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Io sono un gatto -Natsume Sôseki

Io sono un Gatto

  • Titolo originale: “Wagahai wa neko de aru
  • Autore: Natsume Sôseki
  • Genere: Romanzo
  • Anno di pubblicazione: 1905
  • Editore: Beat

Il Novecento è appena iniziato in Giappone, e l’era Meiji sta per concludersi dopo aver realizzato il suo compito: restituire onore e grandezza al paese facendone una nazione moderna. Il potere feudale dei daimyo è un pallido ricordo del passato, così come i giorni della rivolta dei samurai a Satsuma, e l’esercito nipponico contende vittoriosamente alla Russia il dominio nel Continente asiatico. Per Nero, il gatto di un vetturino che spadroneggia nel quartiere in cui si svolge questo romanzo, i frutti dell’epoca moderna non sono per niente malvagi: ha un pelo lucido e un’aria spavalda impensabili fino a qualche tempo fa per un felino di così umile condizione. Per il protagonista di queste pagine, invece, un gatto dal pelo giallo e grigio, che i suoi simili sbeffeggiano chiamandolo “Senza nome”, le cose non stanno così: dinanzi ai suoi occhi si dispiega tutta l’oscura follia che aleggia in Giappone all’alba del XX secolo. Il nostro eroe vive a casa di un professore che si atteggia a grande studioso e che, quando torna a casa, si chiude nello studio. Di tanto in tanto il gatto va a sbirciarlo e puntualmente lo vede dormire. Certo, il luminare a volte non dorme, e allora si cimenta in bizzarre imprese. Compone haiku, scrive prosa inglese infarcita di errori, si esercita maldestramente nel tiro con l’arco, recita canti no nel gabinetto, spettegola della vita dissoluta di libertini e debosciati… Insomma, mostra a quale grado di insensatezza può giungere il genere umano in epoca moderna…

L’autore Natsume Sôseki

Viene unanimemente considerato come il più grande scrittore del Giappone moderno, maestro riconosciuto di Tanizaki, Kawabata e Mishima.

Pseudonimo di Natsume Kinnosuke, Natsume Soseki nacque nel 1867 a Edo da un samurai di basso rango, ultimo di sei figli.
Nel 1905 pubblicò il suo primo libro: Io sono un gatto (Neri Pozza 2006). Seguirono Bocchan (Il signorino, Neri Pozza 2007) nel 1906 e Sanshiro nel 1908.
Morì nel 1916 a 49 anni.
Tra le sue opere ricordiamo Il viandante, Erba lungo la via e altri grandi romanzi apparsi in Italia sempre nelle edizioni Neri Pozza: Guanciale d’erba, Il cuore delle cose, E poi.

La recensione

“Io sono un gatto. Un nome ancora non ce l’ho. Dove sono nato? Non ne ho la più vaga idea. Ricordo soltanto che miagolavo disperatamente in un posto umido e oscuro. È lì che per la prima volta ho visto un essere umano. Si trattava di uno di quegli studenti che vivono a pensione presso un professore – mi hanno poi detto – e che fra tutti gli uomini sono la specie più perversa.”

Finalmente ho modo di parlarvi di questa meraviglia di Sôseki. La prima cosa da notare durante la lettura è la tipologia di scrittura, pur essendo del 1905 ha un tratto fortemente moderno e comprensivo, seconda non vi aspettate che il protagonista sia il stesso gatto.Il tema principale appunto del libro è propriamente di stampo filosofico e autocritico. Curioso vedere il mondo con lo sguardo di un gatto e rendersi conto che noi umani a volte siamo incomprensibili e svolgiamo azioni bizzarre.

“Non c’è nulla di meno sopportabile al mondo della noia, se non succede qualcosa che stimoli la nostra vitalità non vale la pena vivere.”

Tralasciando un gatto filoso e un po’ impacciato, in “Io sono un gatto” come scritto prima pur essendo una narrazione semplice e chiara, lascia desiderare la termologia che per chi è nuovo del mondo nipponico sicuramente risulta terribilmente noioso consultare ogni due per tre le note a fine libro, salvo restante per chi è appassionato di questa cultura , le lettura risulterà scorrevole e semplice. Sconsigliato per chi ama avventure e azioni, in questo libro non c’è niente di tutto questo. Ma se l’interesse e la curiosità vi porta a leggerlo, non potete farvelo scappare. A presto con una nuova recensione.

Sono Zeldaゼルダ,classe 1999, studentessa di Lingue e Culture Moderne. Amante di fumetti, manga, graphic novel e della cucina. Gioco ad un po' di tutto, ma tendo a prediligere titoli retro e horror, psicologici e indie. I due titoli del cuore sono The Legend of Zelda e FFVII. Dal 2013 mi occupo di gestire Zelda's Kitchen