Il Il Cane che guarda le stelle
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Il Cane che guarda le stelle – Recensione

Benvenuti in una nuova recensione, oggi parliamo de “Il Cane che guarda le stelle” di Takashi Murakami a cura della casa editrice J-Pop

Il cane che guarda le stelle

Il Cane che guarda le stelle
Cover variant
  • Titolo: Il cane che guarda le stelle
  • Autore: Takashi Murakami
  • Editore: Edizioni J-Pop
  • Pagine: 176
  • Prezzo cartaceo: 6,90€
  • Link di acquisto: Qui

Affianco cover variant: realizzata appositamente per le librerie Mondadori, è opera dell’artista italiana Elisa Macellari.


Recensione Il Cane che guarda le stelle

In un’auto abbandonata sul ciglio di un sentiero isolato, vengono ritrovati due corpi senza vita di un uomo e di un cane. Può sembrare strano ma l’animale sembra essere morto parecchio tempo dopo il suo padrone. Con questa scena inizia “Il cane che guarda le stelle”, manga scritto e disegnato da Takashi Murakami.

Il manga ci presenta una storia perlomeno all’inizio, simile a quella di Hachiko. Quando il suo padrone morì, il cagnolino continuò ad aspettarlo per circa dieci anni alla stazione di Shibuya, dove l’uomo si recava giornalmente al lavoro. Ad oggi, Hachiko rappresenta il simbolo di affetto e lealtà tra l’uomo e l’animale.

Il Cane che guarda le stelle

La storia di questo cagnolino, oltre a essere stata soggetto di libri e film, viene citata spesso in anime e manga. Siamo alle prese di un racconto diverso da tutti gli altri, perché l’autore sceglie di narrare la storia dal punto di vista di Happy, l’amico a quattro zampe rimane fino all’ultimo momento accanto al proprio padrone, da lui stesso soprannominato “Papà”.

Il racconto si divide in due parti. La prima parte del manga, è un flashback che ripercorre la vita di Happy. Il cane viene adottato da una famiglia composta da tre persone: Miku, che lo raccoglie quando è ancora solo un cucciolo e poi Mamma e Papà. Murakami ci descrive tutte le interazioni classifiche tra Happy e i membri della famiglia: il momento di gioco con la piccola Miku, quando viene sgridato dalla Mamma perché combina dei pasticci e le sue lunghe passeggiate con Papà.

Nel frattempo, con il passare degli anni avvengono diversi cambiamenti all’interno della famiglia; Happy nonostante assiste a tali cambiamenti, non riesce a comprendere appieno questi momenti. Le cose cambiano dal momento che Papà si ammala e perde il lavoro. L’uomo viene lasciato, abbandonato dalla moglie e costretto ad andarsene di casa, così l’uomo parte per il suo ultimo viaggio in compagnia del suo fedele amico a quattro zampe Happy.

«Non è che io non ti ami più al punto da non voler più stare insieme, è solo che… Ora che sei malato e hai perso il lavoro, quello che provo non è abbastanza forte».

La seconda parte del racconto, si intitola “i girasoli”, conosciamo Kyosuke Okutsu: è è l’assistente sociale cui viene assegnato il compito di occuparsi della sepoltura del cadavere del Papà, rimasto non identificato. Non a caso Okutsu deriva dal termine okutsuki, che indica il cimitero e il luogo dove riposano le anime. L’uomo, ancora segnato da un antichissimo lutto, darà una degna sepoltura ai nostri cari protagonisti e cercherà di ricostruirne la storia; così facendo riesce a liberarsi dal peso del suo passato.

«E se fosse stato felice da far invidia e avesse nascosto la sua identità perché non voleva essere riportato indietro?», si chiede Okutsu

Nel secondo capitolo de Il cane che guarda le stelle costituisce una sorta di ricordo di Happy e Papà, morti in solitudine ma insieme, questo racconta un addetto tipico della società odierna che capita spesso soprattutto nelle famiglie. Murakami si limita a spiegare la metafora de “il cane che guarda le stelle” come un qualcosa che spesso non si può avere.

In conclusione, il cane che guarda le stelle è un manga scorrevole, toccante, poetico e dolce, che mette in evidenzia la pura amicizia e fedeltà dei cani nei confronti dell’umano. Mentre i disegni in alcuni tratti sono spogli ed essenziali, abbozzati e spesso imprecisi, ma la loro forza portante sono le espressioni, soprattutto degli animali, dove suscitano sensazioni piacevoli e solari, nonostante i temi trattati.

Cosa ne pensate voi? Conoscete questa storia?

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Sono Zeldaゼルダ,classe 1999, studentessa di Lingue e Culture Moderne. Amante di fumetti, manga, graphic novel. Gioco ad un po' di tutto, ma tendo a prediligere titoli retro e horror, psicologici e indie. I due titoli del cuore sono The Legend of Zelda e FFVII. Dal 2016 mi occupo di Appunti di Zelda uno spazio nerd dal punto di vista di una ragazza.