacro di Zong:

Conosciuto ufficialmente come Gregson contro Gilbert (1783), non è stato il punto di riferimento pro-abolizionismo che il film ha ha rappresentato. 

Evitava totalmente la questione della schiavitù e non avrebbe mai raggiunto una decisione definitiva.

Il Lord Chief Justice William Murray ha chiesto un altro processo che non è mai arrivato tribunale.

Si presume che la questione sia stata risolta privatamente.

La ragazza del dipinto
Il massacro dello Zong 1781

Lord Mansfield presiedeva un caso precedente che divenne molto importante per il movimento abolizionista. 

In Somerset v. Stewart (1772), Lord Mansfield ha concluso che la schiavitù poteva essere legale solo tramite statuto e poiché tale statuto non esisteva, non esisteva alcuna base giuridica per la schiavitù in Inghilterra e Galles.

Nel film il giudizio di Lord Mansfield dimostra che esistono prove sufficienti per suggerire che gli schiavi commettessero frodi e che Lord Mansfield personalmente non amasse l’idea di schiavitù.

Non dice nulla sulla legittimità della schiavitù in Inghilterra e Galles, né sulla legittimità di assicurare uomini come carico.

Voto: ⭐⭐⭐⭐

Leggi anche la recensione “La ragazza con l’orecchino di perla” di Peter Webber

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Zelda

Sono Zeldaゼルダ,classe 1999, studentessa di Lingue e Culture Moderne. Amante di fumetti, manga, graphic novel. Gioco ad un po' di tutto, ma tendo a prediligere titoli retro e horror, psicologici e indie. Il due titoli del cuore sono The Legend of Zelda e FFVII. Dal 2016 mi occupo di Appunti di Zelda uno spazio dal punto di vista di una ragazza.

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