Basilica Santissima Annunziata del Vastato-Genova

Meraviglia! E’ la prima parola che si esprime all’entrata della Basilica della Santissima Annunziata del Vastato a Genova.

Anche personaggi illustri come Montesquieu e Charles Dickens all’epoca ne sono rimasti incantati.

La chiesa dell’Annunziata è la più bella di Genova… è una chiesa tutta dorata… -Montesquieu

e si guarda verso le tre Cupole in alto in un giorno luminoso, stando davanti al grande altare, si resta storditi dallo scintillìo e dalla gloria del luogo… è così finemente dipinta e dorata che sembra una grande tabacchiera smaltata. – Dickens

L’interno della basilica

La chiesa ospita grandi opere della pittura genovese del tardo manierismo, del barocco e del Settecento.

All’interno della basilica, c’è un quadro di Procaccini: con i suoi quaranta metri quadri si può ammirare l’Ultima Cena, con ogni dettagli originale grazie a un recente importante restauro.

Nella cupolaAndrea Ansaldo ha realizzato una complessa macchina prospettica, costruita con affreschi a trompe-l’œil e figure in oro a tutto tondo,

un esempio dello splendore e della teatralità della pittura genovese di inizio Seicento.

Nelle navate e sugli altari, grandi opere pittoriche di straordinari artisti della scuola genovese e non:

Luca Cambiaso, Guercino, Bernardo Strozzi, Giulio Benso, Giovanni Battista Paggi, Domenico Piola, Gregorio De Ferrari, Andrea Semino,

Giovanni Andrea De Ferrari, Pietro Paolo Raggi, Luciano Borzone, Aurelio Lomi, Giovan Battista Vicino, Nicolò Carlone, Domenico Fiasella,

Vittorio Gatto, Octave Pellè, Bernardo Carbone, Sebastiano Galeotti, Anton Maria Piola, Calvi, Giovanni Andrea Carlone, Tommaso Clerici e Simone Barabino.

Le origini della chiesa

Si dice che il nome Vastato (da guastum o vastinium, cioè demolizione)

indicasse i “guasti”, le aree prive di alberi o aree dove si esercitavano i balestrieri genovesi.

La area dove sorge la basilica fu scelta dalla comunità di Frati Umiliati, per costruire qui il convento e la chiesa di Santa Marte del Prato.

Dall’inizio del Cinquecento diverse rami della comunità francescana

si succedettero nel complesso del Vastato (prima i Frati Francescani Conventuali, poi Frati Francescani Osservanti).

I Frati Francescani Osservanti portarono con sé nella nuova sede l’intitolazione della chiesa precedente: Santissima Annunziata del Vastato.

Foto di Il pulpito

Per il rinnovo totale dell’edificio che il Concilio di Trento richiese a fine Cinquecento, la cappella maggiore fu venduta in giuspatronato ai Lomellini.

La chiesa divenne cappella di famiglia e poi parrocchia gentilizia;  

la chiesa assunse forme barocche, sotto la guida di Taddeo Carlone prima e,

a partire dal 1615 da Giovanni Domenico Casella detto Scorticone e Giacomo Porta.

Furono acquistati e demoliti gli edifici di fronte,

così che la chiesa potè allungarsi verso l’attuale piazza della Nunziata di una campata e mezza.

Sotto le bombe della Seconda Guerra mondiale la chiesa ebbe molti danni,

ma la struttura portante resse e crollarono alcune strutture di riempimento,

lasciando intravedere le colonne medioevaleggianti in rocchi bianchi e neri.

La facciata neoclassica con due campanili e grandioso pronao a sei colonne in stile ionico,

fu realizzata nel 1867 su progetti di Carlo Barabino rielaborati da Giovanni Battista Resasco.

Pubblicato da Appunti di Zelda

Nata alla fine degli anni novanta nel mese dove la primavera è nel suo massimo splendore. Mi nutro di letteratura orientale e adoro leggere graphic novel. Amo passare il mio tempo nei musei,librerie e mostre. Aspiro a diventare una brava fotografa e una giornalista. Scrivo per Appunti di Zelda, il mio piccolo angolo dove parlo di viaggi, eventi e cultura.