La città di ottone
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Review Party: La città di Ottone di S.A.Chakraborty

Ben ritornati lettori, in questo review party vi parlo de La città di Ottone di S.A.Chakraborty edito a cura di Oscar Mondadori, uscito il 16 giugno.

La città di Ottone di S.A.Chakraborty

la città di Ottone
  • Titolo: La città di ottone
  • Autore: S.A.Chakraborty
  • Editore: OscarMondadori
  • Pubblicazione: 16 giugno 2020
  • Prezzo di copertina: 22,00€
  • Link di acquisto: Qui

Trama La città di Ottone

Nahri non crede nella magia, anche se legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un’abile guaritrice e di saper condurre l’antico dello Zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento che inganna i nobili ottoni e sopravvie tra le spietate strade del Cairo del XVIII.

Il suo destino cambia quando per caso incontra Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature di fuoco, fiumi in cui dormono i mitici marid, rovine di città un tempo maestose e montagne popolate di uccelli rapaci che non sono ciò che sembrano.

Oltre tutto ciò si trova Daevabad, la leggendaria città di ottone. Nahri non lo sa ancora, ma il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Daevabad, una città in cui, all’interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia. Dietro le Porte delle sei tribù di jinn, vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono solo di poter emergere. L’arrivo di Nahri in questo mondo rischia di scatenare una guerra che era stata tenuta a freno per molti secoli.

Recensione La città di Ottone

Il mondo è mio

E’ sorprendente accanto a te

Se salgo fin lassù

Poi guardo in giù

Che dolce sensazione nasce in me

Beh dai diciamo che S.A. Chakraborty ci regala le tipiche Notti d’oriente di Aladdin, non credete?

D’altronde ho riscontrato diversi punti di contatto con entrambe le storie ma bande alle ciance cominciamo con la recensione de “La città di Ottone”.

Nahri è cresciuta nel Cairo del XVIII. Di lei non sappiamo le sue origini e di come abbia ereditato i suoi poteri magici. La ragazza però comprende tutte le malattie ed in grado di curarle in pochissimi secondi.

«Sei una specie di ladra, allora?»

«È una definizione riduttiva. Preferisco pensare a me stessa come a una che si occupa di faccende delicate.»

Non credendo nella magia, deruba i nobili ottoni per poter sopravvivere in città. La sua vita cambia nel momento in cui farà la conoscenza di un guerriero jinn, le salverà la vita durante un attacco di creature sconosciute in città. Da quel momento inizierà l’avventura dei due giovani protagonisti per giungere alla città di Ottone, Daevabad. A Daevabad, Nahri conoscerà Ali, un principe con diversi principi e molti ideali in netto contrasto con quelli di suo padre, il re Ghassan e suo fratello.

Narhi la conosciamo come una ragazza forte e che ha sempre badato a sé stessa sin da quando era bambina. Ha sempre vissuto una vita difficile e pericolosa nella sua città, ma nonostante tale situazione è una ragazza forte, intelligente e indipendente.

Nahri è una di quelle ragazze che possono essere definite “toste”, una di quelle che ha sempre badato a sé stessa fin dalla tenera età. Ha vissuto una vita piuttosto difficile nella sua città. È molto forte ed indipendente e riuscirà a superare ostacoli molto più grandi di lei.

Dara, il guerriero jinn, è un personaggio carismatico – Nahri lo definisce spaventosamente bello –, abile nell’impugnare qualsiasi arma e con carattere particolare. A Daevabad non gode di una buona fama per il suo passato in precedenza.

Ali invece è il secondogenito del re, Ghassan Al Qahtani, i suoi ideali vanno in netto contrasto con quelli della sua famiglia ed è religioso e a tale proposito sarà spesso in contrasto con Dara a causa del passato di quest’ultimo. Ogni personaggio che ci viene presentato è molto lineare e caratterizzante, soprattutto come vengono collegati i legami con gli altri personaggi.

Cosa mi colpisce principalmente de La città di Ottone?

la città di ottone

 Chakraborty ci porta nello stile de Le mille e una notte, tra jinn (o geni) tenuti schiavi per secoli e splendidi ed enormi palazzi d’ottone e giada, deserti infiniti, città ricche di colori, odori e profumi e scenari con temperature altissime tipiche del mondo orientale.

L’autrice riesce a unire tradizione e leggenda, religione e mito creando così un fantasy che sembra di leggere una storia quasi reale. Immergendosi appieno tra le pagine de La città di Ottone, abbiamo una narrazione con uno stile ricco e carico di descrizioni. Cosa che non si trova nel genere Young adult, ma qui ci calza a pennello visto le ambientazioni e i personaggi scelti.

Questo tipo di narrazione aiuta molto l’immaginazione della Città di Ottone, questi imponenti palazzi e cupole dorate, il mare di fuoco, i corsi d’acqua di fuoco che attraversano la città, i distretti e i giardini incolti.  Le descrizioni sono così curate e dettagliate che sembra di essere un personaggio all’interno del romanzo stesso. Ho solo magari notato qualche descrizione un po’ troppo dettagliata che mi ha portata al non voler continuare o passare direttamente al prossimo capitolo.

Nel complesso La città di Ottone è romanzo interessante sotto alcuni aspetti e in altri un po’ meno, ovviamente non sto dicendo che il romanzo non è bello, anzi tutt’altra considerazione sul titolo.

La città di Ottone
Art by Alyluv66

Come detto a inizio recensione abbiamo diversi punti di incontro tra Aladdin disneyano e Le mille e una notte e punto di interesse tra quello religioso e magico. Questo porta ad aver il romanzo un equilibrio stabile a mio parere. In conclusione, è una lettura interessante e piacevole, adatta per chi ama il mondo orientale e arabo, ma soprattutto se amate una storia originale e magica.


Un ringraziamento speciale a Oscar Mondadori per avermi omaggiata della copia digitale.

La città di Ottone

Sono Zeldaゼルダ,classe 1999, studentessa di Lingue e Culture Moderne. Amante di fumetti, manga, graphic novel. Gioco ad un po' di tutto, ma tendo a prediligere titoli retro e horror, psicologici e indie. I due titoli del cuore sono The Legend of Zelda e FFVII. Dal 2016 mi occupo di Appunti di Zelda uno spazio nerd dal punto di vista di una ragazza.