Libri e interviste

5 libri che parlano di cucina e cucinare da leggere in treno

Oggi parliamo nuovamente di libri, ma di cosa in particolare? 5 libri che parlano di cucina e cucinare da leggere in treno, ebbene sì. Se viaggiate molto in treno e siete amanti del buon cibo, non dovete perdervi questi titoli, un modo in più per ricevere un regalo gradito, che ne pensate? Scopriamoli insieme.

5 libri che parlano di cucina e cucinare da leggere in treno

1. Weekend Slow Food in treno. Itinerari di gusto e cultura per scoprire un’altra Italia 

«Il treno, con i suoi agi di tempo e i suoi disagi di spazio, rimette addosso la disusata curiosità per i particolari, affina l’attenzione per quel che si ha attorno, per quel che scorre fuori dal finestrino.» Tiziano Terzani

Una guida per progettare una breve vacanza di due-tre giorni e scoprire l’Italia da una prospettiva inedita, quella del finestrino. Ben 45 tratte da percorrere e luoghi in cui fermarsi, alla ricerca di un monumento, un museo, un punto panoramico, un particolare.

Soprattutto si parte alla ricerca del buono di questi territori solcati dai binari: piccoli produttori, botteghe, ristoranti e osterie tipiche. Il tutto nei pressi delle stazioni ferroviarie, per un turismo a misura d’uomo e per tutte le tasche.

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2. Soul of Tokyo. La guida delle esperienze eccezionali 

Una selezione di 30 tra i 160.000 ristoranti di Tokyo, indicazioni interessanti che non si trovano sulle classiche guide della città. Ottimi consigli per una visita alternativa della grande metropoli.

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3. New York. Le ricette di culto

Ecco un ottimo modo per visitare New York, una città dalle mille anime e con tante storie da raccontare, che si dipanano tra passato e presente, dando vita a un melting pot divertente e gustoso. Attraverso un bagel al salmone affumicato o le morbide lusinghe di una cheesecake scoprirete una città inedita, un po’ hipster e un po’vecchia Europa: mettetevi comodi, il viaggio è già iniziato.

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4. I conti con l’oste. Ritorno al paese delle tovaglie a quadretti

Ci sono esistenze che sembrano sempre danzare intorno a un «ma», intorno a svolte improvvise che ribaltano tutto. Ad esempio quella di Tommaso Melilli: era andato a Parigi per studiare letteratura ma qualche anno dopo si ritrova chef di un ristorante; credeva fosse un lavoro tranquillo ma poi viene travolto da ritmi forsennati e locali in fiamme; pensava di essersi lasciato tutto alle spalle ma alla fine capisce che solo se sai da dove vieni puoi capire chi sei.

Decide allora di fare l’unica cosa che sente giusta: tornare in Italia e raccontarla da un punto di vista particolare, unico e imprevedibile. Quello della cucina delle trattorie e di chi ci lavora.

“I conti con l’oste” è un viaggio nell’Italia di oggi e nelle sue contraddizioni, osservata dalle cucine delle sue nuove osterie. Sono luoghi segreti, spesso inaccessibili, che Tommaso Melilli ci racconta dall’interno. Cuoco e scrittore, Melilli ha girato il paese, visitando alcune delle osterie più interessanti in circolazione: è entrato nelle cucine e vi ha lavorato qualche settimana, mescolandosi alla brigata, entrando in intimità con lo chef, inseguendo le materie prime, scoprendo le storie dei territori e i segreti dei piatti.

Ne viene fuori un libro dirompente: è il racconto di un ambiente chiuso, sospeso tra il militare e il creativo, che però è anche un luogo di sperimentazione, scoperte, libertà.

Gli chef che Melilli incontra si stagliano sulla pagina con la profondità di personaggi letterari, la ricchezza di storie personali che si intrecciano fa de “I conti con l’oste” un’inaspettata autobiografia di una nazione. Ma soprattutto Melilli rende tutto ciò avvincente come un grande romanzo di formazione: il suo sguardo inquieto e il suo gusto per la narrazione fanno sì che, come in un libro di Joan Didion o di Anthony Bourdain, il pezzo di mondo di cui scrive si allarghi fino a contenerci tutti.

Le osterie sono luoghi di memoria e racconto, esperienza e avventura. A lungo dimenticate, a scapito di stellati ecooking shows, oggi sono il posto dove accadono le cose. E dove può capitare di scoprire chi siamo destinati a essere.

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5. Il dilemma dell’onnivoro

Che cosa mangiamo, e perché? Sono domande che ci poniamo ogni giorno, convinti che per rispondere basti sfogliare la rubrica di un giornale, o ascoltare per qualche minuto l’ultimo imbonitore nutrizionista ospitato in tv. Ma se quelle domande le si guarda un po’ più da vicino, come fa Michael Pollan in questo suo documentato saggio, forse il primo sull’argomento a non prendere alcun partito, se non quello dell’ironia e del buon senso, le risposte appaiono meno scontate.

Che legga insieme a noi le strepitose biografie del defunto pollo “biologico” riportate sulla confezione di petti del medesimo, o attraversi le lande grigie e fangose del Midwest, dove milioni di bovini nutriti a mais e antibiotici vivono la loro breve esistenza fra immensi stagni di liquame, Pollan arriva immancabilmente a conclusioni di volta in volta raccapriccianti o paradossali.

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Quali tra questi 5 libri che parlano di cucina e cucinare da leggere in treno, vi ispirano di più? Fatemelo sapere nei commenti.

Heinz Beck diceva che la cucina non è mangiare. È molto, molto di più. Cucina è poesia. Per me la cucina è ben oltre le apparenze, è un gesto d'amore e così nascono le mie ricette insieme a tutte le foto correlate. Zelda's Kitchen è un piccolo progetto editoriale che nasce come blog ma si sta orientando a una rivista digitale indipendente. Il settore principale è quello della cucina e si sposa con ricette, viaggi, libri di cucina e recensioni di locali.

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