La cacciatrice di storie perdute
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La cacciatrice di storie perdute di Sejal Badani

Benvenuto lettore in una nuova recensione, dopo un lungo periodo di pausa e studio sono lieta di parlavi de La cacciatrice di storie perdute di Sejal Badani.

La cacciatrice di storie perdute di Sejal Badani

La cacciatrice di storie perdute
  • Titolo: La cacciatrice di storie perdute
  • Autore: Sejal Badani
  • Casa editrice: Newton Compton
  • Pagine: 444
  • Prezzo: 14.90€
  • Link di acquisto qui

Jaya ha il cuore spezzato. Ha tentato a lungo di avere un bambino, ma dopo la terza gravidanza interrotta sta cominciando a perdere le speranze. Anche il suo matrimonio inizia a sfaldarsi e così, nel disperato tentativo di ritrovare sé stessa, decide di allontanarsi da New York per riavvicinarsi alle sue origini indiane.

Non appena Jaya arriva in India viene immediatamente sopraffatta dai colori, dai profumi e dai suoni. Ogni cosa ha un fascino esotico, per lei, e ben presto il desiderio di riscoprire la cultura della sua famiglia prende il sopravvento.

Ma ci sono segreti del passato a lungo taciuti che hanno il potere di influire sulle generazioni a venire. E così Jaya viene a conoscenza della storia di sua nonna e di un amore clandestino che è destinato a cambiare per sempre la sua vita.

Solo dopo aver scoperto il coraggio e l’inarrestabile spirito di resilienza che hanno caratterizzato le donne della sua famiglia, infatti, Jaya si accorgerà di avere dentro di sé una forza che non avrebbe mai potuto immaginare di possedere.

La cacciatrice di storie perdute
La cacciatrice di storie perdute

Cosa ne penso de La cacciatrice di storie perdute

La cacciatrice di storie perdute inizia a New York nel 2000. Conosciamo Jaya che nel suo ufficio legge notizie e approfondimenti sull’aborto. Ha le mani l’ecografia di suo figlio, teme solo il peggio nuovamente. Accade nuovamente, delle perdite di sangue che la portano per la terza volta ad perdere un figlio.

Jaya e Patrick vivono una storia da invidia, lei giornalista e lui avvocato. I problemi sono cominciato da quando hanno desiderato diventare genitori. Seguire gli aborti e entrambi non erano capaci di comunicare e affrontare le perdite, con la perdita del terzo bimbo arriva la loro rottura definitiva, il rapporto e il matrimonio in sintonia si sgretola come un castello di sabbia.

Jaya decide di trascorrere qualche giorno a casa dei suoi genitori, scopre la notizia del nonno materno sta per morire e desidera incontrare un’ultima volta la propria figlia.

La mamma di Jaya si rifiuta di tornare nella sua terra natia, l’India. Si era trasferita subito dopo il matrimonio ed allora non ha mai più fatto ritorno e non ebbe più contatti con la sua famiglia e l’India.

«a volte, Jaya, è meglio lasciar perdere ciò che ci causa dolore»

Jaya cerca risposte nelle domande poste a sua madre senza una risposta, così all’improvviso decide di partire, di conoscere una parte della sua famiglia e le sue origini, una scappatoia per lasciarsi alle spalle una vita tormentata e che per il momento non fa per lei.

Così parte per l’India, un posto completamente diverso dall’America, il caldo, la confusione e un clima di povertà, le danno il benvenuto. Ad accoglierla ci sarà il fedele servitore Ravi, che le racconterò la storia di Amisha, la nonna che non ha mai potuto conoscere sinora.

Così conosciamo la storia di Amisha, siamo negli anni trenta, durante il pieno colonialismo britannico, religione e tradizioni sono il fulcro delle giornate di queste persone. Conosciamo un’India dove la donna ha il compito di sposarsi, dare dei figli, badare alla casa e rispettare e onorare la donna. Amisha vorrebbe un posto migliore, dove uomini e donne sono alla pari e non il contrario.

«Jay». Amisha si inginocchiò e prese la mano di suo figlio nella sua. «Le donne e gli uomini sono fatti nello stesso modo». Cercò le parole giuste per aiutarlo a capire. «Tu hai due braccia e due gambe, proprio come me». Agitò gli arti facendolo ridere. «Tu hai due occhi, un naso e una bocca. E anche io». […] «Tu hai un cuore e io ho un cuore» […]. «Siamo uguali».

Ad Amisha le piace scrivere storie bellissime, studiare e capire. Vuole essere una donna libera e senza rinunciare alle suo radici o tradizioni. I personaggi che le stanno accanto vivono di tradizioni, caste, culture e generi differenti. Un mondo che va preservato e non modernizzato lasciandosi alle spalle una vita che non sempre è ben equilibrata.

La cacciatrice di storie perdute è un romanzo fatto di tradizioni, sapori e cultura. E’ una storia dolce, leggera e scorrevole. Sejal Badani spinge il lettore ad andare oltre all’apparenza a conoscere un’India diversa da come forse ci viene mostrata. Una lettura che mi ha coinvolto e tenuta incollata per giorni sino ad arrivare alla conclusione e lasciar un piccolo segno dentro il mio cuore. Ho segnato anche tutte le pietanze e bevande presenti nel racconto e che presto vi porterò sul blog.

[…]. «non sta a noi giudicare gli usi e i costumi degli altri, ma possiamo sfruttare l’occasione per imparare»

Heinz Beck diceva che la cucina non è mangiare. È molto, molto di più. Cucina è poesia. Per me la cucina è ben oltre le apparenze, è un gesto d'amore e così nascono le mie ricette insieme a tutte le foto correlate.Zelda's Kitchen è il blog di cucina attraverso libri, ricette e viaggi dal 2013.

6 Comments

  • Mara

    Non mi sembra che gli usi e i costumi dell India siano così distanti da quelli di molti paesi della nostra penisola…specie al sud

  • lucy

    Mi sono appassionata fin da subito, la trama mi sembra davvero molto vicina a quello che mi piace leggere. Sicuramente acquisterò il libro, sarà una lettura molto piacevole

  • Silvia

    Una trama davvero affascinante, tra l’altro non ho letto molti libri ambientati in quel luogo ed in quell’epoca. E proprio questo mi affascina ancora di più!

  • Giusy Loporcaro

    Avevo notato questo libro tra le proposte della Newton Compton e devi dire che leggendo la trama ho sbagliato a non prenderlo. Devo assolutamente rimediare.